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Gli effetti del climate change in Italia: un modello per capire (e anticipare) eventi estremi

Il Cmcc studia nuovo modelli climatici e simulazioni per conoscere l’evoluzione delle piogge, dalle Alpi al resto d’Italia

di Davide Madeddu

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Ansa

Il Cmcc studia nuovo modelli climatici e simulazioni per conoscere l’evoluzione delle piogge, dalle Alpi al resto d’Italia


2' di lettura

Nuovi modelli climatici regionali e simulazioni ad altissima risoluzione spaziale e temporale per conoscere l'evoluzione di eventi estremi di pioggia. E capire, quindi, come in aree determinate e circoscritte potrà cambiare la distribuzione oraria. Dalle Alpi al resto d'Italia.

A portare avanti questo programma che parte dal primo studio (all'interno del progetto europeo H2020 EUCP European Climate Prediction system, per lo sviluppo di modelli climatici) sulle precipitazioni nell'area alpina è il Cmcc, Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici un ente di ricerca no-profit fondato nel 2005 con il supporto finanziario del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio.

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«Il progetto - chiarisce Paola Mercogliano, direttrice della divisione Remhi (Regional Models and geo-Hydrological Impacts) della Fondazione Cmcc - consente di arrivare a conoscere l'evoluzione degli eventi estremi attraverso modelli climatici sempre più risoluti nello spazio e nel tempo che sono in grado di descrivere i complicati fenomeni atmosferici in maniera più dettagliata e completa».

In particolare, argomenta la direttrice, «il modello da noi utilizzato nel paper ha una risoluzione di circa 2 km e ci permette di studiare anche come il cambiamento modificherà la frequenza di eventi estremi di pioggia che sono caratterizzati da una elevata localizzazione spaziale e che avvengono su scale orarie, finora ciò non era possibile».

Non solo: «La configurazione girata dal Cmcc include poi specifiche parametrizzazione che sono in grado di meglio descrivere cosa determina il cambiamento climatico sulle aree urbane».

Lo studio, “Evaluation and Expected Changes of Summer Precipitation at Convection Permitting Scale with Cosmo-Clm over Alpine Space”, è stato pubblicato sulla rivista internazionale Atmosphere.

«I nostri risultati per l'area alpina nella stagione estiva evidenziano, sebbene siano da ritenersi preliminari, una diminuzione della pioggia media giornaliera, in particolare ad alta quota, e localizzate intensificazioni degli eventi estremi lungo le Alpi orientali - spiega Marianna Adinolfi, ricercatrice Cmcc e prima autrice dell'articolo -. Pioverà meno di frequente ma più intensamente, sia su scala giornaliera che oraria. A fronte dell'aumento di intensità di tali eventi, è chiaro che comprendere la distribuzione delle piogge su scala oraria può apportare un grande valore aggiunto al supporto che saremo in grado di dare ai decisori».

Primo risultato di un lavoro che potrà essere “esportato” e ripetuto su scala nazionale. «Il Cmcc lavorerà nel 2021 proprio per dotare l'Italia di simulazioni analoghe, anzi ancora più lunghe, su tutto il territorio Italiano - conclude Paola Mercogliano- . Tali simulazioni supporteranno la definizione di misure di adattamento al cambiamento climatico anche sulla scala comunale e potranno permettere l'avanzamento dell'analisi del rischio per diversi settori che insistono su aree molto localizzare (come le infrastrutture critiche).

In parallelo grazie alla collaborazione con altri centri di ricerca in Europa il Cmcc parteciperà alla preparazione di nuovi scenari di simulazione sempre più dettagliati anche sull'Europa. Per l'area delle Alpi i risultati sono particolarmente interessanti e utili perché si tratta di una zona di grande importanza per l'Italia oltre che un'area particolarmente sensibile al cambiamento climatico».

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