La Guerra in Europa

Bombardamenti su Mariupol. Distrutto ospedale pediatrico: «Molti feriti»

Nel giorno di riapertura dei corridoi umanitari, la Russia fa sapere di volere tenere colloqui con l’Ucraina «il prima possibile», aggiungendo però che le repubbliche di Donetsk e Lugansk sono «Stati sovrani e indipendenti» e che Kiev dovrebbe riconoscerli. Fitch declassa il rating della Federazione Russa. Le centrali di Zaporizhzhia e Chernobyl sono sotto il controllo di Mosca

Aggiornato alle 22:58

Bombe sull’ospedale pediatrico di Mariupol

6' di lettura

Dopo i tre round di negoziati e 14 giorni di guerra, con una drammatica escalation anche oggi, Ucraina e Russia si preparano domani 10 marzo al primo colloquio di alto profilo dallo scoppio della crisi. Il ministro degli esteri ucraino Dmytro Kuleba inconterà il suo omologo russo Serghei Lavrov ad Antalya, in Turchia.

Le attese della diplomazia di Kiev sono «abbastanza limitate», anche se il presidente ucraino Zelensky si dice disponibile a compromessi. I paletti fissati solo la neutralità e nessuna concessione sul territorio. «Non siamo disponibili alla resa» ha messo in chiaro Zelensky, aprendo comunque a un confronto sulla regione chiave del Donbass. Sulla sponda russa si parla di apertura al dialogo e a una risoluzione diplomatica, ma la condizione è il riconoscimento della sovranità delle due repubbliche auto-dichiarate della regione contesa.

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Fuori dal confronto Kiev-Mosca, prosegue il lavoro diplomatico. Il presidente russo Vladimir Putin ha parlato al telefono con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, mentre gli Usa stanno riscontrando problemi nel coinvolgimento di Arabia Saudita ed Emirati Arabi in una coalizione internazionale che appoggi Kiev e frenare i prezzi del petrolio.

Secondo il Wall Street Journal, infatti, il principe saudita Mohammed bin Salman e lo sceicco degli Emirati Mohammed bin Zayed al Nahyan hanno rifiutato di parlare con Biden nelle ultime settimane, delusi dal debole supporto Usa nella guerra in Yemen e preoccupati dall’accordo sul nucleare iraniano.

Bombardamenti a Mariupol, distrutto ospedale pediatrico

Sul campo, intanto, lo scenario resta tragico. A due settimane dall'inizio dell’invasione russa, nel giorno di riapertura dei corridoi umanitari, a Kiev e in altre città dell’Ucraina sono tornate a suonare le sirene antiaeree e nella serata di mercoledì nuovi bombardamenti sono avvenuti su Zhytomyr.

Nel corso della giornata sono avvenuti combattimenti a Nord e nel Nordest con «operazioni di combattimento» a Polisky e Volyn, contrasti nelle aree di Nizhyn, Ivanytsia, Trostyanets e anche nella città di Chernihiv. A Sud, secondo i militari ucraini, continuano le operazioni per mettere in sicurezza «aeroporti e infrastrutture cruciali».

Il bilancio più drammatico emerge dalla città di Mariupol, incalzata da un attacco costante di bombardamenti russi. Il vicesindaco Sergiy Orlov ha parlato già nel pomeriggio di 1.170 persone uccise e «47 sepolte in un a fossa comune». Un raid aereo russo avrebbe distrutto anche un ospedale con reparti maternità e pediatrici, riferisce su Facebook il capo dell’amministrazione regionale di Donestsk, Pavlo Kyrylenko. Il bilancio provvisorio registra 17 persone rimaste ferite nell’attacco, ha affermato il governatore della regione di Donetsk. Tra queste ci sono donne in travaglio: il raid, dice il governatore, ha violato il cessate il fuoco per i corridoi umanitari. Lo riporta il Guardian.

