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Gli investimenti sostenibili sfiorano 31mila miliardi di dollari

di Vitaliano D'Angerio

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(© Christian Hütter/imageBROKER)


2' di lettura

Gli investimenti sostenibili hanno toccato in tutto il mondo l’astronomica cifra di 30,7 trilioni di dollari. A fornire la cifra è stata Global Sustainable Investment Alliance (Gsia), organizzazione che riunisce associazioni e forum di tutto il mondo specializzati in finanza sostenibile. Il report Gsia è biennale: i dati sono relativi al 2018 e sono in crescita del 34% rispetto al 2016 quando la massa di investimenti socialmente responsabili ammontava a 22,9 trilioni di dollari.

Europa prima
L’Europa è ancora al primo posto nel mondo con 14 mila miliardi di dollari (14 trilioni) in asset socialmente responsabili, seguita da Stati Uniti (12 trilioni), Giappone (2,18),Canada (1,69) e Australia/Nuova Zelanda (734 miliardi). Invece per quanto riguarda la percentuale di investimenti sostenibili sul totale degli asset gestiti, al primo posto c’è l’area Australia/Nuova Zelanda che si spinge fino al 63%; a 50,6% si classifica il Canada.

Tutte le aree analizzate superano comunque la percentuale dei bienni precedenti ad eccezione dell’Europa che addirittura scende a 48,8% rispetto ai 58,8% del 2014. Motivo del calo? Per gli analisti di Gsia la discesa è dovuta all’introduzione di standard e definizioni più restrittive rispetto al passato. «La finanza sostenibile non è una moda ma un trend inarrestabile – ricorda Pietro Negri, presidente del Forum per la finanza sostenibile –. Allo stesso tempo però bisogna essere molto rigorosi sull’analisi del sottostante dell’investimento». Il fenomeno del greenwashing (finta sostenibilità) è infatti sempre in agguato.

Le strategie
Dai dati Gsia emergono anche riferimenti precisi alle strategie di investimento responsabile: nel 2018 conserva il primo posto lo screening negativo, ovvero l’esclusione dal portafoglio di aziende di settori come armi, alcol, tabacco (19,77 trilioni, +31%); ma questa strategia è insidiata da criteri Esg ovvero dalla selezione di aziende, da parte dei gestori, che producono in maniera sostenibile rispettando ambiente, sociale e parametri di governance (17,54 trilioni, +69%).

Formazione-educazione
A dare una grande spinta in Europa al settore della finanza sostenibile è stata sicuramente la normativa europea Dnf ovvero l’obbligo della dichiarazione non finanziaria per le aziende quotate sopra i 500 dipendenti. E ci sarà tanto lavoro da fare sul versante della formazione ed educazione finanziaria. «Anche la Mifid2 giocherà un ruolo importante nella finanza sostenibile dopo le modifiche agli atti delegati – ricorda Lorenzo Solimene, senior manager a Kpmg ed esperto di sostenibilità –. Al momento sono soprattutto le fabbriche prodotto, le Sgr ad aver acceso i riflettori su queste tematiche. A breve però dovranno occuparsene anche i distributori di prodotti finanziari».

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