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Gli interessi legali passano dall’1,25 al 5% dal 1° gennaio. Penalizzate le rateizzazioni

Su un debito di 10mila euro si passerà da 125 a 500 euro da pagare

di Giuseppe Morina e Tonino Morina

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3' di lettura

Dal primo gennaio 2023, la misura degli interessi legali dell'1,25% in ragione d'anno, applicabile fino al 31 dicembre 2022, si moltiplica per 4. Sarà infatti del 5% la misura degli interessi applicabile dal 2023. Per chi pagherà in modo rateale le somme dovute per la cosiddetta tregua fiscale del governo Meloni, diventa più salato il conto delle varie sanatorie.

Due anni fa era lo 0,01%

In due anni, si è passati dalla misura più bassa di sempre, dello 0,01% applicabile nel 2021, al tasso dell'1,25% applicabile fino al 31 dicembre 2022, per arrivare alla misura del 5% applicabile dal primo gennaio 2023.

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La Gazzetta ufficiale

La nuova misura sarà applicabile anche nei casi in cui è il contribuente che dovrà ricevere pagamenti con gli interessi legali. La modifica del saggio legale è disposta dal decreto 13 dicembre 2022, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale 292 del 15 dicembre 2022. Con l'eccezione del periodo dal 16 dicembre 1990 al 31 dicembre 1996, con il tasso applicabile nella misura del 10%, il tasso del 5% si è avuto solo nel biennio 1997 - 1998, salvo poi scendere al 2,5% nel biennio 1999 – 2000. La misura degli interessi è stata poi altalenante, con misure variabili del 3,5 per cento applicabile nel 2001, fino allo 0,01% del 2021. In ogni caso, il tasso legale del 5%, applicabile dal 2023, è il più alto degli ultimi 25 anni.

L’esempio

Per vedere l'impennata della misura degli interessi legali, basta fare l'esempio di un debito di 10mila euro, sul quale gli interessi legali, per l'intero anno 2022, sono pari a 125 euro (10mila per 1,25%) e nel 2021 erano pari a 1 euro (10mila per 0,01%). Dal primo gennaio 2023, gli interessi legali, per l'intero anno 2023, saranno pari a 500 euro (10mila per 5%), cioè 4 volte in più di quanto dovuto per il 2022 (500 euro invece di 125) e ben 500 volte in più di quanto dovuto per il 2021 (500 euro invece di 1 euro).

Nelle rateizzazioni e nel ravvedimento

Come si è detto, la misura degli interessi legali del 5% annuo, applicabile dal 2023, in luogo dell'1,25% applicabile nel 2022, “gonfierà” il costo della pace fiscale, per chi pagherà in modo rateale. Può essere il caso dei contribuenti che intendono beneficiare della chiusura delle liti pendenti o della conciliazione, cioè di due delle sanatorie più importanti che saranno introdotte nel 2023. Ad esempio, un contribuente che presenterà la domanda per avvalersi della chiusura delle liti pendenti, che dovrà pagare 120mila euro in venti rate trimestrali, dopo avere pagato la prima rata di 6mila euro il 30 giugno 2023, pagherà la seconda rata il 2 ottobre 2023, in quanto il 30 settembre 2023, di scadenza, è sabato e il 1° ottobre è domenica. Considerato che sulle rate successive alla prima, si applicano gli interessi legali del 5% calcolati dalla data del versamento della prima rata, in aggiunta ai 6mila euro, dovrà pagare gli interessi di 75 euro, in totale 6.075 euro. Con la misura dell'1,25% applicabile fini al 31 dicembre 2022, avrebbe pagato 18,75 euro di interessi. Il costo degli interessi è 4 volte in più di quanto avrebbe pagato con la misura del 1,25% per cento (18,75 per 4 è infatti uguale a 75 euro).

Sarà anche più “salato” il costo del ravvedimento. Per regolarizzare gli omessi o tardivi versamenti del 2022, con il ravvedimento, nel 2023, per gli interessi legali, si dovranno applicare le due misure, dell'1,25% fino al 31 dicembre 2022 e del 5% dal 1° gennaio 2023.

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