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Gli ultimi sondaggi prima dello stop elettorale: crescono Fdi e M5s, calano Pd e Lega

Il partito di Letta cede consensi sia ai Cinque stelle che al Terzo Polo. Il partito di Meloni supera la Lega in Lombardia, Piemonte e Veneto. I centristi stabili intorno al 7 per cento, Fi in calo. Allarme astensione: l’affluenza potrebbe essere sotto la soglia psicologica del 70%

di Mariolina Sesto

(Ansa)

2' di lettura

Ultimi sondaggi prima dello stop pre-elettorale (a 15 giorni dalle urne). A seconda dell’Istituto cambiano un po’ le percentuali ma i trend sembrano univoci: aumentano i consensi per Fdi e M5s, diminuiscono per Lega e Pd. Il terzo polo sembra stabile intorno al 7 per cento.

Per Noto sondaggi Pd sotto il 20%

L’Istituto Noto nell’ultima rilevazione dà il Partito democratico al 19,5%, in calo di mezzo punto rispetto alla settimana precedente. Stesso trend per la Lega: anche il partito di Salvini perde mezzo punto nell’ultima settimana e si attesta al 13 per cento. Anche Fi risulta essere in calo: per Noto scende dal 7,5 al 6,9 per cento in una settimana. Al contrario M5s raggiunge il 13,5% guadagnando un punto. La stessa quota di consensi (1 punto percentuale) acquista anche Fdi posizionandosi al 24,5 percento.

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Terzo polo stabile

Cosa succede al terzo polo? Anche qui i vari sondaggi convergono nel rilevare che la situazione è stabile. Il listone centrista di Azione e Italia viva ha, nel corso delle settimane, ha aumentato i propri consensi dall’iniziale 5% a circa il 7% ma nell’ultima settimana si è stabilizzato intorno a questa quota e non ha fatto ulteriori progressi. L’istituto Piepoli lo dà al 6,5%, mentre per Noto sondaggi è al 7,7 percento. Tutti gli istituti concordano nel dire che i centristi stanno drenando voti dal Pd e non più da Forza Italia.

Per l’Istituto Piepoli ancora possibile che il centrodestra arrivi ai due terzi dei seggi

Quanto alle coalizioni, secondo Livio Gigliuto, vicepresidente dell’Istituto Piepoli, la situazione è tale che il centrodestra (nettamente avanti) potrebbe ancora arrivare a raggiungere i due terzi dei seggi. La maggioranza qualificata è di 267 alla Camera e 133 al Senato: dipenderà dai risultati negli uninominali.

L’astensione potrebbe essere la più alta dell’era repubblicana

Per l’Istituto Piepoli l’astensione è al momento al 31%. L’affluenza sarebbe quindi al 69 per cento, sotto la soglia psicologica del 70 per cento. Se così fosse davvero, sarebbe l’affluenza più bassa in assoluto di tutta la storia repubblicana. E in discesa di 4 punti rispetto all’ultima tornata delle politiche, quella del 2018. Gli indecisi (cioè coloro che andranno a votare ma non hanno ancora deciso per chi) sono invece al 40 per cento.

Chi cede voti a chi

«Metà dell’elettorato che oggi vota Fdi aveva votato Lega negli anni precedenti» sottolinea Antonio Noto che conferma inoltre il travaso di voti dal Pd. «La discesa del Pd è dovuta alla cessione di voti sia verso il Terzo Polo che verso M5s». Quanto ai territori, i sondaggi di Noto rilevano che la marcata crescita di Fdi al Nord potrebbe portare il partito di Meloni a superare la Lega nelle tre principali regioni settentrionali: Lombardia, Veneto e Piemonte.

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