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Gli asset turchi sotto osservazione dopo le elezioni a Istanbul

La Borsa prova a proseguire il recupero dai minimi di maggio mentre la lira tenta di consolidare i guadagni contro dollaro

di Andrea Gennai


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2' di lettura


Gli asset della Turchia hanno salutato positivamente l’esito del voto amministrativo di domenica scorsa a Istanbul. La più grande metropoli del paese è passata in mano al repubblicano Ekrem Imamoglu, che ha vinto nuovamente le elezioni battendo Binali Yildirim, l'esponente del partito di governo, conservatore e di ispirazione islamica. Imamoglu ha ottenuto il 54,21 per cento. Il voto di ieri è stato una replica di quello del 31 marzo, già vinto per un stretto margine dal Imamoglu, e poi annullato.

La reazione dei mercati

La ventata di rinnovamento è stata ben accolta dagli investitori anche se questo non va a mutare il quadro politico nazionale. La percezione del rischio si è sicuramente parzialmente allentanta e questo ha compresso nelle ultime sedute il rendimento del bond decennale, in valuta forte, al 7,5%: a inizio mese stava sopra l’8%. Segnali positivi sono stati anche registrati sulla piazza borsistica. L’indice Ise100 a Istanbul ha proseguito il recupero in area 9.500 punti, ma resta ancora un migliaio di punti al di sotto del massimo registrato in aprile. Dal top del gennaio 2018 le quotazioni perdono ancora un 20% circa. Nell’ultimo anno e mezzo ci sono state fasi di forte turbolenza sui mercati Emergenti e la Turchia è stata uno degli epicentri della crisi, con la pesante svalutazione della divisa e gli interventi della banca centrale con maxi rialzi dei tassi.

La lira turca è il vero termometro dello stato di salute della Turchia . La grande crisi dell’estate del 2018 con il dollaro che volò a quota 7 al momento è alle spalle, ma la situazione non è ancora completamente ristabilit. Il cross tra dollaro Usa e lira turca oscilla intorno a 5,8. La divisa di Ankara sta recuperando terreno nell’ultimo mese grazie alla prospettiva di nuovi tagli da parte della Fed con conseguente indebolimento del biglietto verde.

Prospettive e incognite

Dopo questo importante test elettorale, per i prossimi 4 anni non ci saranno appuntamenti elettorali di rilievo. La comunità finanziaria si aspetta che il governo metta in pratica le riforme strutturali per dare slancio all’economia. Il 2018 è stato archiviato con una crescita anemica, pari al 2,6 per cento (gli ultimi due trimestri del 2018 hanno poi chiuso in negativo, particolare da non sottovalutare). Rispetto al 7,6% del 2017 è davvero poca cosa. Del tutto insufficiente ad assorbire gli 800mila giovani che si affacciano ogni anno sul mercato del lavoro. Una delle principali debolezze del sistema finanziario turco è l'elevato disavanzo delle partite correnti, il che significa che la Turchia deve attirare flussi di denaro dall'estero per mantenere la sua economia in equilibrio.

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