ospitalità

Gli hotel aprono le porte (gratis) a medici e infermieri del Covid

Molte le strutture che mettono a disposizione una o due notti a chi è stato in prima linea per l’emergenza sanitaria: dall’Albereta al Posta Marcucci fino a Il Pellicano

di Laura Dominici

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Molte le strutture che mettono a disposizione una o due notti a chi è stato in prima linea per l’emergenza sanitaria: dall’Albereta al Posta Marcucci fino a Il Pellicano


4' di lettura

Feriti ma solidali. Così gli alberghi italiani nella fase di emergenza sanitaria. Di fronte all’assenza di prenotazioni gli albergatori hanno reagito con generosità, offrendo soggiorni gratuiti a medici e personale ospedaliero. «Il vostro gesto è una carezza sul cuore» si è sentito rispondere Andrea Buffarello, direttore generale I Palazzi, la collezione di Historic Experience Hotels in Italia (tre residenze storiche tra Venezia, Siena e Varese), al lancio dell’iniziativa.

Un’idea che offre 2mila notti gratis a chi è stato ed è in prima linea nell’emergenza sanitaria attuale.

«I riscontri sono stati immediati, anche inaspettati – conferma il manager -. Non ci aspettavamo una simile risposta, né in velocità, né in volumi. In quattro giorni abbiamo risposto a oltre 300 email e 500 telefonate». Guido Torri, direttore commerciale I Palazzi, aggiunge, spiegando l’operazione: «Per il momento il beneficio pratico è un generale risveglio dell’interesse al viaggio, seppure vicino a casa. Per l’azienda è sicuramente un grande sforzo, espresso in risorse umane ed economiche: è stato attivato un team di otto persone che si occupano solo di rispondere alle centinaia di telefonate e alle email che dovranno pervenire entro fine luglio. Avremo una certa affluenza spalmata nel corso del 2020 e 2021. Si tratta di un importante investimento, scaturito da un gruppo deciso a non cedere le armi di fronte alle difficoltà del momento».

La società ha tra l’altro contattato la web agency Booking.com per condividere la proposta: «Con questo partner tecnologico – spiega Torri – tutti gli albergatori avrebbero la possibilità di esprimere la solidarietà con una proposta commisurata alle proprie forze. La voglia di fare qualcosa di concreto per attivare la circolazione del turismo è generalizzata».
La generosità è positivamente “contagiosa”: sette grandi famiglie dell’hôtellerie italiana, attivate dall’iniziativa promossa dalla Famiglia Costa con il loro Albergo Posta Marcucci di Bagno Vignoni, hanno infatti deciso di unirsi facendo quello che sanno fare meglio: prendersi cura delle persone. Davanti alla traumatica emergenza del Coronavirus, la famiglia Sciò con l’Hotel Il Pellicano di Porto Ercole, la famiglia Costa con l’Hotel La Perla di Corvara, la famiglia Melpignano con Borgo Egnazia, la famiglia Gualandi con l’Hotel Cristallo di Cortina, le famiglie Varese, Rossi e Bertolini con l’Hotel Royal Sanremo, la famiglia Moretti con l’Andana e l’Albereta e la famiglia Madonna con l’Hotel Byron di Forte dei Marmi ed il Plaza e De Russie di Viareggio si sono raggruppate ed attivate per offrire ospitalità, solidarietà e umanità agli eroi civili - medici, paramedici - che hanno combattuto in prima linea. L’offerta comprende un soggiorno di una o due notti dalla domenica al giovedì. Il personale medico potrà essere ospitato fino a novembre 2020 (escluso il periodo che va dal 13 al 26 agosto).
Il desiderio di tornare a viaggiare, soprattutto in Italia, è testimoniato anche da Starhotels, che ha a sua volta lanciato l’iniziativa “Grazie di cuore”, offrendo – dal primo giugno al 31 dicembre 2020 - agli operatori sanitari dei reparti e degli ospedali Covid mille soggiorni di due notti per due persone colazione inclusa, validi negli hotel italiani del gruppo. «L’idea sta ricevendo interesse e consensi – conferma l’azienda -. Contiamo di tornare a fare ciò che sappiamo fare meglio, prenderci cura dei nostri ospiti, iniziando proprio da chi tanto si è prodigato in questo periodo senza precedenti».
Il portale Airbnb aveva invece lanciato la sua operazione di solidarietà il 18 marzo scorso per offrire al personale ospedaliero in trasferta o in autoisolamento alloggi gratuiti o a prezzi calmierati. «A oggi – annuncia - sono oltre 4.500 gli alloggi messi a disposizione di medici e infermieri e, grazie al supporto della nostra community, abbiamo donato 12.000 notti gratuite e accolto 340 operatori del settore medico-ospedaliero. L’Italia è stato il Paese pilota e, grazie agli ottimi risultati raggiunti, l’iniziativa è stata replicata da Airbnb anche a livello internazionale, con oltre
200.000 alloggi messi a disposizione in tutto il mondo e 100.000 notti prenotate nelle prime sei settimane dal lancio».
In tutto il mondo sono oltre 40 i partner locali che hanno supportato Airbnb: dalle grandi organizzazioni internazionali come la Federazione Internazionale della Croce Rossa e l'International Medical Corps alle istituzioni. Al momento non è stata prevista una data di fine del programma.
Sono cento i pacchetti vacanza gratuiti messi a disposizione - a chi si iscrive entro fine maggio - da Lindbergh Hotels & Resorts, gruppo alberghiero con sede a Pesaro, nelle sue 8 strutture. Nardo Filippetti, presidente della catena, commenta: «La nostra volontà è quella di dare un contributo concreto per tornare alla normalità. Abbiamo scelto un modo semplice ma tangibile per dimostrare solidarietà e ringraziare coloro che in questi mesi si sono impegnati in prima linea nella regione Marche a combattere questa dura battaglia contro il virus».

Anche la catena spagnola Room Mate Hotels è scesa in campo con una operazione di solidarietà, mettendo a disposizione gratuitamente l’hotel Room Mate Giulia di Milano per l’alloggio degli operatori sanitari impegnati nell'emergenza Covid-19. L’immobile, gestito dal gruppo spagnolo, è di proprietà del Fondo Immobiliare Primo Re gestito da Prelios Sgr, società di gestione di fondi immobiliari del Gruppo Prelios. In realtà Room Mate Hotels ha aperto alle autorità locali, a titolo gratuito, tutti i propri hotel situati in Italia, Spagna, Francia e Usa. Ad oggi, 13 alberghi per un totale di oltre 800 stanze stanno ospitando operatori sanitari e persone anziane in città come Firenze, Madrid, Barcellona, San Sebastián, Parigi e New York.
Da segnalare, infine, l’iniziativa della struttura pugliese Vivosa Apulia Resort che, con il lancio di una raccolta fondi per supportare le terapie intensive negli ospedali del Salento, ha raccolto 15 mila euro: «In 20 giorni abbiamo avuto 156 donazioni e 422 condivisioni dell’iniziativa».

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