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Gli analisti promuovono le elezioni anticipate: «Mossa vincente»

di Andrea Fontana

(EPA)

3' di lettura

Il blitz di Theresa May per il voto inglese l'8 giugno è la mossa giusta che può rafforzare la maggioranza di governo e ridurre nettamente le trappole della Brexit ma allo stesso tempo non dovrebbe avere controindicazioni per l'economia inglese dovute all'incertezza poiché al momento l'esito è dato per scontato (con la vittoria dei Conservatori) e la tempistica è estremamente ravvicinata. E' questo il giudizio predominante tra analisti finanziari ed economisti sull'annuncio della premier inglese di elezioni anticipate a due anni dall'affermazione dei Tories guidati da David Cameron.

Rischio calcolato per May: Brexit più facile dopo voto

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«Theresa May ha assunto un rischio calcolato annunciando le elezioni anticipate per rafforzare la sua maggioranza e la sua presa sui negoziati per la Brexit prima che questi comincino in modo serio e prima di un atteso rallentamento significativo dell'economia inglese», sottolinea Daniel Vernazza, lead UK economist di UniCredit rilevando come gli ultimi sondaggi di YouGov (del 12-13 aprile) indichino i Conservatori nettamente avanti (con il 45% dei consensi) e quindi indirizzati ad aumentare la propria maggioranza in termini numerici e a orientare verso una «hard Brexit» le trattative con l'Unione europea. Secondo George Saravelos, global co-head of Forex Research di Deutsche Bank, le elezioni inglesi segnano "una svolta" per i negoziati sulla Brexit ma non nella direzione di una uscita più drastica: senza più la spada di Damocle del voto inglese nel 2020 (alla sua scadenza naturale cioè) e con un possibile minor peso dei parlamentari Tories più intransigenti sull'addio a Bruxelles i negoziati dovrebbero infatti procedere più velocemente e in generale i rischi di rotture sarebbero minori. Questo scenario è ritenuto da Deutsche Bank più favorevole anche a un recupero della sterlina. Per gli analisti di Credit Suisse una vittoria alle elezioni potrebbe dare alla May un pieno mandato per impostare il suo modello di Brexit evitando che le parti più estreme del suo partito possano condizionarne troppo l'esito: il risultato sarebbe forse un negoziato con maggiori concessioni da parte britannica e quindi più soft di quanto ipotizzato fino a questo momento.

Su Borsa Londra possibile volatilità ma anche opportunità per mid-caps

La Borsa di Londra ha reagito con un calo di circa il 2,5% al nuovo quadro politico: secondo alcuni operatori, la correzione è da legare alla rimonta della sterlina, secondo altri potrebbe avviare un periodo di incertezza e volatilità.

«E' improbabile che il percorso da qui all’8 giugno scorra liscio e poiché questo annuncio porterà volatilità sui mercati finanziari, è importante che gli investitori siano pronti a sfruttare le potenziali opportunità che un comportamento dei prezzi di questo tipo potrebbe portare - è il commento di Steven Andrew, gestore del fondo M&G Income Allocation fund - Rimaniamo concentrati sugli elementi che conosciamo, piuttosto che su quelli su cui non abbiamo visibilità. Una valutazione del panorama d’investimento nel contesto attuale suggerisce che i prezzi dei titoli azionari rimangono interessanti, soprattutto alla luce di un’economia Uk solida e di una ripresa sostenuta a livello globale». Secondo i gestori azionari Uk di Henderson Global Investors, Neil Hermon e Indriatti von Hien, la mossa della May non costituirà nel breve termine un ostacolo per la fiducia dei consumatori inglesi: «Complessivamente crediamo che la notizia sia più positiva per le società domestiche a media capitalizzazione piuttosto che per le large cap internazionali per via di un probabile ulteriore rafforzamento della sterlina e di uno scenario politico più stabile nel breve termine a Londra».

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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