moda & arte

Gli abiti-scultura di Sissi in mostra a Bologna con Vestimenti

Quaranta vestiti selezionati da un archivio di 900 opere dell’artista emiliana in esposizione a Palazzo Bentivoglio

di Natascia Ronchetti - BOLOGNA


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2' di lettura

I materiali sono i più disparati. Corde marinare, passamaneria, spugne di metallo, ceramica. Sissi, nome d'arte di Daniela Olivieri, classe 1977, li mescola, li sovrappone. Come se fossero strati di pelle, l'uno sopra l'altro. È così che nascono i suoi abiti-scultura. Custodie, armature, bozzoli che contengono il corpo e diventano linguaggio attraverso il quale ognuno di noi esprime una parte di sé. Dal 1998 ne ha realizzati novecento.

Compongono l'archivio Addosso, dal quale ne sono stati selezionati quaranta per raccontare, con la mostra Vestimenti, un percorso artistico nato dall'osservazione del corpo (della sua anatomia) e dell'abito visto anche come materia di quel rituale – la vestizione – che si perpetua nella vita quotidiana di ciascuno, trasformandosi in narrazione.

L'esposizione sarà inaugurata a Bologna il 19 gennaio, per poi protrarsi fino al 21 aprile negli spazi di Palazzo Bentivoglio, messo a disposizione dalla famiglia dell'industriale bolognese Alberto Vacchi, ai vertici del gruppo Ima, che opera nel settore del packaging. Con una installazione pensata appositamente dall'artista per integrarsi con gli ambienti di un edificio storico, realizzato a partire dalla prima metà del Quattrocento dalla famiglia gentilizia Bentivoglio.

«Ho pensato a una struttura di ferro sulla quale sono appesi gli abiti – spiega Sissi -. Un'unica grande installazione che corrisponde a una rappresentazione del corpo».

La mostra, curata da Antonio Grulli, fa parte della proposta di Art City Bologna 2020, il calendario di eventi che fa da corollario ad Arte Fiera, l'esposizione dedicata all'arte contemporanea promossa da BolognaFiere. E consentirà anche di osservare come l'artista bolognese, che vive e lavora tra il capoluogo emiliano e Londra, struttura i suoi abiti-scultura, attraverso il coinvolgimento del pubblico: realizzerà infatti un abito dal vivo su una persona invitata a salire sul palco.

Sissi ha iniziato la sua carriera artistica giovanissima, dedicandosi alle performance e alle sculture, ai disegni e ai dipinti, per arrivare fino alla fotografia. Vincitrice di numerosi premi internazionali ha esposto alla Biennale di Venezia, affermandosi come una delle più promettenti esponenti dell'arte contemporanea italiana. L'attenzione per il corpo e per gli abiti sono sempre stati al centro della sua sperimentazione. Una ricerca che l'ha portata anche a collaborare con case di moda come Furla (borse e pelletteria) di cui è stata direttrice artistica delle campagne pubblicitarie, o come il maglificio Luciano Benelli, sede nel Bolognese, per il quale ha realizzato un abito di maglia con un disegno anatomico che fa parte dell'esposizione.

«Noi tutti – spiega -, abitiamo negli abiti che indossiamo e che diventano una performance quotidiana. Perché hanno un valore relazionale: si desiderano, si toccano, si possiedono. E introducendoci nel mondo parlano di noi». Ecco allora abiti multicolori, realizzati in passamaneria, che coprono, incapsulano. Che attraverso spugne di metallo seguono le linee del corpo, proteggendolo e diventando, al contempo, messaggio. La mostra sarà accompagnata da una pubblicazione bilingue edita da Corraini Edizioni.

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