finanza sostenibile

Gli italiani si scoprono investitori virtuosi

di Vitaliano D'Angerio


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(mintra - stock.adobe.com)

2' di lettura

Un popolo di investitori virtuosi. Il 73% degli italiani dichiara che un comportamento socialmente responsabile delle aziende in cui investire è considerato un fattore di scelta più rilevante rispetto a cinque anni fa. È quanto emerge dallo Schroders Global Investor Study 2018. Lo studio diffuso dal gruppo di asset management inglese mette anche in luce che il 63% degli investitori italiani, sempre rispetto a un lustro fa, ha aumentato l’esposizione in fondi sostenibili. Una vera svolta per i piccoli risparmiatori che negli anni passati avevano una scarsa propensione all’investimento nel segmento Sri (socialmente responsabile).

Trend europeo e globale
La rilevazione è stata realizzato nell’aprile 2018 da Research Plus su incarico di

Europa batte Usa negli investimenti sostenibili

Schroders su oltre 22mila persone che investono in 30 Paesi nel mondo tra cui Australia, Brasile, Spagna, Paesi Bassi, Germania, Francia, Regno Unito e Usa. Le percentuali rilevate in Italia in merito all’interesse verso gli investimenti Sri, appartengono a una tendenza europea e globale: «A partire dal 2013 – viene spiegato nello studio – l’attenzione alla sostenibilità è diventata un fattore di scelta più rilevante per il 74% degli europei e per il 76% degli investitori a livello globale, mentre l’esposizione su strumenti sostenibili è aumentata per il 60% degli investitori in Europa e per il 64% a livello mondiale».

La carenza di informazioni barriera agli investimenti Sri
C’è però ancora scetticismo intorno agli investimenti Sri. Spesso il

dichiarato interesse verso tale asset non si traduce in un concreto investimenti da parte dei risparmiatori. Come mai? Lo spiega lo studio Schroders: il 60% lamenta una carenza di informazioni su tale versante. In particolare, per quanto riguarda gli italiani intervistati, «il 25% denuncia la difficoltà di ricevere un’adeguata consulenza su questo tipo di investimenti ». Non solo: il 16% non riesce a individuare con precisione gli strumenti con «un approccio realmente sostenibile mentre per il 6% non è chiara la definizione di investimento sostenibile». Ecco perché, secondo Jessica Ground, global head of stewardship di Schroders, «resta cruciale l’impegno dell’industria ad educare tutti gli investitori riguardo ai potenziali benefici di questo approccio».

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