la circolare del ministero

Un milione di prestazioni in arretrato: gli ospedali ripartono con orari più lunghi e prenotazioni via web

Il ministero della Salute ha messo a punto le «linee di indirizzo per la progressiva riattivazione delle attività programmate differite durante l'emergenza Covid»

di Marzio Bartoloni

Ripresa visite e screening, nuova ondata negli ospedali

Il ministero della Salute ha messo a punto le «linee di indirizzo per la progressiva riattivazione delle attività programmate differite durante l'emergenza Covid»


2' di lettura

Un milione di prestazioni in arretrato, di cui 600mila sono interveti chirurgici (50mila oncologici). Usciti dall'emergenza Covid, gli ospedali si apprestano a tornare alla normalità e a recuperare una grande mole di prestazioni sanitarie non urgenti saltate da marzo a oggi. Un cammino che richiederà una serie di step per limitare al massimo il rischio di contagio. Tra questi, privilegiare prenotazioni e pagamento dei ticket via web o per telefono e distribuire meglio visite e interventi tra mattina e pomeriggio, per scaglionare gli appuntamenti.

Una mole di prestazioni rinviate

«Oggi siamo in una fase nuova di questa epidemia», ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza, «e dobbiamo concentrare la nostra attenzione su tutte le altre patologie che in qualche modo sono state messe in secondo piano» durante l'emergenza. Ma «dobbiamo ancora essere prudenti. Non bisogna pensare che sia tutto finito e che la battaglia sia vinta». Dagli interventi dermatologici o per la cataratta alle visite oculistiche, allergologiche e dal cardiologo: milioni di prestazioni sanitarie, inclusi ricoveri e day hospital non urgenti sono state sospese durante la Fase 1 dell'emergenza. Almeno un milione di ricoveri, inclusi quelli ortopedici per protesi o ernie, secondo la stima di Americo Cicchetti, direttore dell'Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell'Università Cattolica di Roma, «sono stati rimandanti per pandemia» e con «pesanti ricadute sulle liste d'attesa per tutto il 2020 e oltre».

Le linee di indirizzo

Per permettere una ripresa in sicurezza nella Fase 3, il ministero della Salute ha messo a punto le «Linee di indirizzo per la progressiva riattivazione delle attività programmate differite durante l'emergenza Covid» rivolte a tutte le strutture sanitarie, «pubbliche, private, accreditate e non accreditate». Al fine di garantire il distanziamento sociale in ospedali e ambulatori, si raccomandano percorsi separati in entrata e in uscita dalle strutture e percorsi ad hoc per pazienti particolarmente fragili, ma anche orari di apertura dei servizi più ampi, con scaglionamento degli appuntamenti e maggiore distribuzione nell'arco dell'intera giornata, per evitare il sovraffollamento in sala d'attesa. Per tutti i pazienti che accedono alle strutture si raccomanda l’igienizzazione delle mani, l’utilizzo della mascherina e la rilevazione della temperatura corporea.

La riprogrammazione dei ricoveri

Rispetto alle prestazioni specialistiche, si indica di privilegiare prenotazione e pagamento del ticket da remoto, ovvero telefoniche o telematiche, così come, l'utilizzo di telemedicina laddove possibile, ad esempio per l’aggiornamento di piani terapeutici per i malati cronici. Infine. La programmazione dei ricoveri avverrà in base alla classe di priorità (classi B, C, D) e alla valutazione rischio-beneficio in relazione allo stato clinico del paziente. Per chi affronta un ricovero, si raccomanda «attenzione al distanziamento sociale o l'isolamento domiciliare nelle due settimane antecedenti al ricovero stesso». Durante «le settimane difficili e drammatiche» della fase più dura dell'emergenza Sars-Cov-2, ha detto il ministro Speranza, «la nostra priorità è stata salvare vite e il Servizio Sanitario Nazionale ha concentrato larghissima parte delle energie per combattere il virus». Ma ora uno dei problemi con cui bisognerà fare i conti, saranno le liste d'attesa. «Considerando che per oltre tre mesi vi è stato uno notevole rallentamento, bisognerà prevedere dei canali per velocizzarle», ha ricordato nei giorni scorsi il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri al Sole 24 Ore, e sarà necessario «immettere nuove risorse economiche».

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