Calcio internazionale

Gli Azzurri tra sponsor e diritti TV valgono 90 milioni all’anno. Chi vince l’Europeo porta a casa 28 milioni

Le entrate della Figc nel quadriennio 2019/2022 superano i 360 milioni, in crescita nonostante la delusione post Russia e la pandemia anche grazie alle vittorie della squadra di Roberto Mancini

di Marco Bellinazzo

3' di lettura

Dopo lo storico flop dei Mondiali russi del 2018, con la mancata qualificazione alla fase finale, la Figc ha dovuto ricostruire la Nazionale sotto tutti i punti di vista. Un obiettivo a cui il presidente Gabriele Gravina ha lavorato alacremente puntando su una struttura commerciale interna e individuando, a conti fatti, nel ct Roberto Mancini un ottimo “partner” tecnico. Poco alla volta infatti l’allenatore marchigiano ha saputo rimettere insieme i cocci e ridare entusiasmo agli Azzurri che si presentano al Campionato europeo se non da favoriti comunque da attesi protagonisti. Un risultato nient'affatto scontato. Così come non era scontato il risultato economico.

I ricavi della Nazionale

I successi della Nazionale conseguiti in questi anni di rifondazione hanno consentito anche di non far perdere slancio al bilancio federale che nelle prestazioni degli Azzurri ha la sua leva propulsiva. Nonostante gli effetti negativi della pandemia tv e sponsor non hanno tradito la Nazionale che può contare su entrate annue minime di circa 90 milioni a stagione (che nell'arco del quadriennio valgono perciò 360 milioni). Nel precedente quadriennio 2015/2018 i ricavi annuali erano di poco inferiori agli 80 milioni e in quello ancora precedente (2011/14) superavano di poco i 70. Un trend di crescita costante, dunque.

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Casa Azzurri ha fatto il pieno di sponsor

I proventi commerciali sono saliti da 70 a 105 milioni, tra top sponsor, premium e official partner, e altre voci. L’attuale sponsor tecnico Puma versa all’anno quasi 23 milioni. Per il quadriennio post 2022 lo sponsor tecnico della nazionale dovrebbe essere Adidas. Attualmente in Europa i contratti di sponsorizzazione più remunerativi sono quelli tra Adidas e Germania e quello tra Nike e Francia che valgono all'incirca 50 milioni a stagione. è chiaro che un successo sul campo spingerebbe le quotazioni della casacca azzurra. I top partner della Nazionale sono: Poste italiane, Tim (Timvision), Fiat ed Eni. I premium partner che affiancano i ragazzi di Mancini sono: Deliveroo, Lete, TeamSystem e Lidl Italia e Venezia Airport.

Diritti tv, botteghino e premi

I ricavi tv del quadriennio 2019-2022 valgono 140 milioni circa. La Uefa che vende in maniera centralizzata i diritti delle sue manifestazioni e assicura alla Figc 126 milioni, mentre il contratto con la Rai ne vale circa 15 all'anno. In piena pandemia invece la nazionale non ha potuto contare su gran parte degli incassi da botteghino e si dovrà accontare di meno di 10 milioni. I risultati sul campo però aiutano anche i conti. I premi concessi da Uefa e Fifa rappresentano una voce sempre più consistente. La partecipazione alle Nations League, ad esempio, ha portato in cassa 9 milioni, la qualificazione all'Euro 2020 altri 9.

I premi per la fase finale dell'Europeo

Vincere la manifestazione può garantire premi fino a 28 milioni. Nei gironi eliminatori ogni una vittoria vale un milione, mentre un pareggio vale un bonus 500mila. Superati i gironi battere l’avversario farà anche crescere il bottino economico: gli ottavi valgono 1,5 milioni, i quarti 2,5, le semifinali 4. Chi arriva in finale e perde incassa comunque altri 5 milioni, a chi alza il trofeo invece ne vanno 8.

Il saluto di Gravina

Il Campionato Europeo di calcio «Uefa Euro 2020» è l’unica manifestazione sportiva ad essere entrata nella storia e nel vissuto comune ancor prima di essersi giocata. È quanto ha scritto il presidente Gravina, presidente della Figc, nel testo che presenta il francobollo celebrativo dedicato a Euro 2020. «Ideata come prima competizione calcistica itinerante in 11 Paesi diversi per celebrare i 60 anni della sua istituzione, è il primo torneo internazionale di grande rilevanza che viene disputato dopo le sofferenze inflitte dal Covid-19 alla popolazione mondiale. A partire dal febbraio 2020 la diffusione della pandemia ha prima imposto il rinvio di un anno e poi ha costretto i Governi delle città ospitanti a ridurre le capacità degli stadi per garantire la sicurezza e la salute degli spettatori. Ancora una volta però, il calcio ha vinto sulle mille difficoltà organizzative. Ha dimostrato quanto la sua straordinaria capacità di aggregazione sia stata da stimolo, se non proprio da traino, per un graduale ritorno alla normalità. L’emozione che è alla base di questo grande spettacolo ha la forza di infondere speranza e fiducia in milioni di persone».

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