Uno scrittore e il suo lusso

Gli oggetti svelano le persone e meritano un'attenzione da collezionista

I costumi da bagno, i profumi, le scarpe. Gli orecchini di una donna. La foto di una coppia innamorata che balla. Mirabilia e racconti di una vita.

di Manuel Vilas

Manuel Vilas.

5' di lettura

I baci sono oggetti materiali. Sono la prima cosa che ci appartiene in una storia d'amore. Ho appena scritto un romanzo che si intitola proprio così, I baci, e racconta la storia di un sentimento che nasce inaspettato tra un uomo maturo e una donna un po' più giovane durante la prima pandemia. È ambientato in un piccolo paese fuori Madrid, dove il protagonista si trova come intrappolato per l'impossibilità di tornare nella capitale spagnola. Entra in un negozio e la incontra. I messaggi che i due si scambiano su WhatsApp sono anch'essi oggetti, sullo schermo del telefonino risultano impressi e definiti come versi vergati sulla carta.

Oggi gli oggetti della nostra vita, quotidiana e quindi anche sentimentale, mostrano contorni più liquidi, manifestano una diversa fisicità. Avere la possibilità di comunicare rapidamente ha un po' sostituito la necessità di possedere le cose. Io forse mi sento nel mezzo. Tanto è vero che penso non ci sia troppa distanza tra la coppia del mio ultimo romanzo e quella dei miei genitori, semplicemente sono cambiati i tempi. E proprio una foto di mio padre e mia madre insieme, mentre ballano durante una festa in un pueblo del Nord della Spagna, felici, spensierati, amanti e complici, è forse uno dei beni di maggiore valore che possiedo. Ogni tanto la guardo, per ricordarli, per consolarmi quando non sto vivendo un amore così grande e intenso, come il loro.

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Quando si parla di oggetti, confesso di avere piccole manie, anche un po' consumistiche. Prendiamo i costumi da bagno. Ne sono come ossessionato. Mi piacciono molto e non so mai decidermi. Quali comprare, boxer o slip? Per senso del pudore acquisto i primi, ma preferirei i secondi perché penso che si nuoti meglio e siano esteticamente più belli, anche se segnano troppo, il che mi fa desistere, mi sentirei imbarazzato a indossarli, crederei di avere addosso gli occhi di tutti, anche se probabilmente nessuno ci farebbe caso. Un'altra mania sono i profumi. Da sempre mi affascinano: una colonia maschile definisce lo stile di una persona e dev'essere in sintonia con il suo carattere. Magari, come capita a me, cambiano i gusti nel corso del tempo o a seconda dello stato d'animo, dell'occasione: io, ad esempio, passo da Kenzo a Valentino a Tom Ford a seconda dei momenti.

Parimenti determinanti, a definire l'identità di una donna, sono gli orecchini: m'incanto sempre a osservarli, i monili e la persona che li indossa, perché, come l'odore sulla pelle e sui vestiti di un uomo, anche i più piccoli pendenti rivelano tanto del carattere, dei gusti, dei desideri e dei pensieri di chi li porta. E poi il loro movimento, volontario e involontario, irradia puro fascino. Certo, bisogna saperli portare. Provate a osservarli bene, capirete tante cose in anticipo della donna che avete davanti...

Un altro oggetto che attira la mia attenzione sono gli orologi. Mio padre ne aveva uno di scarso valore, che adesso non funziona più, ma che io di tanto in tanto riprendo in mano. Ne accarezzo i contorni, lo guardo, lo soppeso, non riesco a separarmene: un segnatempo è un catalizzatore di ricordi, che non svaniscono con lo scorrere del tempo. È questo il suo ruolo primario, secondo me, più importante rispetto a quello di dirci che ore sono. Un giorno, magari, riuscirò a comprare un pezzo mi domando a chi andrà quando non ci sarò più, se saprà suscitare le stesse emozioni che io provo nei confronti del vecchio orologio senza valore di mio padre. Lo stesso mi accade con le penne: ho ereditato una stilografica Parker molto vecchia, anch'essa oramai inadatta a svolgere la sua funzione, eppure la conservo perché il mio legame affettivo è intatto.

Sono nostalgico, oramai si è capito: non riesco a separarmi da oggetti e fotografie. Le immagini, come i baci, esercitano una forza magnetica. C'è uno scatto che ritrae mia madre in un momento spensierato della sua giovinezza, appare bellissima. Lei sapeva che ero innamorato di quella foto e ne andava fiera.

Però vivo anche nel presente e non sfuggo agli incantamenti del mercato. Prendiamo le scarpe, ad esempio, un'altra mia mania. Ne ho tantissime, molto diverse, anche se le mie preferite sono gli scarponcini arancio Panama Jack. Li uso da anni, chi mi conosce bene sa che sono un classico per me. Le scarpe sono un tramite con la terra, un prodotto dell'immaginazione e della fantasia umana che ci permette di camminare, il risultato tangibile della creatività e della continua attività di innovazione. Se gli orologi ci consentono una mediazione con lo scorrere del tempo, le scarpe ci regalano la libertà di muoverci.

Infine ho un sogno: una casa affacciata al Mediterraneo, illuminata dalla luce del sole, in ogni stagione dell'anno (dove potrei mettere tutte le mie scarpe e i miei libri!). Certo, poi mi mancherebbero le strade della città, dove giro a piedi per guardare le persone, i semafori, i bar, i negozi, le carte che volano per aria o stanno schiacciate a terra: questi sono gli oggetti e i luoghi che entrano a far parte del mio mondo poetico e narrativo. Anche se tendiamo a parlare molto di sentimenti, ad attribuire importanza ai pensieri, in realtà penso siano gli oggetti a portarci verso le persone. Occorre un tramite fisico per farci entrare nelle situazioni della vita.

Quanto si potrebbe capire di me, ad esempio, se adesso vi mostrassi il mio tesoro più intimo e segreto? Si tratta di una medaglia d'oro che ho vinto in una gara giovanile di sci, nella specialità dello slalom. Avrei potuto essere un campione di sci, invece che uno scrittore. Sarà per questo che ci tengo tanto? Oppure prendiamo la mia automobile, una Mazda: ne parlo sempre nei miei libri, di questa come di tante altre automobili. Perché sono così fissato con le macchine? Forse perché mio padre era un commesso viaggiatore e ha trascorso la maggior parte della sua vita dentro l'abitacolo di una vettura: lo vedevo partire e tornare in continuazione... Il valore economico di un oggetto non ha nulla di equiparabile alla sua funzione sentimentale, mnemonica, evocativa e al ruolo che ricopre nella nostra vita.

Manuel Vilas è un poeta e scrittore spagnolo. In tutto c'è stata bellezza (Guanda 2019) è stato il primo libro pubblicato in Italia e in altri Paesi, dopo aver riscosso un grande successo in Spagna, con dodici edizioni in un anno. El País ed El Mundo lo hanno eletto miglior libro del 2018. Attualmente sono stati pubblicati in Italia, tutti per Guanda, La gioia, all'improvviso (2020), Amor (2021) e I baci (2021), il suo ultimo romanzo.

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