ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùFonderie

Glencore Portovesme, vertenza ancora aperta

Attesa per l’arrivo del nuovo Governo e perché si risolva la questione energetica. Intanto l’obiettivo è un accordo bilaterale per evitare stop e cig

di Davide Madeddu

2' di lettura

La vertenza Glencore Portovesme resta aperta. In attesa che arrivi il nuovo Governo e si risolva la questione energetica. Oltre alla proposta di un accordo bilaterale per far ripartire la produzione.

Incontro al Mise

In campo l’azienda che conferma la Cig ma lascia una porta aperta anche a nuovi progetti e i sindacati che, pur ribadendo l’opposizione agli ammortizzatori sociali, chiedono un impegno governativo. L'incontro al Mise per affrontare il tema relativo al futuro della Glencore Portoesme, l’azienda metallurgica che tra Portovesme e Villacidro si occupa della produzione di piombo, zinco, acido solforico, oro argento e rame, è aggiornato a quando si insedierà il nuovo governo.

Loading...

Azienda conferma Cig

Nel corso della riunione al Mise tra i rappresentanti della Glencore Portovesme, i rappresentanti del Mite, Regione e i sindacati, l'azienda (che oggi, a causa degli alti costi dell’energia, ha rallentato la produzione e mandato in Cig 400 lavoratori) ha confermato l'intenzione di fermare la linea piombo e fare ricorso agli ammortizzatori sociali per altri 200 dipendenti. Una decisione motivata dal fatto che il provvedimento dell'Energy release non risponde alle proprie esigenze e il costo dell'energia continua a salire. Ed è sempre la questione energia a determinare il futuro dello stabilimento che i rappresentanti della Regione hanno definito strategico.

Le batterie all'orizzonte

All'orizzonte, infatti, c'è un piano di rilancio che dovrebbe passare attraverso un ricondizionamento degli impianti per arrivare alla produzione di materiali utili alla «costruzione di batterie di nuova generazione». «Questo consentirebbe alla Glencore di diventare l'azienda leader in Europa, beneficiando di impianti consolidati e forza lavoro esperta, matura e specializzata - è la sottolineatura dei rappresentanti della Giunta regionale Alessandra Zedda, Anita Pili e Gianni Lampis dopo i vertice -. Nella fase di transizione produttiva la Regione si è resa disponibile ad investire nella formazione delle maestranze».

I sindacati: nessuna Cig in bianco

Lasciano il tavolo della discussione aperto ma non nascondono la cautela le organizzazioni sindacali che aspettano ora le azioni del prossimo Governo. «L’azienda conferma il percorso tracciato per via del caro energia, e del fatto che l'Energy release non risponde alle esigenze - commenta Francesco Garau, segretario regionale della Filctem -. Conferma invece lo studio avviato per avviare un cambio di produzione verso le materie per le batterie del futuro. Come sindacati respingiamo la Cig in bianco rimarcando con forza il fatto che il problema principale da risolvere è quello riguarda la questione energetica».

L'accordo bilaterale per l'energia

Tra le proposte in campo, come sottolinea Garau, «quella di utilizzare l'accordo bilaterale in capo a Sider Alloys e che al momento non sta utilizzando e sino a quando non partirà la Sider». Una soluzione che, potrebbe permettere alla Portovesme di rimettere in marcia gli impianti. «Noi abbiamo chiesto la firma di un accordo a livello governativo - continua ancora - con tutti gli impegni che riguardano sia la cassa integraione finalizzata ai nuovi investimenti sia gli iter autorizzativi». Per il momento il tavolo quindi resta aperto.

Settimana prossima in Regione

«La prossima settimana sarà aperto un tavolo in regione con l'azienda - fa sapere Salvatore Marzeddu della Uil Rsu - per verificare gli strumenti da mettere in campo per la transizione produttiva».


Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti