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Gli analisti promuovono il merger tra Fca e Psa: i titoli volano in Borsa

Fiat non fa prezzo in apertura poi entra in contrattazione con un rialzo del 10%. Corre anche Exor. Per gli esperti l'accordo è «positivo» ma un'alleanza con Renault sarebbe stata anche migliore. A Parigi vendite sul titolo Renault, che scivola in fondo al listino

di Chiara Di Cristofaro

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(AFP)

3' di lettura

Gli analisti promuovono la possibile fusione tra Fiat Chrysler Automobiles e Peugeot, dopo la conferma delle due società sui colloqui in corso e i titoli volano in Borsa. A Milano corre anche Exor, mentre Renault, con cui si sono interrotti i colloqui prima dell'estate, segna la performance peggiore del listino francese. Oggi dovrebbe tenersi il cda straordinario della casa francese e, secondo indiscrezioni, potrebbe riunirsi anche il board di Exor.

Per gli analisti di Equita il deal è positivo per le sinergie di costo: «Stimiamo risparmi lordi di 3,5-5,5 mld, pari al 2-3% di circa delle vendite combinate (a fronte dei 5 mld dichiarati con Renault)». Equita inoltre sottolinea la complementarietà geografica: Fca è forte in nord America e Psa più forte in Asia e nel resto del mondo. Altro elemento da considerare, per gli analisti, è il «track record positivo di Tavares nell'integrare Opel». In ogni caso, un accordo con Psa è comunque «sub-ottimale rispetto a quello con Renault per dimensioni, concentrazione in Emea, esposizione all'elettrico», con Psa che nell'elettrico è più avanti di Fca, ma Renault-Nissan è leader (nel 2018 volumi di oltre 10 volte più grandi di Psa). Rispetto alle dimensioni complessive, i volumi combinati sulla base dei dati 2018 sono di 8,7 mln, che ne farebbero il quarto produttore al mondo, sono lontani dagli oltre 15 mln raggiungibili con Renault-Nissan-Mitsubishi. In Emea, post fusione con Psa la concentrazione sarebbe del 43% mentre con Renault del 35%.

Gli esperti di Equita prendono inoltre in considerazione anche alcuni elementi di incertezza sul fronte politico, a partire dal supporto del Governo francese, azionista di Psa col 12,2%, indicato da Exor quale responsabile del fallimento del tentato merger con Renault (di cui è azionista col 15%). Dal canto suo, Trump due estati fa si era opposto all'ipotesi che un cinese potesse rilevare il marchio Jeep (DongFeng detiene il 12% di Psa ante fusione e ad agosto circolavano rumour di uscita). Da monitorare poi la posizione del Governo italiano e la reazione dei sindacati. Equita sottolinea che, stando alle ipotesi di stampa che prefigurano una fusione alla pari «con Exor + Peugeot + lo stato francese al 26% (DongFeng al 6% circa), il concambio sulla media dei 6 mesi è 1,75 volte. La valenza industriale mette comunque in secondo piano la definizione del ratio: l`aspettativa di un M&A deal è alla base del nostro Buy», concludono.

Credit Suisse in un report su Psa (neutral con target price a 27,50 euro) sottolinea che a una prima lettura il merger appare positivo e che, dopo il fallimento dei colloqui con Renault, ci si poteva attendere che Fca esplorasse un'operazione con Psa. «Possiamo anche immaginare che i colloqui con Psa stiano mettendo sotto pressione Renault per riavviare i colloqui». Il titolo Renault al momento perde il 3% in Borsa. Inoltre, Credit Suisse ritiene che i produttori come Volkswagen potranno beneficiare di una concentrazione in Europa con la conseguente riduzione della capacità potenziale. Tavares, da questo punto di vista, ha una strategia chiara che punta al rialzo dei prezzi più che alla crescita dei volumi. Psa, per gli analisti, beneficerebbe del deal con un nuovo accesso ai mercati Usa diminuendo la dipendenza dall'Europa. Le sinergie dovrebbero essere pari a circa 5,6 mld di euro per Psa. Anche per il Credit Suisse, comunque, le potenzialità di un accordo con Renault appaiono maggiori di quelle con Psa.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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