la terra malata

Gli artisti portavoce del cambiamento climatico

Non solo l'opera di Jeppe Hein “Breath with me” si concentra sul riscaldamento del pianeta. Da Mel Chin a Xavier Cortada, da Alexis Rockman a Erin Jane Nelson a Olafur Eliasson opere su lo scioglimento dei ghiacci, la desertificazione e i rischi per centinaia di migliaia di persone

di Giuditta Giardini


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Time Square vista attraverso l'app Unmoored di Mel Chin e Microsoft

4' di lettura

L'opera di Jeppe Hein Breath with me ”, commissionata dall'organizzazione ART 2030 con l'adesione delle Nazioni Unite , in occasione del Summit per Climate Action del 23 settembre, si sposterà dal quartier generale delle Nazioni Unite, dove è esposta fino al 24 settembre, a Central Park, 72esima strada (25-27 settembre). Greta Thunberg o no, l'innalzamento di 1,5 gradi Celsius (2,7 Fahrenheit) è un fatto. Possiamo sederci dalla parte del torto tra il presidente brasiliano Jair Bolsonaro e quello americano Donald Trump e fingere che nulla stia accadendo, che il nostro pianeta sia eterno e che l'uomo sia immortale, oppure lasciarci sensibilizzare anche da un gruppo sempre più popoloso di artisti che scelgono di farsi portavoce del tema più scottante di questi tempi: l'innalzamento della temperatura terrestre.

Studenti manifestano per strada a Torino

Nel 2017, il Museo del Futuro di Dubai (ancora in costruzione, che verrà inaugurato in occasione di Expo 2020), da tenere d'occhio per le avanguardistiche esposizioni, proponeva – in altra sede - una mostra dal tema “Climate Change Reimagined: Dubai 2050” che ruotava attorno alle problematiche relative all'approvvigionamento di viveri ed acqua, l'adattamento al cambiamento nelle città e la sfida per la scienza e l'industria che dovranno continuare a garantire vivibilità e prosperità agli esseri umani in uno scenario totalmente mutato come quello del 2050. Nell'autunno 2018, il New York Times stilava una lista di 12 artisti legati al tema ambientale tra cui compariva Mel Chin , artista concettuale del North Carolina ( Frederieke Taylor Gallery , New York) che lo scorso autunno assieme a Microsoft progettò un'app Unmoored con tanto di installazione pubblica site specific, posizionata a Time Square, che mostrava al pubblico uno sconcertante scenario futuro in cui il mondo verrà sommerso da due metri d'acqua.

Anche Xavier Cortada si occupa dell'innalzamento dei mari dovuto allo scioglimento dei ghiacciai e lo fa firmando un progetto nel villaggio di Pincarest in Florida per il quale ha disegnato dei cartelli da apporre alle case che indicano la quantità di ghiacci che dovranno fondersi per sommergere ogni singola abitazione secondo la sua altitudine (l'istallazione è visibile dallo scorso gennaio). Tra gli altri artisti segnalati si sono Alexis Rockman ( Sperone Westwater , quotato tra 63-48.816 $) che si concentra sul tema del sacrificio della natura per il progresso e capitalismo, e Erin Jane Nelson che Forbes ha posizionato tra gli artisti più influenti under 30 per le sue opere coraggiose.

Olafur Eliasson, The Weather Project, Tate Modern, 2003

Il 21 settembre, l'artista islandese, Olafur Eliasson è stato nominato Ambasciatore ONU per azioni urgenti sul clima e lo sviluppo sostenibile. Anni dopo il suo “Weather Project” (2003), Olafur Eliasson, ha fatto ritorno alla Tate Modern di Londra (fino a gennaio 2020) con la personale «In Real Life» che ha per tema centrale il clima e l'ambiente (a febbraio 2020 la mostra viaggerà al Guggenheim di Bilbao , Spagna). Uno dei temi chiave della produzione artistica di Eliasson sin dagli anni '90 è la creazione di scenari nuovi attraverso luci («Din Blinde Passanger», 2010), proiezioni («Your Uncertain Shadow, colour», 2010), spettri («Color Spectrum Kaleidoscope», battuto da Sotheby's nel novembre 2018 per circa 100.000 $), caleidoscopi e spirali («Your Spiral View», 2002). Nato in Islanda, Eliasson si interessa da sempre della sorte dei ghiacciai («The Fault Series», battuto da Sotheby's a giugno 2019 per un valore di 76.876 €), ma è dal 2014 che la sua arte si tinge di una vena politica. Centrale diventa il tema del ghiaccio e delle acque («Big Bang Fountain», 2014), dal 2014 collabora con il geologo Minik Rosing per «Ice Watch», un'istallazione per cui blocchi di ghiaccio pescati nei mari attorno alla Groenlandia sono presentati in contesti cittadini, al centro di piazze, dove vengono lasciati sciogliere. «Ice Watch» è stato rappresentato a Copenaghen al tempo della pubblicazione del quinto Assessment Report dell' UN IPCC sul cambiamento climatico e nel 2015 a Parigi in occasione del COP21 UN Climate Conference , nel 2018 a Londra di fronte ai quartieri generali di Bloomberg Europa e alla Tate Modern. Secondo Eliasson: “I sentimenti (provocati dalle sue opere) portano all'azione e questa è la sola ragione per fare arte”.Eliasson andrà in asta questo autunno con «Colour Experiment No.72» da Sotheby's Londra il 3 ottobre (stimato tra 90.000-134.000 €) e due lotti «The Landscape Series» (56.000 – 80.000 €) e «Die kleine lavastein-serie» (22.000-33.000 €) da Christie's a Londra il 27 settembre.
Interessanti sono alcuni progetti sul tema, come «Dear Climate», con il motto “caro clima, tu cambi velocemente e noi vorremmo cambiare con te!” che avvicina il dibattito alla rete, o «Climate Art Project», un progetto itinerante creato dallo scienziato e artista Andreco dopo l'Accordo di Parigi sul clima (2015). Le sue opere hanno interessato anche l'Italia toccando tre città con tre temi differenti e attinenti al luogo: Bologna («Climate 02 Emissions»), Bari («Climate 03 Desertification») e Venezia («Climate 04 Sea Level Rise»). Non solo arte moderna, ma anche i quadri di Turner, Rembrandt, Rubens hanno dato il loro contributo all'analisi del fenomeno atmosferico. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Atmospheric Chemistry and Physics e diretto da Christos Zerefos, professore di fisica atmosferica presso l'Accademia di Atene, mostra come il rapporto rosso-verde de tramonti di Turner del 1818 (+76,7%), 1832 (+79%), 1835 (+97,7%), sia più alto in concomitanze delle eruzioni vulcaniche. La stessa variazione è stata apprezzata nei tramonti di Friedrich Caspar David. Questi studi permettono di avanzare teorie sullo stato dell'atmosfera al tempo in cui i quadri vennero realizzati.

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