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Global Blue punta sulla formazione multiculturale per il personale delle boutique


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2' di lettura

Quello del lusso è uno dei mercati più globali, capace di vendere e comunicare uno stesso prodotto in Paesi distanti per posizione e diversi per storia e tradizioni. Ma il lusso non è un monolite e la sfida è saper proporre i suoi stessi prodotti al meglio, rispettando e valorizzando abitudini e aspettative dei suoi clienti. E cercando di evitare gaffe e incomprensioni.

Il momento della vendita diretta è uno dei più complessi e richiede pertanto una formazione ad hoc: per questo Global Blue, società leader nei servizi di tax free shopping, ha ideato i suoi nuovi corsi di “Cross Cultural Training” in partnership con Poliedro, delle giornate in cui esperti di comunicazione e marketing incontrano il personale delle boutique.

Dopo il successo delle giornate organizzate a Milano in collaborazione con Montenapoleone District, si è deciso di replicare l’esperienza anche a Roma e a Firenze, città dove Global Blue ha due delle sue Lounge (quella di Firenze è stata inaugurata alla fine di febbraio). Il training è stato dedicato alle nazionalità cinese, araba e russa, le tre principali per il tax free shopping in Italia, ed è stato anche l’occasione per presentare dati relativi alle due città.

Per quanto riguarda Roma, sulla base dei dati Global Blue nel trimestre novembre 2018 – gennaio 2019, i turisti cinesi hanno rappresentato la prima nazionalità con un peso del 25% del totale. In boutique sono particolarmente esigenti e attribuiscono particolare importanza al servizio loro riservato. L'esperienza di shopping del viaggiatore proveniente dal Paese del Dragone è inoltre legata alla dimensione collettiva dell'acquisto, spesso guidato e condiviso sui social network.
I russi, invece, seconda nazionalità per acquisti tax free nella capitale con il 15% del totale, tendono a vivere l'esperienza di shopping con scarsa empatia, attraversando un'iniziale diffidenza negli ambienti nuovi. L'acquisto, guidato dalla visibilità dei marchi italiani, ha per lo più una funzione ostentativa per questi Globe Shopper.
Molta è la potenzialità, per il settore del tax free in Italia, espressa dai turisti arabi, anche se al momento restano meno presenti nel nostro Paese (a Roma pesano per il 5% del totale) rispetto ad altre nazionalità. Il loro momento di shopping avviene con ritualità e calma, caratteristiche tipiche per questi clienti dal forte legame e rispetto della tradizione. La donna araba riveste un ruolo particolare nelle dinamiche di acquisto sul quale spesso pesa l'affidabilità del brand italiano e il rapporto di servizio e assistenza da parte dei merchant.

Anche a Firenze, nello stesso periodo preso in considerazione, i turisti cinesi hanno rappresentato la prima nazionalità con un peso del 27% del totale, mentre i russi sono al secondo posto con il 7%. Stessa percentuale per i turisti arabi, cresciuti però del 26%. (Ch.B.)

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