Bending Spoons

Gli ingegneri testardi che sognano la Cina

Dopo un fallimento, nata la società che vende app nel mondo

di Natascia Ronchetti


2' di lettura

«Alle spalle abbiamo un fallimento, quello di una start up pensata per sviluppare una app per la creazione di un diario personale interattivo. Idea buona ma non c’era mercato. Però abbiamo saputo fare tesoro di quel fallimento, degli errori che avevamo commesso. Ci siamo detti: restiamo nel mondo delle app ma realizzando prodotti che rispondano all’evoluzione della domanda con funzionalità innovative». A raccontare la genesi di Bending Spoons è Matteo Danieli, 35 anni, ingegnere delle telecomunicazioni. È uno dei cinque giovani – quattro italiani e un polacco che ha poi abbandonato l’impresa – che sono riusciti a creare, praticamente dal nulla, questa azienda tech che in pochi anni, dal 2015 al 2018, ha portato i ricavi da due a 32 milioni. Un caso di successo, con una crescita del 150%.

Costituita in Danimarca nel 2013, trasferita un anno dopo a Milano, sviluppa applicazioni per la piattaforma iOS. Ha rapidamente conquistato i Paesi di lingua inglese, a partire dagli Usa – mercato che genera il 50% dei suoi ricavi -, e dalla Gran Bretagna. Vuole consolidarsi in Europa e progetta in grande: la sperimentazione sul sistema Android e l’ingresso in Cina, gigante sul quale non si è ancora focalizzata ma che costituisce un obiettivo. «Poi abbiamo un sogno nel cassetto: in futuro pensiamo a un prodotto rivoluzionario che possa da solo sostenere l’azienda, grazie anche al lavoro del nostro team, costituito da molti giovani talenti», dice Danieli.

Da quando è stata costituita, Bending Spoons ha totalizzato oltre 200 milioni di download. E ogni giorno conta 300mila nuovi utenti. Grandi numeri che le hanno permesso di portare a 120 il numero dei collaboratori (età media 28 anni, tutti assunti con un contratto a tempo indeterminato) con una selezione severissima che premia la velocità di apprendimento, lo spirito di squadra, l’umiltà, la capacità di risolvere rapidamente i problemi, una forte determinazione. Una selezione che impegna stabilmente dieci persone, a conferma del forte investimento sul capitale umano, con campagne di recruitment che si svolgono attraverso l’organizzazione di eventi. Praticamente tutti hanno un background ingegneristico o informatico. Proprio come i fondatori, che si sono divisi i compiti: Danieli si occupa del prodotto, i suoi soci di tecnologia, sviluppo strategico, analisi dei dati e marketing. Un gruppo complementare che continua ad assumere, preferendo investire su figure junior da formare internamente. E che è alla continua ricerca di giovani talenti da «far crescere in modo che via via – dice Danieli – possano assumere responsabilità maggiori».

L’azienda non si concentra su una singola categoria di prodotto. Le sue app spaziano da quelle che si muovono nel mondo del fitness e del benessere alle applicazioni che consentono il montaggio di video con smartphone o tablet. Attualmente sta investendo sullo sviluppo di dodici prodotti.

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