ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl graffio del Lunedì

Gli ultrà interisti che comandano a San Siro. Il ministro Abodi: «Inaccettabile»

Milan battuto dal Torino, Lazio annichilita dalla Salernitana. L’Inter batte la Sampdoria, ma a San Siro hanno perso giustizia e senso civile

di Dario Ceccarelli

Governo, Abodi: “Società dilettantistiche priorità”

5' di lettura

Nella giornata dei ribaltamenti (Milan battuto dal Torino, Lazio annichilita dalla Salernitana) è doveroso cominciare dal ribaltamento più sfacciato che si possa raccontare: quello della giustizia e del senso civile. Ribaltamento che si è consumato sabato scorso a Milano nello stadio di San Siro durante Inter -Sampdoria, partita vinta con facilità dai nerazzurri per 3-0. Ma non è di questo che vogliamo parlare, visto il risultato fin troppo scontato.

Episodio grave e incredibile

Vogliamo invece ritornare su un episodio grave e quasi incredibile per la modalità con cui si è svolto. Episodio di cui sono stati vittime centinaia di persone che avevano preso posto nella curva Nord dello stadio. Ebbene, tutti questi tifosi, alcuni con bambini, sono stati costretti a lasciare gli spalti all'intervallo in segno di “rispetto” per la morte di Vittorio Boiocchi, pregiudicato 69enne e capo ultrà nerazzurro ucciso in un agguato con tre colpi di pistola sotto la sua abitazione. A svuotare la curva, in segno di lutto, con spintoni e parole poche gentili, sono stati gli ultrà dell'Inter.

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Abodi: In arrivo provvedimenti

Operazione riuscita rapidamente senza che nessun addetto all’ordine, polizia o steward, intervenisse in qualche modo. Vi pare normale che chi ha pagato il biglietto di una partita debba essere allontanato dagli ultrà? Naturalmente adesso, visto che Vittorio Boiocchi ha alle spalle una carriera criminale che gli ha procurato 26 anni di carcere, tutti si indignano e chiedono punizioni esemplari.

Il nuovo ministro dello Sport, Andrea Abodi, su twitter ha tuonato che “ci saranno provvedimenti”. Ma in che mondo vivono tutti costoro? E da decenni che le curve degli stadi sono “gestite” da ultras, spesso legati alla malavita, che fanno il bello e il cattivo tempo grazie alla pavida rassegnazione delle società, sempre timorose di subire guai peggiori. Purtroppo questo vincolo di sudditanza quasi mafioso è la regola. Per questo, anche se la modalità è clamorosa, non stupisce l'episodio di San Siro. Purtroppo, come sempre, dopo la bufera, tutto tornerà come prima.

La caduta del Milan

E adesso, nella giornata dei colpi di scena, ecco il secondo ribaltone. Che riguarda il Milan: la squadra di Pioli, unica formazione rimasta imbattuta in trasferta nel 2022, nel posticipo è stata sgambettata per 2 a 1 dal Torino di Juric. Una caduta che non fa una grinza, quella del Diavolo, mai in grado di rovesciare l'andamento della serata. E' mancato il gioco, il carattere e soprattutto la convinzione. Una sconfitta pesante, proprio alla vigilia della sfida di Champions con il Salisburgo. Per passare ai rossoneri basterà un pareggio. Ma certo occorrerà ben altro carattere e determinazione.

La vittoria del Torino

Tra i peggiori, tornando alla sconfitta di Torino, proprio Leao, impreciso e poco incisivo, rilevato nella ripresa da Rebic. Il gol dei rossoneri, realizzato nel secondo tempo da Messias, ha anche scatenato le proteste granata con l'espulsione dell'allenatore Juric. In effetti, Messias, prima di infilare il portiere Milinkovic, ha spintonato Buongiorno facendolo cadere a terra. L'arbitro Abisso (nome omen) non ha rilevato irregolarità. E il Var non è intervenuto facendo infuriare il tecnico granata. Il Torino comunque, dopo la vittoria a Udine, prende altri tre punti e un' altra buona dose di autostima. Per i rossoneri invece la classifica si complica. Il Napoli capolista è ora a sei punti. Inoltre il Milan scende dal secondo al terzo posto proprio nel giorno in cui tutte le big - a parte la Lazio- vincono con facilità.

