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Gli yacht di lusso Sanlorenzo in Borsa per azzerare debito e crescere negli Usa

La società incasserà tra i 70 e gli 80 milioni dall'ipo. Nei prossimi due anni verranno distribuiti dividendi con un payout pari al 30-40% degli utili. La produzione resterà comunque volutamente inferiore di 100 barche all'anno. Lo sbarco sul listino è previsto il 10 dicembre.

di Eleonora Micheli

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3' di lettura

Il produttore di yacht Sanlorenzo prevede di registrare una crescita moderata nei prossimi anni, beneficiando delle previsioni ottimistiche per il comparto mondiale, oltre che della politica dell’azienda che si proporrà di conquistare mercati dove è poco presente, ossia quello americano, dove realizza solamente il 20% del proprio giro d'affari, e quello asiatico (18% nell'area Apac). A disegnare le prospettive è stato il presidente esecutivo e primo azionista, Massimo Perotti, durante la conferenza stampa di presentazione dell’Ipo, operazione già iniziata lo scorso il 27 novembre e che terminerà il 5 dicembre. Lo sbarco in Borsad della società è invece previsto il 10 dicembre. Con i proventi dell’Ipo, tra 72 e 81 milioni derivanti dall’aumento di capitale, Sanlorenzo abbatterà il debito in modo da avere più spazio per la crescita. L’azienda, comunque, spingerà l’acceleratore sul proprio brand, escludendo eventuali acquisizioni. «Continueremo a produrre un numero di yacht limitato, un po’ superiore alle cinquanta unità degli ultimi anni, ma inferiore a 100». Del resto, ha detto, Perotti, Sanlorenzo punta a «una crescita garbata, come sostiene un imprenditore del lusso (il riferimento è a Brunello Cucinelli, ndr)». Agli azionisti verrà distribuito un dividendo che negli anni 2020 e 2021 dovrebbe avere un payout pari al 30-40% dell’utile netto. Nel prospetto informativo si legge che l’utile dei primi nove mesi del 2019, chiusi a fine settembre, è stato di 24,3 milioni, in rialzo del 360% sullo stesso periodo dell’anno scorso.
Dal 2004 la società ha iniziato un percorso di crescita
Il presidente esecutivo di Sanlorenzo ha tenuto a sottolineare che l’azienda è passata da 42 milioni di fatturato del 2004, anno in cui l’imprenditore ha rilevato i cantieri, a un giro d’affari che a fine anno è previsto tra i 430 e i 456 milioni di euro. «Siamo cresciuti, nonostante la crisi registrata dal settore negli anni passati. Non abbiamo mai fatto nemmeno un giorno di cassa integrazione», ha tenuto a ribadire, ricordando che dopo la crisi del 2008 molte aziende del comparto, soprattutto negli Stati Uniti, sono scomparse. «Abbiamo registrato un rallentamento del fatturato nel 2012, per la legge di un noto premier. Ma poi abbiamo ripreso a crescere», ha detto ancora.

Azienda da 50-10 barche l'anno
La filosofia di Sanlorenzo è quella di produrre «poche barche di grande qualità, fatte su misura» per una clientela esigente rappresentata da ricche famiglie perlopiù europee. «Cerchiamo di avere contati diretti con i clienti, evitando nelle aree importanti i dealer. Per questo siamo un unicum», ha spiegato Perotti, stimando che nei prossimi anni, «la crescita sarà, high single digit dell'8-9 forse 10%, ma non di più. Vogliamo consolidare quanto fatto in passato, quando abbiamo corso anche di più»,.

Margini superiori alla media del settore
Anche i margini sono stati e sono previsti superiori a quelli della concorrenza, soprattutto per merito della struttura dei costi flessibile. «La società - ha spiegato Perotti - ha solamente circa 450 dipendenti. Poi ci avvaliamo di una rete di circa 1500 artigiani». Così l’ebitda di fine anno è previsto tra i 62 e i 66 milioni, contro i 38 del 2018. Il direttore finanziario ha sottolineato che va bene anche il portafoglio ordini previsto nel 2019 a 764 milioni. «I clienti - ha tenuto a evidenziare - finanziano i lavori man mano che vanno avanti».

I termini dell'offerta
L’offerta ha per oggetto il 31,9% circa del capitale sociale, post aumento di capitale. In particolare, 4.500.000 azioni deriveranno da un aumento di capitale con esclusione del diritto di opzione , mentre 6.500.000 verranno poste in vendita da Holding Happy Life, di Perotti,. È inoltre prevista la concessione dell’opzione greenshoe che potrebbe spingere il flottante al 35,1% circa del capitale sociale. Come già comunicato, l’intervallo di valorizzazione indicativa del capitale economico della società, ante aumento di capitale, è compreso tra 480 milioni e 570 milioni, pari ad un prezzo minimo di 16 euro per azione ed un prezzo massimo di 19 euro, a cui corrisponderà una capitalizzazione, post aumento di capitale, compresa tra 552 milioni e circa 656 milioni. Il prezzo di offerta delle azioni sarà determinato secondo il meccanismo dell’open price al termine del collocamento istituzionale.
(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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