il bollettino delle 18

Gli “attualmente contagiati” e i “nuovi positivi”, il rebus di ogni sera

I numeri che vengono comunicati tutte le sere dalla Protezione civile non sono di immediata lettura nel valutare la diffusione dell’epidemia, vediamo perché

di Luca Salvioli

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Coronavirus in Italia, l’emergenza continua - Ansa

I numeri che vengono comunicati tutte le sere dalla Protezione civile non sono di immediata lettura nel valutare la diffusione dell’epidemia, vediamo perché


3' di lettura

Gli occhi degli italiani tutti, dagli epidemiologi al governo a ogni singolo cittadino, alle 18 di ogni giorno sono incollati sull’andamento della curva dell'epidemia. È sulla base di quell’andamento che viene valutata l’efficacia delle misure di contenimento messe in campo e quando passare alla fase successiva.

CORONAVIRUS IN ITALIA, I DATI E LA MAPPA

I dati della Protezione civile
I dati vengono comunicati dalla Protezione civile sulla base di quanto ricevuto dalle singole regioni. La conferenza stampa delle 18 ricalca da giorni un copione identico. Prima viene data la variazione giornaliera del numero degli «attualmente contagiati», poi i «guariti», poi «deceduti».

Questa modalità genera qualche confusione nell’interpretare la crescita dell’epidemia: prova ne è la quantità di richieste di informazioni che ci arrivano dai lettori; le diverse titolazioni che danno agenzie, siti e tg; gli strascichi sui social con discussioni e polemiche. In generale viene contestata la comunicazione poco chiara di questi numeri, in particolare esistono scuole di pensiero perché una prima lettura sembra che i casi totali siano una semplice sommatoria, ma non è così.
Di questo tema abbiamo parlato puntualmente su 24+, ma vale la pena tornarci.

Cosa vuol dire “attualmente positivi”
La ragione di queste difficoltà sono legate al fatto che la variazione odierna degli “attualmente positivi” non indica quante persone rispetto a ieri state rilevate positive al coronavirus. Indica la variazione dei malati, perché rispetto al giorno prima - per continuare l’esempio - sono stati tolti i guariti e i morti. Quella variazione dunque trae in inganno rispetto all’andamento dell’epidemia.

Se per ipotesi domani si trovasse un farmaco capace di guarire velocemente i malati di coronavirus, il numero degli attualmente contagiati calerebbe molto nonostante la crescita di nuovi casi. Allo stesso modo, ed è soprattutto questo il paradosso, in un giorno in cui le vittime sono tante, la crescita degli attualmente positivi si riduce.

Come valutare la crescita dei contagi
In sintesi questo dato è certamente importante per dare una idea della pressione sul sistema sanitario, perché dice quante persone sono ricoverate e quante in isolamento domiciliare. Non per valutare la diffusione di nuovi contagi e dunque gli effetti delle misure in campo, che servono proprio a dilatare nel tempo e ridurre al minimo la diffusione del virus.

Il numero da guardare è la variazione giornaliera dei casi totali (la linea rossa nel grafico sotto). Un numero che la protezione civile comunica nella tabelle e sul sito, ma non durante la conferenza stampa. Lo trovate in alto alla nostra pagina su Lab24, sulla destra, e nei principali grafici.

IL TREND GIORNO PER GIORNO
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Il significato del numero dei contagi
Fatta questa premessa, è evidente che i numeri del bollettino danno solo una idea del contagio, perché come detto dallo stesso Borrelli la diffusione è molto più ampia. In Lombardia in particolare, molte persone sono a casa con l’assistenza telefonica del medico di base senza aver fatto il tampone nonostante i sintomi siano potenzialmente da coronavirus.

Questo rende anche più difficile fare paragoni con regioni dove si fanno più tamponi. Sui tamponi, va precisato che la sincronizzazione non è esatta rispetto ai contagi: quando i dati sugli esami effettuati non arrivano in tempo dalle regioni vengono contabilizzati il giorno dopo. Anche per questa ragione il rapporto tra contagi e tamponi (indicatore molto utile, specie nel confronto tra regioni), va visto su più giorni.

Il numero di ricoveri e le vittime
Un indicatore più affidabile è quello delle ospedalizzaioni e delle terapie intensive. Il numero delle vittime è anch’esso indicativo, anche se in molti casi riguarda persone ricoverate da giorni o settimane, dunque bisogna considerare lo sfasamento temporale rispetto al momento in cui hanno contratto il virus (e dunque rispetto alle misure messe in campo). Molti sindaci lombardi, inoltre, specie nel bergamasco, contestano il numero ufficiale delle vittime dicendo che sono molte di più, spesso anziani deceduti in casa cui non è stato fatto il tampone.


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