In serata, però, è arrivata l’accusa di Mosca. Secondo quanto riporta la Cnn, diverse ore prima del bombardamento contro l’ospedale, la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha accusato l’Ucraina di aver insediato posizioni di combattimento all’interno dello stesso ospedale. Durante il suo regolare briefing, riferisce Cnn online, Zakharova ha affermato che “a Mariupol, i battaglioni nazionali ucraini, dopo aver espulso il personale e i pazienti dall’ospedale , di maternità vi hanno stabilito posizioni di combattimento”. Zakharova ha inoltre affermato che ci sono “numerosi video che confutano i falsi ucraini, confermando che i crimini di Kiev contro i suoi cittadini sono abbondantemente di dominio pubblico”. Video girati nell’ospedale dopo l’attacco mostrano chiaramente che nella struttura c’erano pazienti e personale, comprese donne in gravidanza.

Zelensky: bambini sotto macerie. Anche la Polonia è a rischio

Il presidente ucraino Zelensky ha pubblicato un video dell’incursione su Twitter: «Persone sotto le macerie. Bambini sotto le macerie. Questa è atrocità! - scrive Zelensky - Per quanto ancora il mondo sarà complice nell’ignorare il terrore? Chiudete subito il cielo, fermate subito gli omicidi! Avete il potere. Qui si sta perdendo l’umanità». I danni subiti dall’ospedale sarebbero «colossali», riportano le agenzie. Ulteriori raid sono in corso su Kharkiv, seconda città dell’est vicino al confine con la Russia, da giorni sotto l’assedio russo. Lo riferisce il sindaco Igor Terekhov, parlando alla tv ucraina. «Sono sicuro - ha detto ancora il presidente Zelensky - che anche la Polonia è a rischio». Per Zelensky, intervistato dal settimanale tedesco Die Zeit, Putin «vuole disintegrare l’Europa, esattamente come l’Ucraina».

La resistenza va avanti. In un tweet, il ministero della Difesa britannico spiega oggi che le difese aeree ucraine hanno “ottenuto un notevole successo contro i moderni aerei da combattimento russi”. Nel suo ultimo aggiornamento dell’intelligence sull'invasione dell'Ucraina, il ministero sostiene che Kiev ha “probabilmente” impedito alle forze russe di “raggiungere qualsiasi grado di controllo dei cieli”. Nel frattempo, il consigliere dell’ufficio del presidente ucraino, Oleksiy Arestovych ha annunciato che circa 300 peacekeeper torneranno in patria per sostenere le forze militari.

Nuova tregua, aperti sei corridoi umanitari

La nuova tregua temporanea di 12 ore (dalle 9 alle 21 di oggi ora locale) concordata tra Ucraina e Russia doveva permettere l’evacuazione della popolazione civile attraverso sei corridoi umanitari. Si tratta dei percorsi Energodar-Zaporizzhia; Sumy-Poltava; Mariupol-Zaporizzhia; Volnovaha-Pokrovsk; Iziym-Losova; Vorsel, Bucha, Borodyanka, Irpin, Hostomel-Kiev.

La rotta Sumy-Poltava è l’unica utilizzata con successo finora per le evacuazioni umanitarie, mentre altri corridoi umanitari sono stati interrotti più volte a seguito dei bombardamenti russi. Secondo l’Onu, il numero di persone fuggite dall’Ucraina dall’inizio dell’invasione russa è di 2,2 milioni.

Ieri, 8 marzo, circa 5mila persone sono state evacuate da Sumy, tra loro 1.700 studenti stranieri. Ma la città, nel nordest dell’Ucraina, è stata anche teatro di un attacco aereo che nella notte tra lunedì e martedì ha provocato 22 morti, alcuni dei quali bambini, secondo un primo bilancio riferito dalla Bbc.

Nel frattempo, la fuga dalla capitale continua senza interruzioni. Il sindaco, Vitali Klitschko, ha dichiarato che almeno metà di una popolazione da 3 milioni di persone ha abbandonato la città. In questo momento, ha dichiarato a Sky Tg 24, «ogni singolo cittadino può andare via se lo desidera perché il corridoio meridionale è aperto». Se i russi accerchieranno la città, ha detto Klitschko, «possiamo resistere una o due settimane».

