crisi siriana

Gli Assad, ritratto di una famiglia in guerra

di Alberto Negri


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(Afp)

3' di lettura

Con l’ascesa al potere del clan degli Assad negli anni Settanta, per la prima volta nella storia della Siria vanno al potere gli alauiti, corrente religiosa musulmana considerata eretica da gran parte dei sunniti che hanno dominato per secoli la scena politica. Fu in realtà quello il primo grande shock della Siria e molti non accettarono che una minoranza ai margini della vita del Paese potesse decidere i destini del cuore pulsante del mondo arabo. Hafez Assad, diventato presidente nel 1971, dovette quasi subito affrontare rivolte importanti soprattutto quando cercò di cambiare la costituzione in senso laico: nella carta non era menzionato che il leader del Paese dovesse essere musulmano. I suoi maggiori oppositori furono i Fratelli Musulmani che scatenarono nel 1982 una rivolta ad Hama repressa dal fratello di Hafez, Rifaat Assad, con oltre ventimila morti.

Le radici dell’opposizione islamista risalgono a quel periodo. Hafez , il padre di Bashar, ha guidato la Siria fino alla sua morte nel 2000, provocata da un infarto mentre parlava al telefono col presidente libanese Emile Lahoud. La fine dell’uomo che aveva tenuto con il pugno di ferro la Siria per trent'anni fu accolta quasi con sgomento dalla popolazione: se ne era andato l’uomo che aveva governato come un autocrate senza lasciare alternative. Dei funerali di Assad ci ha lasciato una descrizione assai viva l'ambasciatrice italiana, Laura Mirachian, nel suo libro “Lettere da Damasco”. A Qardaha, città natale degli Assad, la Mirachian, insieme ad altri diplomatici, venne accolta nella casa di famiglia dalla moglie di Hafez, Anisa Makhluf, con un appello: «State vicini a mio figlio, aiutatelo a governare»

La madre sapeva perfettamente che Bashar, un oftalmologo che aveva vissuto a Londra, non aveva grande esperienza: in realtà il successore avrebbe dovuto esser il fratello Basel, morto nel 1994 in un incidente d'auto dai contorni misteriosi. Ma il messaggio della signora Assad significò anche l'ascesa dentro al clan della famiglia Makhluf che si è impadronita di alcuni dei business più redditizi del Paese, intensificando le accuse di corruzione che hanno sempre accompagnato il regime.

I Makhluf, favoriti da Anisa, la grande matriarca morta poco tempo fa, gestiscono le industrie più strategiche, dalle telecomunicazioni a quello bancario. Fino a quando al potere era rimasto Hafez Assad nessuno si poteva permettere di oltrepassare certi limiti, Bashar, un riformista riluttante e deludente, presto inglobato dal sistema, ha invece dovuto cedere a un cerchia dove l’ispirazione baathista e socialista del regime era svanita da un pezzo.

Bashar non ha mai avuto il carisma di Basel e parte del suo potere è stato gestito dall’altro fratello Maher, a capo della Quarta Divisione corazzata e della Guardia Repubblicana, due corpi di élite. E fu proprio Maher con i suoi carri armati a reprime la rivolta esplosa nel marzo 2011. Un video ritrae Maher, circondato da agenti di polizia, che spara contro i manifestanti a Barzeh, un sobborgo di Damasco.

I legami familiari hanno sempre avuto un ruolo fondamentale nella politica siriana ma un posto a parte occupa Asma, la moglie di Bashar. Alta, chic, con un look occidentale e sempre alla moda, Asma era stata definita agli esordi sulla scena pubblica da Paris Match come “la lady Diana orientale”, guadagnandosi le copertine dei rotocalchi internazionali. Figlia di un noto cardiologo siriano e di una diplomatica, Asma è una musulmana sunnita: messa nel cassetto una laurea in Scienze informatiche del King's College di Londra, ha sposato in segreto nel 2001 Bashar, che per altro aveva già una prima moglie britannica. Amante del lusso, criticata dall'opposizione per essere una donna vanesia e distante dalla realtà di un Paese devastato, Asma in realtà è rimasta con i figli sempre al fianco del marito, apparentemente senza mai abbandonare Damasco nonostante l'escalation di una guerra che appare senza fine.

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