Professionisti

Gli avvocati e i consulenti del lavoro sempre più integrati

Necessaria un’offerta a 360 gradi: negli studi legali entrano figure capaci di occuparsi di risorse umane, payroll o piani di welfare

di Elena Pasquini


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(Ansa)

3' di lettura

Tempo di “tutto tondo” per la consulenza al cliente anche sul versante giuslavorista. Al classico studio associato tra avvocati e commercialisti si aggiungono esperienze in cui a integrarsi è la competenza specifica del consulente del lavoro. Una figura tecnica in aggiunta a quella del legale e del commercialista che spesso diventa strategica per operare con la maggiore efficienza e la minima spesa, tanto più in operazioni articolate e numericamente complesse.

Le storie

Un’esigenza che si è fatta più concreta nell’anno appena concluso. «In passato un commercialista specializzato in paghe e contributi poteva forse fornire una consulenza, ma oggi servono professionalità specifiche», afferma Emiliano Villa, commercialista e managing partner di Villa Roveda e Associati, associazione professionale multidisciplinare con sedi a Milano e Lodi. In studio l’integrazione è iniziata oltre 15 anni fa, ma negli ultimi quattro anni, spiega Villa, «si è sviluppata in maniera importante. Oggi è necessaria un’offerta a 360 gradi».

Il risultato è una proposta di consulenza che, lato cliente, semplifica l’individuazione del giusto interlocutore e allo stesso tempo è più completa grazie alle diverse competenze: il legale indica una strategia e il consulente del lavoro può delineare l’impatto di determinate decisioni con i numeri. «Impossibile non avvalersi di una figura simile», rimarca Villa.

La spina dorsale della consulenza full service, ammonisce però Franco Toffoletto, managing partner di Toffoletto De Luca Tamajo, «deve essere un software». Lo studio ha iniziato l’anno con l’apertura di una nuova sede a Varese in cui sono entrati Roberto Corno, consulente del lavoro, e il suo team, a cui si aggiungono un ingegnere gestionale, specialisti in materia di payroll e informatici che lavorano all’implementazione di una nuova suite che probabilmente sarà pronta in primavera. «Noi assistiamo solo le aziende e senza un sistema gestionale unico non potremmo mai controllare i conflitti d’interesse e la redditività di una pratica- afferma Toffoletto -. Il nostro obiettivo è dare un servizio migliore a un prezzo competitivo, ma questo vuol dire investire per migliorare l’efficienza dei processi. Qualcosa di irrealizzabile se non si haun unico studio e contabilità, un unico controllo di processo e di qualità per tutte le sedi».

Le competenze

Professioni analoghe, quelle del giuslavorista e del consulente del lavoro, entrambe protette e con ambiti d’azione disciplinati dalla legge. L’avvocato può seguire tutta l’attività del consulente, per esempio, ma l’interazione con la pubblica amministrazione è del consulente del lavoro, che non può rappresentare il cliente in giudizio.

«Non è facile definire quali sono i segmenti di competenza: avvocati e consulenti del lavoro nella nostra esperienza costituiscono un unicum nell’assistenza alle imprese», afferma Giulio Cerioli, avvocato e presidente di Nexta, società di consulenza legale, fiscale, tributaria e aziendale. Rivolgendosi prevalentemente alle Pmi - «con esigenze imprevedibili» - l’idea di integrare nell’offerta la consulenza sul lavoro è stata una naturale conseguenza della contiguità con le fasi aziendali. «Abbiamo recentemente definito l’ingresso tra i nostri consulenti di figure ulteriori, come gli psicologi del lavoro: le piccole e medie imprese sono pronte ad accogliere la prestazione del servizio full service, tanto più che per il cliente non c'è un maggior onere finanziario. Regoliamo tutto internamente su base algoritmica».

Oppure si stipulano accordi interni, come nel caso di Lablaw, studio specializzato in diritto del lavoro che ha avviato un progetto congiunto con ItaliaPaghe su Napoli dopo un’indagine di mercato e i positivi riscontri sui servizi resi in modo coordinato. Il team di giuslavoristi sulla piazza angioina, coordinato da Alessandro Paone, risponde alle attività che la partnership produce.

Dalla creazione di piani welfare alla gestione delle relazioni sindacali, dal payroll alla determinazione dei budget dei costi e delle compensazioni dei lavoratori dipendenti, una migliore consulenza preventiva permette un risparmio complessivo e una capacità maggiore di difesa in un possibile contenzioso. «Per quel che ci riguarda - spiega l’avvocato Francesco Rotondi, managing partner Lablaw - Italia Paghe si occupa di tutto ciò che è “amministrazione del personale”, rapporti con enti e istituti, mentre lo studio offre la consulenza di diritto positivo e strategico sia giudiziale che stragiudiziale. Il plus è il coordinamento dei servizi».

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