LA LETTERA DELLE PROFESSIONI

Gli Ordini a Conte: «Fateci essere parte attiva nella gestione dell’emergenza»

Gli Ordini chiedono di poter dare il loro apporto nelle scelte assunte dal Governo e di essere inclusi negli aiuti concessi agli altri lavoratori.

di Federica Micardi


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2' di lettura

I professionisti chiedono al premier Conte di essere coinvolti nelle scelte assunte dal Governo per gestire la crisi sanitaria e di non essere esclusi dagli aiuti. Gli Ordini, il Comitato unitario professioni e la Rete delle professioni tecniche hanno scritto ieri 24 marzo una lettera al presidente del consiglio con due richieste, di essere parte attiva nel definire le politiche economiche, sanitarie e sociali per gestire l'emergenza e garantire la ripresa del paese, e di non essere esclusi dagli aiuti stanziati dal Governo per lavoratori e imprese, come accaduto fino ad ora.

Dalla crisi un volano per il cambiamento
A causa del blocco del paese ci si troverà ad attraversare per una crisi senza precedenti, un crisi che, scrivono gli Ordini, nella sua drammaticità deve servire da volano per ripensare in maniera concreta ed immediata al tema dell'efficienza del nostro Paese, aumentando la competenza della Pa, sfoltendo e semplificando il nostro apparato normativo, dando fiducia ai giovani professionisti, rilanciando le università, qualificando ancora di più i nostri iscritti e creando nuove opportunità di lavoro competente e qualificato.
Secondo gli Ordini è necessario individuare poche grandi linee di intervento per il sostegno concreto alle diverse componenti del tessuto produttivo italiano evitando la dispersione di risorse. E il loro apporto può essere determinante dato che «conoscono bene il sistema produttivo nazionale, a cui forniscono assistenza per garantirne il funzionamento in sicurezza ed efficienza».
Occorrerà per questo prevedere interventi che agiscano non solo nella fase di emergenza ma anche nel periodo post-emergenziale, e le professioni possono svolgere quel ruolo di sussidiarietà che già rientra nelle loro attribuzioni.

Le linee di intervento
Gli assi di progressione su cui lavorare, con interventi che agiscano anche nel post-emergenziale, suggeriscono gli Ordini, sono cinque:
fiscalità;
forti politiche di welfare e integrazione socio-sanitaria;
prolungamento degli ammortizzatori sociali;
potenziamento degli strumenti per garantire liquidità;
predisposizione degli strumenti per la piena ripresa di opere pubbliche infrastrutturali materiali e immateriali.
Un altro tema da approfondire e affrontare è l'ampliamento della partita del Digitale nel nostro paese: «Oggi, siamo coscienti delle difficoltà che potremmo incontrare quanto prima, se la banda larga non riuscisse a reggere un flusso di dati straordinario causato dalle necessità del “distanziamento sociale» sottollineano, ricordando che iI cosiddetti servizi di Cloud Pubblico sono localizzati prevalentemente fuori Italia o fuori Europa.

Il ruolo delle Casse
Il Governo viene anche invitato a considerare le Casse previdenziali dei professionisti quali istituzioni essenziali per approntare una più articolata strategia di sostegno a chi opera nella libera professione e di efficace contrasto alla crisi economica in atto.
Siamo in una condizione complessa che può essere affrontata solo con strumenti di portata strategica che riguardino tutte le differenti categorie di lavoratori: 2,3 milioni di professionisti, sono ormai in gravissima crisi e chiedono da subito interventi radicali. Tra le richieste urgenti avanzate dagli Ordini c'è il prolungamento della Cassa integrazione straordinaria rispetto ai termini previsti nei provvedimenti finora adottati.

La lettera si conclude con la richiesta di un tavolo di lavoro per confrontarsi sul post emergenza.

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