Musica

Glenn Hughes, voce del (basso) rock

di Francesco Prisco


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Glenn Hughes torna in tour in Italia

2' di lettura

C’è stato un tempo in cui il rock si è fatto basso. E il basso rock era soprattutto Glenn Hughes, funambolo inglese delle quattro corde, protagonista della terza reincarnazione dei Deep Purple. Reduce da quattro date in Spagna, il bassista-cantante approda in Italia per due tappe del tour che lo porterà poi in Usa e Canada: l’8 aprile all’Estragon di Bologna, il 10 all’Alcatraz di Milano. «The voice of rock», attuale frontman della rock band Black Country Communion, proporrà classici dei Deep Purple come Burn, Stormbringer, Might just take your life e Mistreated, oltre a brani in precedenza mai eseguiti dal vivo con la line-up originale del periodo «Mark III».

Il bassista «voce» del rock
Ci saranno anche materiali classici del periodo «Mark IV» con Tommy Bolin, oltre ai successi della Deep Purple «Mark II», tra cui Highway Star e Smoke on the Water. A vent’anni Hughes si separò dal gruppo funk-rock britannico Trapeze e come bassista e co-vocalist, insieme con il nuovo frontman David Coverdale, contribuì a indirizzare i Deep Purple verso le sonorità in bilico tra hard rock e progressive Burn, Stormbringer (1974) e Come taste the band (1975). Nel suo cursus honorum, poi, anche album con i Black Sabbath e con il guitar hero nordirlandese Gary Moore.

Low, rock (lento) d’autore
Rock d’autore «Made in Usa» quello dei Low, band simbolo del cosiddetto movimento slowcore. La provenienza da Duluth, Minnesota, l’unica città al mondo che abbia prodotto una rockstar in grado di vincere il Nobel per la Letteratura, è quasi un certificato di garanzia. Il trio, in pista dalla metà degli anni Novanta, è stato capace di dare un nuovo significato al rock lento e intimista, esaltando il contributo del sound e del canto e ridimensionando quello di ritmo e riff. C’è voluto l’ex cantante dei Led Zeppelin Robert Plant, che ha infilato nell’album Band Of Joy due cover pescate da The Great Destroyer, settimo disco della band, a portarli all’attenzione di un pubblico più vasto. Non hanno mai messo in fila due album uguali, in ogni lavoro c’è qualcosa di diverso e peculiare che lo contraddistingue dal precedente e lo rende unico, come conferma Double Negative, pubblicato a settembre scorso. Unica data italiana per loro, lunedì 8 aprile, all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Il ritorno di Howe Gelb
Se siete nostalgici dell’indie rock americano degli anni Ottanta e Novanta, vi farà probabilmente piacere incrociare la rotta di Howe Gelb, cantante e chitarrista noto per la lunga militanza nei Giant Sand. Reduce dalla pubblicazione dell’album Gathered, sarà di scena il 9 aprile allo Spin Time Labs di Roma, il 10 aprile al Mattatoio di Carpii e il 12 aprile allo Spazio 211 di Torino.

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