Assistenza sanitaria integrativa: le alternative

4/5Politica Economica

Gli aiuti dei fondi

Fondi sanitari, casse, società di mutuo soccorso, enti assistenziali: l’universo della sanità integrativa italiana è formato da una pluralità di soggetti differenti, che operano secondo regole, criteri e una vigilanza non uniformi.

La strategia

L’obiettivo comune è di offrire una copertura sanitaria complementare rispetto al sistema sanitario nazionale, ma con il risultato di offrire non di rado prestazioni a tutti gli effetti sostitutive rispetto a quelle del Ssn. In particolare per i lavoratori autonomi o per l’ampia platea di professionisti, in cerca di tutele per quanto riguarda la propria salute. La via negoziale che negli ultimi anni è stata seguita da molti soggetti ha consentito economie di scala, ossia costi ridotti in capo agli iscritti e prestazioni calmierate. Ma soprattutto ha permesso di avviare attività di prevenzione e di educazione alla salute, indispensabili in un paese che vede innalzarsi l’età media e aumentare le esigenze di assistenza sanitaria.

Le tipologie

I fondi sanitari negoziali o contrattuali nascono dall’accordo tra le rappresentanze sindacali e datoriali (vedi articolo a fianco); si tratta di associazioni senza scopo di lucro, che talvolta assumono la forma di fondazioni, e che nascono e governati nell’ambito dei contratti nazionali di categoria. A questi strumenti possono aderire solamente i lavoratori cui si applica lo specifico contratto nazionale. Le casse e le società di mutuo soccorso nascono ancor prima, affondando in taluni casi le loro radici nell’Ottocento. Le “mutue” possono prevedere sia adesioni in forma collettiva che individuali, secondo il principio della “porta aperta”. La terza tipologia riguarda i cosiddetti fondi sanitari doc, avviati con la riforma Bindi, che fatica però a partire: si tratta di soli sette fondi sanitari che per statuto offrono solo prestazioni non offerte dal Ssn (es. prestazioni dentistiche). Sono aperti a tutti i cittadini senza distinzione.

Le agevolazioni fiscali

Chi aderisce a un fondo sanitario, a una cassa o a una società di mutuo soccorso può usufruire di una serie di vantaggi fiscali, differenti a seconda della tipologia sottoscritta e dalla condizione lavorativa. Nel caso del fondo sanitario chiuso, l’agevolazione fiscale è prevista per i soli lavoratori dipendenti iscritti per via collettiva ossia negoziale; la normativa prevede una deduzione fiscale fino a 3.615,20 euro l’anno. Anche chi s’iscrive ai fondi sanitari doc, a prescindere dalla tipologia professionale, può usufruire del medesimo massimale deducibile. Per chi aderisce a enti, casse e società di mutuo soccorso che abbiano esclusivo scopo assistenziale, i contributi versati sono deducibili fino a 3.615,20 euro, ma solo nel caso in cui l’ente sia iscritto all’anagrafe dei fondi presso il ministero del Welfare e che l’aderente sia un lavoratore dipendente privato iscritto in via collettiva (per effetto di un contratto o di un regolamento aziendale).

Le erogazioni

Ciascun fondo sanitario o mutua offre il ventaglio di prestazioni più coerente con le esigenze della platea coperta. Possono essere riassunte in due differenti tipologie: da una parte le prestazioni in servizi, attraverso l’assistenza diretta in strutture sanitarie convenzionate, dove è prevista la copertura economica direttamente da parte del fondo sanitario; dall’altra il fondo offre il rimborso delle spese mediche sostenuto dall’iscritto, in tutto o in parte, ossia considerando per ciascun tipo di prestazione massimali di spesa e limitazioni (es. : un paio di occhiali ogni due o tre anni).

I VANTAGGI
La deducibilità / L’iscrizione ai fondi

Deduzione fiscale fino a 3.615,20 euro l’anno per i soli lavoratori dipendenti iscritti per via collettiva ossia negoziale ai fondi sanitari chiusi. Anche chi si iscrive ai fondi sanitari doc, a prescindere dalla tipologia professionale, può usufruire dello stesso bonus

«Sconto condizionato» / Casse, enti e mutuo soccorso
I contributi a enti, casse e società di mutuo soccorso a solo scopo assistenziale sono deducibili fino a 3.615,20 euro, ma l’ente deve essere iscritto all’anagrafe presso il ministero del Welfare e l’aderente deve essere un dipendente privato iscritto in via collettiva

I LIMITI

I massimali di spesa/ Il rimborsoo
Bisogna prestare attenzione perché non tutte le spese mediche possono essere rimborsate in via integrale. A seconda di ciascun tipo di prestazione, infatti, sono fissati massimali e limitazioni anche di tipo temporale

Contratti o regolamenti / Le condizioni di accesso
L’iscrizione del dipendente privato in via collettiva a enti, casse e società di mutuo soccorso (che dà poi accesso alla deducibilità dei contributi) avviene per effetto di un contratto o di un regolamento aziendale

(di Marco Lo Conte)

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