INTERVISTA A NAZARENO VENTOLA

«Gli aiuti pubblici soltanto alle compagnie aeree. Gli aeroporti ignorati»

L’ad di Aeroporto Bologna: «Quest’anno prevediamo traffico in calo del 60-70%. Per mettere in sicurezza la società definito finanziamento da 25 milioni di euro»

di Mara Monti

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(Imagoeconomica)

L’ad di Aeroporto Bologna: «Quest’anno prevediamo traffico in calo del 60-70%. Per mettere in sicurezza la società definito finanziamento da 25 milioni di euro»


3' di lettura

Sarà un anno da dimenticare per tutti gli operatori del trasporto aereo, compagnie aeree e aeroporti compresi. «Quest’anno prevediamo un calo del traffico nell’ordine del 60-70%» conferma il ceo dello scalo Guglielmo Marconi di Bologna, Nazareno Ventola al Sole 24 Ore. L’aeroporto bolognese che in Borsa da inizio dell’anno ha perso quasi il 30%, è rimasto aperto durante tutta la fase del lockdown garantendo un volo al giorno quello Alitalia da Bologna a Roma oltre ai voli cargo per portare in Italia mascherine e attrezzature sanitarie. Poi la riapertura segnata dalle nuove misure sanitarie per mettere in sicurezza i passeggeri e i dipendenti fino all’introduzione a partire dal prossimo lunedì dei test sierologici gratuiti per i lavoratori, primo scalo in Italia ad adottare questa misura. Per i passeggeri sono attivi i termoscanner per misurare la febbre a chi arriva e a chi parte, entrate diversificate e l’obbligo di indossare le mascherine.

Come sta andando la Fase 2 per l’aeroporto di Bologna?

«Lentamente, siamo ancora molto lontani dalla normalità. A giugno, primo mese di ripresa dei voli dopo la fine del lockdown, abbiamo avuto un calo del 95% dei passeggeri rispetto all’anno scorso. Oggi copriamo 50 voli al giorno dai 200 prima della crisi Covid-19, luglio mostra un ulteriore miglioramento e ad agosto contiamo di raggiungere il 50% dei voli dello scorso anno. Il traffico domestico sta andando bene con tassi di riempimento degli aerei tornati ai livelli pre-crisi. La componente estera sta gradualmente tornando, sebbene con qualche difficoltà e con la cancellazione di alcuni voli. Mancano le connessioni per i collegamenti a lungo raggio in quanto molte destinazioni come gli Stati Uniti sono ancora interdette. Se non ci saranno altri fattori di crisi, non ci aspettiamo che il settore torni ai livelli pre-Covid prima del 2023».

E’ possibile fare previsioni sul bilancio di quest’anno?

In questa situazione ancora così incerta non è possibile fare previsioni. L’ultima assemblea che ha approvato il bilancio 2019 con un utile netto di 20,9 milioni di euro in crescita del 16,3%, ha stabilito di non distribuire il dividendo e di destinarlo a riserva. Il primo trimestre ha riportato ricavi consolidati per 20,8 milioni di euro in calo del 24,3% rispetto al 2019 riuscendo a mettere a segno un utile netto di 619 mila euro contro 3,5 milioni di euro del primo trimestre del 2019, perché alla crisi si riferisce soltanto il mese di marzo, un risultato che a fatica potrà essere confermato nel prossimo trimestre.

Per rispondere all’emergenza, avete ottenuto un finanziamento da UniCredit di 25 milioni di euro. Tuttavia mancano finanziamenti pubblici come invece sono stati previsti per le compagnie aeree...

Siamo entrati nella fase emergenziale con una posizione finanziaria positiva una situazione che ci ha aiutato durante il blocco dell’attività quando abbiamo inevitabilmente bruciato cassa. Per mettere in sicurezza la società abbiamo definito con UniCredit un’operazione di finanziamento da 25 milioni di euro, assistita da Sace con lo scopo di fare fronte alle necessità di circolante. Purtroppo in questa difficile fase sono mancati gli aiuti di Stato, previsti invece per il trasporto aereo. Forse si pensa che siamo soggetti “ricchi” senza considerare che il settore è altamente a capital intensive, con costi fissi insostenibili. Le nostre richieste per fare fronte alle esigenze di liquidità, così come è successo per il trasporto aereo, non hanno trovato ascolto presso il governo. Ora si lavora a una ipotesi di estendere di almeno due anni le concessioni aeroportuali, una misura a costo zero, vedremo. Le premesse non sono incoraggianti se si guarda a quanto è successo alla nuova regolamentazione tariffaria predisposta a partire dal luglio 2021 e definita sulla base dei modelli pre-Covid la quale oggi rischia di regolare un mondo che ormai non esiste più.

Come cambierà a suo parere il trasporto aereo in Italia?

C’è il tentativo di limitare il ruolo delle low cost le quali sono state un driver per la crescita del traffico aereo in Italia e anche per l’aeroporto di Bologna. Il mercato ha bisogno di tutto il settore per sostenere la ripresa. Pensare di ridurre il peso di una delle sue componenti è poco lungimirante.

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