musica

Gli Spiriti musicali protagonisti di MITO Settembre Musica

80 i concerti itineranti eseguiti esclusivamente da artisti italiani schierati in piccole formazioni

di Maria Laudiero

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Conservatorio Giuseppe Verdi @Alessandro Bosio

80 i concerti itineranti eseguiti esclusivamente da artisti italiani schierati in piccole formazioni


3' di lettura

La 14°edizione di MITO SettembreMusica rassegna fra Milano e Torino, si carica di un duplice signi-ficato: è allo stesso tempo Resistenza e Rinascimento. Spiriti, il titolo scelto ben prima dell'emergenza sanitaria che così tanto è costata in termini di vite umane soprattutto alle città del nord Italia, diventa il manifesto per celebrare il sentimento che ha unito tanti durante la pandemia, quando l'unico momento di interazione possibile era rappresentato dal cantare e suonare “insieme” dagli spazi all'aperto che ciascuno aveva a disposizione.

Daniele Rustioni dirige LaVerdi_ foto LorenzaDaverio.

Canto liberatorio

Un canto liberatorio, ancestrale e primitivo. La cultura il settore maggiormente colpito, diventa metalinguaggio per raccontare qualcosa che non può essere espresso a parole: “Dopo il silenzio, ciò che più si avvicina a esprimere l'ineffabile è la musica”, come scrisse Edmond Jabès. Nel mito delle origini di tutte le religioni questa arte riveste un ruolo di primo piano nella Creazione.

“La Bibbia è canto continuo; dalla Genesi tutto il Libro è intrecciato di musica” come ricorda il Cardinale Gianfranco Ravasi. E proprio le interrelazioni fra la musica e il mondo degli spiriti ovvero indagare quelli che si celano nella dimensione musicale, è il fil rouge del programma rimodulato quest'anno e che fa di necessità virtù, in cui i circa 80 concerti itineranti saranno eseguiti esclusivamente da artisti italiani schierati in piccole formazioni, come illustra Nicola Campogrande Direttore Artistico.

Anna Gastel

Nelle parole del Presidente del Festival Anna Gastel si percepisce la tenacia e l'orgoglio nell'essere presenti sul territorio in questo momento così particolare con un festival di grandissima qualità. “Siamo molto felici di poter inaugurare questa edizione del festival. Grazie all'impegno delle Istituzioni coinvolte, degli sponsor e delle maestranze tecniche ed artistiche che vi prendono parte. Il maestro Campogrande ha svolto uno straordinario lavoro per riuscire a realizzare la rassegna e riconver-tirla con artisti tutti italiani in così breve tempo. Il festival è tramutato conservando il tema Spiriti che ritengo profetico, quasi evocativo. Un tema estremamente sentito in questo momento, declinato in un programma importante che attira un pubblico eterogeneo e molto vario.

Conservatorio Torino_ph. Paolo Amati

Tradizionalmente il festi-val viene seguito da persone con una cultura musicale molto sofisticata ma anche da neofiti. Abbiamo come sempre delle nuove commissioni, oltre al repertorio di musica classica e contemporanea. Altra nostra caratteristica - che viene adottata da numerose istituzioni- è la scelta di introdurre ogni concerto con un linguaggio semplice, cosa che risulta funzionale, si prediligono gli elementi di curiosità e la maniera in cui i vari brani sono legati.

Siamo felici di poter presentare un parterre di artisti italiani di straordinaria qualità in spazi particolari; scegliere teatri decentrati per rendere partecipe tutta la città è da sempre altra peculiarità di MITO. Il luogo della musica è estremamente importante rende possibile una osmosi fra ascoltatore ed esecutore altrimenti irripetibile che fa di quell'evento un unicum. In questo contesto è possibile che si instauri un rapporto quasi personale con l'artista, come per esempio è successo con Mario Brunello che ha reso le persone ulteriormente partecipi chiamandole accanto a sé durante il concerto. In questo modo si instaura empatia con un artista che ha qualcosa da raccontare anche umanamente”.

I concerti spaziano da brani di musica sacra a pagine che rimandano comunque ad una visione spirituale dell'essere umano. L'inaugurazione è affidata all'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, diretta da Daniele Rustioni, Francesco Dego al violino. Futuro il titolo simbolico del concerto che vede la prima esecuzioni italiana di Pilgrims, per orchestra d'archi di Ned Rorem, Souvenir d'un lieu cher op. 42 di Pëtr Il'ič Čajkovskij, Serenata per archi in mi maggiore op. 22 di Antonín Dvořák.Ci sono poi 5 nuove esecuzioni assolute fra cui una commissione del festival mentre la chiusura avrà come protagonista l'esecuzione delle musiche dei grandi compositori che sono state inserite nelle colonne sonore di celebri film. Gli eventi si svolgeranno nel rispetto delle norme dettate dall'emergenza sanitaria.

MITO, Settembre musica, fino al 19 settembre 2020

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