Fitch declassa la Russia, la Ue inasprisce le sanzioni

Sul versante finanziario, lo scenario non è meno turbolento. A tenere banco è la decisione di Fitch di declassare il rating della Federazione Russa da ’B’ a ’C’ a causa dell’impatto sull’economia nazionale delle sanzioni approvate a seguito dell’invasione dell’Ucraina. Per l’agenzia di rating il rischio di un default della Russia sul debito sovrano è “imminente”. In questo quadro, arriva oggi anche l’annuncio di un ulteriore inasprimento delle sanzioni. La Ue ha infatti deciso di ampliare le miure contro l’economia di Mosca e Minsk, in particolare scollegando tre banche bielorusse dalla piattaforma finanziaria internazionale Swift. Lo ha annunciato la presidenza francese del Consiglio dell’Ue.

Incontrati a Bruxelles, i rappresentanti degli Stati membri hanno adottato anche nuove sanzioni contro il settore marittimo e le criptovalute. Non solo: altri 160 nomi sono stati aggiunti alla black list Ue che prevede sanzioni contro chi si è reso responsabile o ha contribuito all’attacco contro l’Ucraina.

Un’altra centrale nucleare in mano russo

L’esercito russo procede, intanto. sul territorio. La Guardia nazionale ha annunciato di aver preso il totale controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhia, già conquistata alcuni giorni fa.

Secondo quanto riferito da fonti russe, le 240 persone responsabili della sicurezza dell’impianto avrebbero deposto le armi. Notizie che troverebbero conferma anche nelle parole del ministro dell’Energia ucraino, Herman Halushchenko, che ha denunciato episodi di tortura nei confronti del personale da parte delle forze armate russe.

«Secondo le informazioni in nostro possesso - ha scritto su Facebook - gli occupanti hanno costretto la dirigenza a registrare un messaggio per utilizzarlo a fini propagandistici. Il personale è fisicamente e psicologicamente esausto».

Kiev: centrale di Chernobyl è ferma

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), da parte sua, ha invece riferito di avere perso i contatti con i sistemi di monitoraggio di controllo della centrale nuclera dismessa di Chernobyl. «I sistemi che monitorano il materiale nucleare negli impianti di scorie radioattive di Chornobyl, presi in consegna dalle forze russe, hanno smesso di trasmettere dati», ha riferito l’Aiea. Secondo fonti ucraine la centrale di Chernobyl è «completamente ferma» a causa dell’offensiva russa. Le forze russe, secondo gli operatori della centrale, hanno scollegato l’impianto nucleare dalla rete.

Energoatom, la compagnia per l’energia nucleare ucraina, fa sapere che i dipendenti di Zaporizhzhya «sono sottoposti a forti pressioni dagli occupanti» e che la mancanza di energia alla centrale di Chernobyl aumenta il rischio di rilascio di sostanze radioattive nell’aria.

Maria Zakharova, portavoce del ministero degli esteri russo, ha precisato invece che le due centrali controllate dalle forze armate di Mosca sono «in sicurezza» e che Mosca ha preso il loro controllo «esclusivamente per evitare che i nazionalisti ucraini e altre formazioni terroristiche così come mercenari stranieri possano avvantaggiarsi della situazione creatasi nel paese per organizzare provocazioni nucleari, e questi rischi esistono davvero».

Il caso dei Mig-29 polacchi

Si attenua, dopo il clamore registrato ieri, il caso dei Mig-29 che la Polonia vorrebbe offrire agli Stati Uniti per poi metterli a disposizione dell’Ucraina. Un’iniziativa che, ha fatto sapere in nottata il Pentagono, non è «attuabile».

La prospettiva di jet che partono da una base statunitense in Germania «per volare nello spazio aereo conteso tra Russia e Ucraina solleva serie preoccupazioni per l’intera alleanza Nato», ha spiegato il portavoce John Kirby.

«Continueremo a consultarci con la Polonia e gli altri nostri alleati su questa questione e le difficoltà logistiche che pone, ma - ha concluso - non crediamo che la proposta polacca sia sostenibile».

«La Polonia è pronta ad agire sulla fornitura di caccia Mig-29 all’Ucraina, ma solo nell’ambito della Nato», ha spiegato oggi un consigliere della presidenza polacca.

Posizione poi ribadita dallo stesso premier polacco Mateusz Morawiecki che a Vienna, dopo i colloqui con il cancelliere austriaco Karl Nehammer, ha sottolineato come «la decisione sulla consegna degli aerei dovrebbe essere presa unicamente dalla intera Nato».


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