Anche la Lazio a picco

La Lazio, già. Anche la squadra di Sarri prende una tranvata. La sconfitta (1-3) in casa con la Salernitana è quasi imbarazzante, da archiviare al più presto. In vantaggio con Zaccagni, la Lazio si era probabilmente convinta che il più era fatto, che tutto sarebbe filato liscio. Invece è andato tutto storto: il primo segnale negativo viene dal pareggio di Candreva, solito ex che fa male. I guai arrivano però con l'ammonizione di Milinkovic Savic, appena subentrato e già diffidato.

Quindi il serbo salterà il derby con la Roma. Mentre Sarri e tutti i laziali cadono in una crisi di nervi, la Salernitana, più concreta, va a segno con Fazio e con Dia. Una brutta domenica per Sarri che naturalmente lancia nuovi strali contro gli arbitri. Un peccato, questo passo falso, perchè la Lazio non perdeva dalla quarta giornata. Però anche Sarri deve darsi una calmata. Quando si parla di arbitri, il tecnico è sempre sull'orlo di una crisi di nervi. Una condizione perfetta per farsi colpire ancora.

Il Napoli ride e si diverte

Ora parliamo di cose belle, del Napoli che ride e si diverte come fanno i ragazzini quando giocano nei bassi. Uno spettacolo, questo squadra, che gioca a memoria segnando gol a grappoli: 50 gol in 17 partite. Una macchina inarrestabile guidata da questo centravanti, Victor Osimhen, che fino a qualche settimana fa veniva considerato come un armadio ingombrante difficile da ricollocare. Contro il Sassuolo, il nigeriano ha firmato una tripletta d'autore. Capocannoniere con 7 centri, Osimhen è il bomber, ma dietro c'è un gruppo sincronizzato alla perfezione in cui brilla anche quel fenomeno di Kvaratkshelia, il georgiano che ha incatenato il cuore dei napoletani coi suoi gol (8) e i suoi assist chirurgici.

Chiaro che se il Napoli, solo al comando con 32 punti, continua con questo ritmo (13 vittorie consecutive tra campionato e Champions), tutte le altri rivali possono tirar giù la saracinesca e andare a casa solo sperando, eventualmente, che la lunga sosta provochi onde anomale nello sviluppo del torneo. Ma sono discorsi campati in aria, senza controprova, un po' come gli annunci in politica estera di Berlusconi, quando la presidente Meloni è altrove affaccendata. La verità è che Spalletti ha costruito un Napoli tanto estroso quanto affidabile. Dove perfino il presidente De Laurentiis non deborda.

E anche i tifosi, pur giustamente contenti, non eccedono in pressione. Un segno di maturità, anche questo, che non va sottovalutato. Chi, tra i rivali, può impensierire il Napoli? Un bel rebus, dopo le ultime cadute di Milan e Lazio. Tutto può ancora succedere, certo. Però partenopei allungano. A parte i segnali di ripresa dell'Atalanta, che vince due a zero sull'Empoli, senza però giocare benissimo, bisogna tornare ai soliti noti, cioè ad Inter e Juventus.

In arrivo Juve-Inter. Nuovo infortunio per Pogba

La squadra di Inzaghi ha ripreso a correre come ai bei tempi. Otto punti dal Napoli sono tanti ma neppure troppi. L'Inter è tornata se stessa, Barella è in forma smagliante e la difesa Incassa anche pochi gol. La prova del nove, da certificare, sarà la sfida di domenica prossima a Torino contro la Juventus, un'altra big che ha bisogno disperato di punti per risalire la china. E bersagliata dagli infortuni (Pogba ha una nuovo infortunio, il suo impiego è sempre più lontano).Sulla carta, ovvio, sta meglio l'Inter: ma è meglio andare cauti, soprattutto nel Derby d'Italia. Le trappole, in questo campionato, sono disseminate un po' dovunque.

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