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Gli immobili nei porti cambiano la categoria catastale

di Saverio Fossati


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(Agf)

2' di lettura

Mini rivoluzione catatsale per gli immobili ubicati «nell’ambito dei porti di rilevanza economica nazionale. A chiarire gli effetti della legge 205/2017, articolo 1, comma 578 è l’agenzia delle Entrate con la circolare 16/E di oggi.

La Norma

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In sostanza, il comma 578 stabilisce che, dal 1° gennaio 2020, le banchine e le aree scoperte dei porti di rilevanza economica nazionale e internazionale di competenza delle Autorita' di sistema portuale, adibite alle operazioni e ai servizi portuali, le relative infrastrutture stradali e ferroviarie, i depositi «strettamente funzionali» alle operazioni e servizi portuali e le banchine e le aree scoperte dei medesimi porti adibite al servizio passeggeri sono immobili «a destinazione particolare» che vanno tutti censiti nella categoria catastale E/1 (stazioni per servizi di trasporto, terrestri, marittimi ed aerei), anche se affidati in concessione a privati. Per capire se gli immobili possiedono la «stretta funzionalità» di cui parla la norma si fa riferimento alle autorizzazioni rilasciate dall’Autorità di sistema portuale.

Il testo della circolare

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La circolare istruisce gli Uffici provinciali del Territorio sulle necessità di riclassamento che si trovano ad affrontare: ecco, in sintesi, alcune delle novità affrontate.
1) Eventuali attrezzature presenti sulle banchine (come impianti per carico e scarico) non alterano la natura «essenzialmente scoperta» delle aree.
2) «depositi doganali» possiedono per definizione il requisito di «stretta funzionalità»
3) Per «porto» si intende quanto indicato nel Piano regolatore portuale o, in mancanza, allo strumento di pianificazione portuale in vigore.
4) Restano quindi esclusi dall’inserimento nella categoria E/1 gli immobili, anche se ubicati nelle zone indicate, destinate a residenza (abitazioni, alberghi, ostelli, eccetera), alla vendita o esposizione di merci (bar, ristoranti, tabaccherie, edicole, duty free, centri commerciali, eccetera), uffici pubblici e privati, hangar e capannoni per manutenzione navi, caserme, autosilos e parcheggi a uso commerciale o comunque non funzionali a a operazioni e servizi portuali.
5) Per il censimento corretto va detto che, considerando un intero fabbricato con diverse unità immobiliari, queste devono essere dotate di una loro autonomia funzionale per essere censita separatamente, altrimenti tutto il fabbricato va censito «unitariamente nella categoria catastale più pertinente».
6) Gli interessati possono presentare atti di aggiornamento catastlae (già dal 1° gennaio 2019) per la revisione del classamento di immobili già inseriti in E/1.
7) Per le nuove costruzioni (dichiarazioni catastali presentate nel 2019 non si applicano i criteri di cui al comma 578 illustrato sopra ma le normali regole (Dl 262/2006 e circolari 4/T/2006 e 4/T/2007)
8) Per il 2019 valgono le rendite catastali precedenti, quindi Imu e imposte dovute per il 2019 verranno pagate ancora in base ai vecchi valori
9) Le mutazioni dello stato delle unità immobiliari, per le quali ci sarebbe obbligo di denuncia nel 2019, vanno dichiarate in catasto presentando un atto autonomo di aggiornamento Docfa con i criteri di cui al Dl 262/2006.

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