rinnovi

Gli elettrici siglano il contratto della produttività e del welfare

di Cristina Casadei

default onloading pic
(LaPresse)


3' di lettura

I lavoratori elettrici che in questi giorni sono sotto i riflettori per le criticità causate in alcune aree del paese dalla forte ondata di maltempo hanno un nuovo contratto che valorizza da un lato la produttività e dall’altro il welfare. È stata siglata questa notte, a oltre un anno dalla scadenza, l’ipotesi di accordo per il rinnovo da Assoelettrica-Confindustria, Utilitalia-Confservizi, Energia Concorrente, Enel, Gse, Sogin, Terna e dai sindacati del settore Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Uiltec-Uil. Al contratto aderisce quindi anche Energia Concorrente che nella precedente tornata non aveva partecipato alle trattative e viene così superata la duplicità contrattuale del passato.

Adesso toccherà alle assemblee dei 53mila lavoratori del settore esprimersi sull’intesa raggiunta che per la parte economica prevede un aumento complessivo di 105 euro. Di questi 70 euro saranno ex ante sui minimi contrattuali, 20 euro sul premio di produttività, 15 euro sul “welfare contrattuale”. Su quest’ultimo capitolo le parti hanno scelto di destinare 5 euro all’assistenza integrativa sanitaria dal primo gennaio 2017, 5 euro alla previdenza integrativa dal primo gennaio 2017 e ulteriori 5 euro alla premorienza dal 1 gennaio 2018. I 70 euro sui minimi saranno distribuiti in 2 tranche: 35 euro dal primo febbraio 2017 e 35 euro dal primo aprile 2018. Il premio di produttività ammonterà a 210 euro nel 2017 e 280 euro nel 2018. Tutto questo pacchetto è basato su un’inflazione prevista al momento della firma del rinnovo pari al 2,7%. Al termine della vigenza contrattuale è previsto un conguaglio e in relazione alle variazioni dell’inflazione consuntivata le parti hanno stabilito che se il tasso sarà uguale o superiore i 20 euro della produttività verranno inglobati nei minimi contrattuali, mentre se sarà inferiore la quota rimarrà sulla produttività.


Le associazioni datoriali, Assoelettrica, Energia concorrente ed Utilitalia in una nota sottolineano «l’importanza delle intese che rafforzano il dialogo sociale per gestire la difficile transizione energetica. Un dialogo sociale necessario per rafforzare la competitività del sistema elettrico e delle imprese, accanto a politiche di solidarietà occupazionale. Un contratto di transizione che sfida le parti sociali a dare risposte positive sul tema dell’efficienza e di una gestione solidaristica dei processi di cambiamento, anche attraverso la costituzione di un Fondo di Solidarietà di settore per rafforzare il sistema degli attuali ammortizzatori sociali». Il contratto prevede anche «il rilancio dell’istituto dell’apprendistato, la sperimentazione di nuovi sistemi di classificazione per la gestione di organizzazioni complesse che applicano più contratti, il superamento di alcune differenziazioni normative derivanti dall’applicazione dei contratti che hanno dato origine al contratto unico di settore e l’utilizzo di una quota di salario nazionale a livello aziendale sul tema della produttività, rappresentano punti qualificanti dell’intesa». Le imprese sottolineano inoltre che «il settore elettrico sta attraversando una fase di radicale mutamento. Gli elementi fondamentali della transizione verso nuovi modelli di generazione e di offerta: cambiamenti climatici, crescita delle fonti rinnovabili che richiedono una revisione dei meccanismi di regolazione del mercato, maggiore efficienza e minori consumi, nuova politica energetica europea. È in questo scenario che le aziende e lavoratori dovranno misurarsi e la chiusura del contratto testimonia la volontà di raccogliere questa sfida».

Questo contratto degli elettrici oltre che per la produttività verrà ricordato anche per il welfare aziendale e per l’attenzione alla questione occupazionale. I segretari generali di Filctem, Flaei, Uiltec, Emilio Miceli, Carlo De Masi e Paolo Pirani spiegano di aver voluto «ribadire la centralità del contratto nazionale e del lavoro, il potere d’acquisto del salario attraverso un congruo incremento dei minimi, il miglioramento del welfare contrattuale e delle prestazioni lavorative». Per agevolare la gestione delle tensioni occupazionali è stata condivisa una clausola di salvaguardia occupazionale: accanto alla immediata operatività di strumenti finalizzati alla ricollocazione all’interno del settore stesso, è prevista la costituzione di un fondo di solidarietà. Inoltre imprese e sindacati hanno firmato un avviso comune finalizzato a potenziare l’Osservatorio permanente dell’energia presso il ministero dello Sviluppo Economico per affrontare i temi legati alla transizione energetica e richiedere al Governo un confronto sia sulle esigenze strategiche del settore elettrico, sia sugli strumenti per garantire la tutela dell'occupazione nel settore. «Da questo modello si può partire perchè è un modello equilibrato in grado di coniugare l'indispensabile difesa del potere di acquisto con la distribuzione della produttività - interpreta Miceli -. Ci sembra un buon passo avanti».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti