Firenze

Gli Uffizi acquistano tre opere alla Biennale dell’Antiquariato

La Galleria compra per la terza volta alla Biennale dell'Antiquariato per arricchire le sue collezioni. Due dipinti e una scultura che andrà a Palazzo Pitti. Mentre il grande bronzo di papa Urbano VIII Barberini del Bernini conteso da Galleria Borghese e Gallerie Barberini Corsini: prezzo 10 milioni di euro

di Marilena Pirrelli


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Madonna col Bambino, San Giovannino e Santa Barbara dell'allievo di Michelangelo di Daniele da Volterra/ Ritratto dello scultore Antoine Denis Chaudet di Jeanne-Elisabeth Chaudet /busto marmoreo il Virgilio di Carlo Albacini

4' di lettura

Non è la prima volta che le Gallerie degli Uffizi comprano opere d’arte alla Biennale dell'Antiquariato di Firenze. In questa XXXI edizione a Palazzo Corsini però l’impegno è stato importante: la «Madonna col Bambino, San Giovannino e Santa Barbara» di Daniele da Volterra, il «Ritratto dello scultore Antoine Denis Chaudet» del 1802 della pittrice nonché sua moglie Jeanne Elisabeth Chaudet, e un busto di Virgilio realizzato da Carlo Albacini nel 1790 sono entrati nelle collezioni per un valore economico di circa 2 milioni il primo e tra 50mila e 100mila euro ciascuna le altre due opere neoclassiciste, secondo fonti vicine al museo. E sempre in Biennale si gioca la partita tra altri due musei nazionali: la Galleria Borghese diretta da Anna Coliva e le Gallerie nazionali Barberini Corsini , presiedute da Flaminia Gennari Santori , sono interessate al busto di bronzo del 1658 del papa Urbano VIII Barberini di Gian Lorenzo Bernini. L’opera museale di dimensioni di 101,5 x 78 cm, proveniente dalla collezione Corsini di Firenze, è offerta da Carlo Orsi per 10 milioni di euro. Chi la spunterà tra le due signore dell’arte? La Coliva ha già avviato la raccolta fondi.

Lo shopping fiorentino. «Talvolta qui in Biennale – afferma il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt – si riescono a comprare capolavori al di sotto di quanto spendiamo per un prestito dall’America, che può costare tra i 20-30mila euro, e spesso prendiamo in prestito opere internazionali per le mostre, così talvolta è meglio acquistare a quei valori belle opere da conservare per sempre». Sono state avviate le procedure di acquisto con Benappi di Torino per quanto riguarda il Daniele da Volterra, Orsini Arte Libri di Milano per il Chaudet e Carlo Virgilio di Roma e Londra per il busto di Virgilio e verranno completate nei prossimi mesi. L’impegno finanziario è tutto degli Uffizi, grazie agli incassi dai biglietti le Gallerie sono in grado di disporre di un budget annuale da destinare alle collezioni. «Naturalmente è il Cda del museo a deliberare come spendere parte dei ricavi, poiché - prosegue Schmidt - il 40% dei nostri introiti sono tassati: il 20% va al Fondo di solidarietà per altri musei e tra il 15-20% al comune di Firenze, più altri contributi più piccoli alle Associazioni liriche, e un 2,5% al Museo Archeologico. Solo per il Volterra, allievo di Michelangelo, vi è un co-finanziamento con il Mibac. « Negli ultimi due anni il museo ha speso circa 2 milioni anno l’anno per gli acquisti. In precedenza si spendeva molto meno e comunque molte spese vanno nella manutenzione ordinaria e alla tutela e, basta riflettere, anche un acquisto è un atto di tutela» dichiara il direttore delle Gallerie. «La Biennale si rivela ancora una volta terreno fertile per gli acquisti di un grande museo come sono gli Uffizi – conclude Schmidt -. Per la terza edizione consecutiva siamo riusciti a conquistare il dipinto premiato come il più bello della fiera, in questo caso la «Madonna con bambino, San Giovannino e Santa Barbara» di Daniele da Volterra. Ma non solo. Con il ritratto del marito eseguito dalla pittrice Jeanne Elisabeth Chaudet, arricchiamo la nostra collezione di ritratti di artisti, che proprio in questi mesi si prepara ad essere allestita per il pubblico in tante nuove sale al primo piano della Galleria. Con il rarissimo busto di Virgilio, invece, Palazzo Pitti guadagna un'importante testimonianza iconografica del poeta, fin dal Medioevo celebrato anche come guida di Dante nell'Inferno e nel Purgatorio» conclude. Soddisfatto anche il segretario generale della Biennale dell'Antiquariato di Firenze Fabrizio Moretti: «Sono molto felice delle tre acquisizioni fatte dagli Uffizi durante la Biennale. Questo sottolinea il grande livello dell'arte presente in mostra. Trovo il Daniele da Volterra il più bello tra i tanti bellissimi acquisti effettuati dagli Uffizi negli ultimi anni».

