Arte e cultura

Uffizi al top per visitatori in Italia, superato il Colosseo: pesa anche l’effetto Ferragni

Nel 2021 i visitatori per l’intero sistema delle Gallerie (che include anche Boboli e Palazzo Pitti) sono stati 1.721.637 quasi centomila in più di quelli del Colosseo (1.633.436) che scivola quindi al secondo posto nella classifica dei 40 musei autonomi italiani (ma rimane primo negli incassi)

di Andrea Gagliardi

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3' di lettura

Gli Uffizi per la prima volta superano il Colosseo, da sempre il monumento più visitato in Italia. E si piazzano addirittura in quinta posizione tra i 100 musei più visitati al mondo, davanti ai Musei Vaticani, scivolati quest’anno in decima posizione, una più in giù dell’Anfiteatro Flavio. Lo stabilisce l’annuale classifica compilata dal Giornale dell’Arte insieme con The art News Newspaper, che per il 2021 vede sempre il Louvre, con 2,8 milioni di presenze il museo più gettonato del mondo (malgrado nel secondo anno di pandemia abbia perso quasi il 70 per cento dei suoi visitatori).

Alle Gallerie degli Uffizi oltre 1,7 milioni di spettatori

Gli Uffizi si godono dunque il meritato momento di gloria. Nel 2021 i visitatori per l’intero sistema delle Gallerie (che include anche Boboli e Palazzo Pitti) sono stati 1.721.637 quasi centomila in più di quelli del Colosseo (1.633.436) che scivola quindi al secondo posto nella classifica dei 40 musei autonomi italiani (ma rimane primo negli incassi) seguito da Pompei con 1.037.766. Poi a molta distanza da un altro museo fiorentino, la Galleria dell’Accademia (446.320) e dalla Reggia di Caserta (346.468).

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Schmidt: possiamo crescere oltre i livelli pre-pandemia

«Per noi un fatto positivo senza precedenti, ancora di più se si considera che in Italia i musei sono stati sostanzialmente chiusi per 4 mesi da novembre 2020 ad aprile 2021», sottolinea il direttore Eike Schmidt, che aggiunge: «È chiaro che la classifica internazionale dei visitatori del musei è destinata a modificarsi di nuovo con il ritorno alla normalità post pandemia e la ripresa del turismo internazionale. In questo senso noi possiamo tornare ai livelli del 2019, quando registravamo oltre 4 milioni di visitatori e anche crescere di più con iniziative serali o invogliando le persone a venire al museo la mattina presto»

Tra i testimonial anche Chiara Ferragni

Tre fattori decisivi che hanno potuto attirare e fidelizzare i visitatori: «le nuove sale del Cinquecento aperte lo scorso maggio, le mostre che spaziano dall’antichità classica al contemporaneo e l’offerta culturale che diramiamo anche sul web e sui social». Tra i testimonial gli Uffizi hanno reclutato anche Chiara Ferragni.

Ottima performance sui social

La classifica del Giornale dell’Arte sottolinea anche l’ottima performance del museo fiorentino sui social, primo in Italia, seppure ancora fuori dalla top 20 internazionale. «Entreremo anche noi nella top 20 - assicura Schmidt- su questo scontiamo un ritardo nella partenza: gli Uffizi sono sui social dal 2017, gli altri grandi musei del mondo puntano su questo da molti anni di più. Noi comunque siamo cresciuti tantissimo, in questo momento abbiamo 1 milione di followers (si tratta di un dato aggregato di Instagram, Facebook, Twitter e Tik tok ndr), meglio ha fatto forse solo il Prado, che è entrato tra i primi 20. Ma anche noi arriveremo a quel risultato, è solo questione di tempo»

Uffizi al top anche per le mostre

Inoltre, secondo i numeri diffusi dalla rivista, gli Uffizi primeggiano anche tra le mostre tenute in Italia lo scorso anno, con l’esposizione Giuseppe Penone, Alberi in versi che ha registrato 435.283 visitatori, ed occupano anche il secondo e terzo posto con il focus L’ultimo sigillo sul dipinto di Bartolomeo della Gatta con le Stimmate di San Francesco, portato agli Uffizi dalla Pinacoteca di Castiglion Fiorentino, e Leone X torna a Firenze, a Palazzo Pitti

Sale l’Egizio, giù il Colosseo

Tra le realtà italiane si fanno notare anche musei che non appartengono allo Stato, come l’Egizio di Torino, che rispetto al 2020 ha aumentato i suoi visitatori del 65,2 % e la Triennale di Milano . «Al Colosseo in particolare è mancato il turismo americano e asiatico», fa notare il direttore generale dei musei di Stato Massimo Osanna, secondo cui bisogna lavorare molto «sulla comunicazione del patrimonio e sul turismo di prossimità».

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