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Glencore, investimento da 5 milioni per la produzione di litio

In fase di valutazione anche un progetto da 400 milioni per la riconversione dello smelter. Interessati gli impianti di Portovesme e San Gavino, in Sardegna

di Davide Madeddu

2' di lettura

Un investimento nell’immediato, che vale 5 milioni di euro, e uno in prospettiva e in fase di definizione che potenzialmente ne vale circa 400. La Glencore punta sui materiali necessari per la produzione di batterie. E in quest’ottica si inseriscono sia gli accordi siglati in ambito internazionale sia quelli che riguardano l’Italia e, nello specifico, gli impianti di Portovesme e San Gavino gestiti dalla controllata Portovesme srl.

Sullo scenario internazionale, proprio i giorni scorsi è stato siglato l’accordo con Ace Green Recycling, azienda leader nell’economia circolare e impegnata nel riciclo del piombo e del litio.

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Produzione di litio

Sul piano prettamente nazionale, invece la prospettiva è rappresentata da due progetti. Uno riguarda quello che viene definito un progetto pilota per la produzione di litio destinato alla costruzione delle batterie. Presentato sia alla Regione, sia alle parti sociali e alle istituzioni locali interessate, prevede un investimento in capo all’azienda per cinque milioni e mezzo di euro. Per la sua realizzazione, che è stata stimata in 36 mesi a partire da giugno 2023, sono state ipotizzate 15mila unità mentre una volta avviato l’impianto, una produzione di 15.500 tonnellate all’anno di litio.

Conversione smelter di Portovesme

Il secondo progetto, che riguarda la prospettiva e attualmente in fase di studio, prevede invece una conversione dello smelter presente a Portovesme e un investimento complessivo che sfiora il mezzo miliardo. In questo caso l’ipotesi è quella di adeguare gli impianti in cui oggi si produce piombo, zinco, rame, oro e argento, per la produzione di manganese, litio, cobalto con la trasformazione dei processi.

L’intero pacchetto è in fase di analisi e la valutazione (tra Glencore e la partnership cinese) necessaria riguarda l’intero sistema. Punto di partenza di questa conversione che, come sottolineano gli addetti ai lavori, «punta a innovare lo scenario industriale internazionale», l’impianto piombo Cd, l’impianto Sx e lisciviazione classica e quello dello zinco. Strutture compatibili con le nuove tecnologie.

Tecnici e operatori formati

All’interno di questo progetto poi gli altri sottoprogetti che spaziano dal recupero dei materiali di miniera a quelli delle scarti delle lavorazioni per arrivare poi alla predisposizione dei materiali da immettere sul mercato: dai lingotti al resto sei prodotti.


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