Il corteo del carro carnevalesco del principe Giovan Battista Borghese per la mascherata del giovedì grasso del 1664 di Johan Paul Schor

I precedenti acquisti. Negli degli ultimi anni gli Uffizi in Biennale hanno acquistato la grande opera (1,22 x 3,17 metri) che raffigura «Il corteo del carro carnevalesco del principe Giovan Battista Borghese per la mascherata del giovedì grasso del 1664» di Johan Paul Schor, datata 1664, premiata come “Dipinto più bello della fiera” alla scorsa edizione della Biennale, e nel 2016 uno dei tre accurati bozzetti realizzati nei primi mesi del 1682 da Luca Giordano come elaborazioni o ‘pensieri' relativi agli affreschi della cupola. Uno di essi, proprio quello raffigurante la scena principale con il Santo Corsini che ascende al cielo, da molti decenni era considerato disperso. Ricomparso sul mercato antiquario in occasione della Biennale del 2015, il bozzetto di Luca è stato nel 2016 acquistato delle Gallerie degli Uffizi per conservare al patrimonio pubblico questa preziosa testimonianza legata alla maggior impresa barocca degli ultimi decenni del Seicento a Firenze.

II dipinto Elia nel deserto, (olio su tela, 81 x 115 cm), databile agli anni tra il 1543 e il 1547 di Daniele da Volterra (1509-1566)

Gli ultimi acquisti. «La Madonna col Bambino, San Giovannino e Santa Barbara» di Daniele da Volterra, considerato da molti amico strettissimo e allievo tra i più talentuosi del Buonarroti, la dipinse intorno al 1548 ed ha avuto un unico restauro 30 anni fa. L'opera è da sempre di proprietà della nobile famiglia senese Pannocchieschi d'Elci, come lo era un altro capolavoro dell'artista toscano, l'«Elia nel deserto». Gli Uffizi lo hanno acquistato sempre da Enzo Benappi per 800mila euro lo scorso anno: i due dipinti saranno dunque presto riuniti nella medesima collezione pubblica. Si trattava delle ultime due opere di Daniele da Volterra in mani private - prima dell'acquisizione da parte degli Uffizi - e questa loro rarità è un enorme valore aggiunto. «Il Ritratto dello scultore Antoine Denis Chaudet» (Parigi 1763-1810) , probabilmente lo scultore più conosciuto nella Francia napoleonica. dipinto dalla moglie, la pittrice Jeanne Elisabeth Chaudet, all'epoca famosa per i ritratti di animali, bambini e personaggi, tra i quali anche quello di suo marito, realizzato nel 1802. Una vera e propria rarità nella storia dell'arte: il ritratto di un'artista dipinto dalla sua stessa consorte. Infine, il busto di Virgilio è una copia del busto romano – il cosiddetto “Virgilio” - esposto nella Sala dei Filosofi ai Musei Capitolini a Roma, a sua volta copia romana del II secolo d.C. da un perduto originale greco del IV secolo a.C. Carlo Albacini, scultore e restauratore d'antichità di grande successo nella Roma della seconda metà del ‘700, scolpì il busto ora acquisito dalle Gallerie degli Uffizi nel 1790.

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