L’INTERVISTA / sven schubert

«Gli interventi monetari avranno effetto nel 2021»

Per il senior strategist di Vontobel i fondamentali confermano il recupero

di Rita Fatiguso

2' di lettura

I fondamentali sembrano confermare il recupero dell’economia cinese. Da Zurigo, Sven Schubert, ex Credit Suisse, senior strategist di Vontobel Asset Management, suggerisce di guardare alla ricaduta dei dati nei prossimi mesi.

Come possono gli ultimi indicatori estremamente positivi influenzare le mosse dei decision makers in tutta l’Asia? Che ruolo può giocare la Cina in uno scacchiere regionale più ampio?
I dati confermano quello che stiamo già vedendo da mesi, la Cina sta recuperando terreno al suo interno e anche nell’intera regione asiatica. Ma non è sola. Cina, Taiwan, Corea del Sud, tutti Paesi dell’area a Nord dell’Asia stanno guidando la ripresa anche perché sono molto forti in quell’alta tecnologia che serve in questi tempi e questo, sicuramente, li aiutati e li sta aiutando.

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Certo, c’è crescita reale ma c’è anche iniezione di liquidità. L’ultima, da record, ha superato i 144 miliardi di dollari.
Le autorità cinesi proseguiranno nella loro politica monetaria più neutrale. L’analisi di tutte le più ampie liquidità ci dice che le operazioni di stimolo avranno una ricaduta l’anno prossimo, nel 2021. Tutto quello che la Banca centrale cinese sta facendo nell’economia reale rimarrà robusto fino alla fine dell’anno prossimo. Ma sarà allora che si vedranno i veri numeri dell’economia.

Tutto il denaro del mondo sembra prendere la strada della Cina. È davvero l’unico posto sicuro in cui investire?
Azionario e obbligazionario già a metà anno hanno visto fluire non solo in Cina un fiume di risorse. La ragione principale è che la Cina ha gestito la crisi in maniera più adeguata e poi soprattutto sta attuando una politica di apertura al mondo dei suoi mercati. Direi che i rischi cinesi sono gestibili.

La Cina tiene molto alla sua stabilità finanziaria. Il rischio default e la forte crescita del debito saranno un deterrente agli investimenti?
È troppo presto per dirlo, tutti i dati che abbiamo, ad esempio i non performing loans bancari cinesi ma anche di altri Paesi asiatici, ci dicono che crescono, ma molto lentamente. Pensiamo che fintanto che gli interessi globali rimangono così bassi, i pagamenti sul debito dei Paesi diminuiscono. Il tutto dipende dalle politiche monetarie, non credo che il debito possa essere un problema per gli investitori nell’area.

C’è attesa per la CEWC, la cruciale Central Economic Work Conference che detterà le linee guida del 2021.
I dati sul credito di novembre sono stati in linea con i modelli stagionali, tuttavia, il dato di novembre indica l’inizio di uno stimolo che svanisce. Se la storia più recente ci dà una guida certa, l’impulso durerà fino al 2021, ma diventerà negativo verso la fine.

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