cibo e turismo

Gli italiani in vacanza? Spenderanno 779 euro a testa

Le stime della Coldiretti per l’estate 2019. Assegnate anche 5.155 Bandiere del gusto, dalla piattella ai papaccelli, alle specialità tradizionali del Made in Italy prodotte da almeno 25 anni

di Micaela Cappellini


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(Fotogramma)

2' di lettura

Con il primo week end di luglio entra nel vivo la stagione turistica 2019 e la Coldiretti ha fatto i conti in tasca agli italiani con la valigia: la spesa media destinata alle vacanze estive è di 779 euro per persona, in aumento del 5% rispetto all’anno scorso. Un terzo degli italiani – dicono i dati Ixè – resterà però al di sotto dei 500 euro, il 18 % spenderà tra i 1.000 e i 2.000 e solo una sparuta minoranza supererà questa cifra. Per un italiano su cinque la durata delle vacanze è compresa tra 1 e 2 settimane, ma il 3% starà fuori oltre un mese. Il mare attira ben 7 italiani su 10 mentre la campagna, con i suoi agriturismi, oggi viene scelta dall'8% dei vacanzieri.

I dati fanno parte dello studio “La vacanza Made in Italy nel piatto”, che è stato diffuso oggi all'apertura del Villaggio contadino Coldiretti a Milano, con diecimila agricoltori tra il Castello Sforzesco e Piazza del Cannone. In questa occasione sono state anche presentate le cosiddette Bandiere del gusto 2019 , che quest’anno sono state 5.155 e che premiano le specialità del Made in Italy ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni. Si va dalle Papaccelli, i piccoli e coloratissimi peperoni campani utilizzati per le conserve sott'aceto, alla Cucozza zuccarina di Napoli, un frutto molto lungo di forma cilindrica. Dalla Piattella pisana, un fagiolo bianco di forma appiattita, ai Grassei emiliani, altrimenti detti ciccioli, ovvero dadini di grasso del maiale cotti a fuoco lento e aromatizzati con spezie locali. C’è anche il piemontese Montébore, il formaggio più raro al mondo, che viene realizzato miscelando latte crudo vaccino e ovino.

La Campania è la Regione con più Bandiere del gusto, ben 531, davanti a Toscana (461) e Lazio (428). Seguono l'Emilia-Romagna (396) e il Veneto (374). «Dietro ogni prodotto c'è una storia, una cultura ed una tradizione - ha detto il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini - è necessario difendere questo patrimonio del Made in Italy dalla banalizzazione e dalle spinte all'omologazione e all'appiattimento verso il basso dell'offerta alimentare, anche turistica».

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