immobiliare

Hong Kong, gli scontri di piazza faranno crollare i prezzi delle case del 20%

Le proprietà residenziali potrebbero arrivare a perdere il 20% del loro valore di mercato entro la fine del 2020. Boom di richieste di trasferimento tra i dipendenti dei gruppi finanziari

di Luca Veronese


default onloading pic
Abitanti di Hong Kong in fila per le elezioni amministrative di domenica 24 novembre

3' di lettura

Le compravendite mensili sono già crollate del 37% a partire dall’estate scorsa. I prezzi delle case, ancora prima delle proteste di piazza più violente delle ultime settimane, erano scesi del 3,4 per cento. Ma se a Hong Kong lo scontro tra la polizia e i manifestanti - che chiedono più diritti e temono di essere inglobati dal regime di Pechino - non troverà una soluzione, le abitazioni residenziali arriveranno a perdere almeno il 20% del loro valore di mercato entro la fine del 2020.

I dati delle grandi società di intermediazione immobiliare e le previsioni degli esperti del settore segnalano tutta l’incertezza di una crisi politica e istituzionale che - tra diritti umani, principi democratici e interessi economici - è ormai salita di livello diventando una questione spinosissima anche per le relazioni tra Cina e Stati Uniti. E che già si fa sentire sul patrimonio abitativo dell’ex colonia che si stima valga 1.600 miliardi di dollari per un totale di 7,5 milioni di abitanti (tra i quali 650mila stranieri e almeno un milione di cinesi continentali residenti).

Il clima di incertezza e sfiducia
A scoraggiare i compratori sono le grandi manifestazioni che hanno coinvolto tutto il territorio della regione speciale cinese, per tradizione una delle aree economiche e finanziarie più dinamiche del globo. La repressione messa in atto dalle autorità locali e dalle forze dell’ordine sta aggravando la crisi: dal marzo scorso ci sono stati due morti tra i giovani scesi a protestare, 2.600 feriti e almeno 4.500 arresti. Ma anche i dubbi sulla linea politica che Pechino intende imporre a Hong Kong stanno condizionando gli investimenti nel medio-lungo periodo.

Una tra le piazze più ambite al mondo
I prezzi dell’immobiliare residenziale a Hong Kong erano, e ancora sono, tra i più alti al mondo: ad aprile una casa costava in media 22mila dollari al metro quadrato: più del doppio rispetto a Parigi, tre volte nei confronti di Londra, quattro volte il valore del mattone di New York, secondo i dati confidati al Financial Times dal colosso dell’immobiliare Cbre. E la difficoltà di trovare un’abitazione, a prezzi accessibili per le famiglie, è stata una delle cause scatenanti del malumore diffuso, tanto che la governatrice di Hong Kong, Carrie Lam, ha cercato, il mese scorso, di introdurre misure di sostegno ai residenti che chiedono un prestito per comprare la prima casa. Mentre resta molto controversa la concessione da parte delle autorità locali di concessioni su nuove aree edificabili, in un territorio limitato per conformazione.

Vendere è diventato più difficile
Vendere case a Hong Kong comunque è di solito facile: all’inizio di maggio, prima dell’inizio delle proteste di massa, il gruppo Wheelock Properties ha messo in vendita 1.148 abitazioni nuove al mattini, concludendo la transazione per oltre mille di esse entro la giornata. Ma lo scenario è mutato rapidamente, i potenziali acquirenti vengono scoraggiati da chiusure della metropolitana, blocco del traffico, scontri violenti tra polizia e manifestanti. Tanto che - come riporta ancora il Financial Times - all’inizio di ottobre una nuova operazione del gruppo Wheelock ha portato in un giorno alla vendita di solo 20 case sulle 101 messe sul mercato.
Tra marzo e maggio, le transazioni mensili sono state in media 7.410 - secondo i dati diffusi dalla società Midland Realty - mentre nel trimestre successivo, il numero medio di vendite è crollato del 37% a 4.649 con un calo dei prezzi del 3,4 per cento.

L’allarme per il prossimo anno
Le grandi società finanziarie attive a Hong Kong segnalano informalmente un aumento del 30-40% delle richieste di trasferimento da quando sono iniziate le proteste, con New York, Singapore e il Regno Unito tra le destinazioni preferite.
C’è già chi si aspetta un rimbalzo del mercato e in parte sta iniziando a speculare. «Alcuni investitori si attendono che i prezzi scendano ancora per poi risalire rapidamente nel giro di 12 mesi se la situazione tornerà alla normalità: per questo cercano di cogliere le opportunità che si presentano in questa fase», spiega Buggle Lau, analista di Midland Realty.
Secondo Christopher Yip, analista di S&P Global Ratings, «i prezzi scenderanno ancora nei prossimi 12-18 mesi» e potrebbero crollare del 20% rispetto ai massimi pre-crisi.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...