PRANZI A DOMICILIO

Glovo apre a Milano la prima cook room e punta sui marchi privati

Non solo consegne: creato uno spazio in cui quattro ristoranti partner, Tomatillo, Pacifik Poke, Pescaria e Bun, possono utilizzare le postazioni. L’a.d. Pagliarani: progetto fondamentale per la crescita

di Enrico Netti

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Non solo consegne: creato uno spazio in cui quattro ristoranti partner, Tomatillo, Pacifik Poke, Pescaria e Bun, possono utilizzare le postazioni. L’a.d. Pagliarani: progetto fondamentale per la crescita


2' di lettura

Dopo un paio di mesi di rodaggio è pienamente operativa a Milano la prima «cook room» di Glovo in Italia. La start up spagnola specializzata nelle consegne a domicilio si prepara anche a raddoppiare la presenza sul territorio ed entro fine anno sarà sbarcata in 300 località delle penisola contro il centinaio di fine 2019. La cook room rappresenta un fattore distintivo e va a rafforzare l’offerta che progressivamente si sposta verso aree a maggiore valore aggiunto.

Questo spazio sposa il modello in outsourcing e offre una cucina professionale attrezzata che nel caso di quella milanese prevede sei postazioni di lavoro per i partner. Quattro postazioni sono già locate a società «che vogliono fare crescere il loro brand - spiega Elisa Pagliarani, general manager di Glovo Italia - e con cui vogliamo sviluppare una partnership di lungo periodo».

I primi brand che partecipano al progetto sono Tomatillo, Pacifik Poke, Pescaria e Bun. Con un investimento minimo e costi di molto inferiori a quelli necessari per aprire un tradizionale locale i partner possono fare conoscere al pubblico i loro piatti. Questa è la prima fase perché lo step successivo sarà l’arrivo nella cook room di «virtual brand» frutto della collaborazione con ristoratori partner che ideano dei piatti “suggeriti” dalla piattaforma di business intelligence di Glovo che analizza e individua nuove tendenze e gusti.

La fase 3 punterà invece sulle private label ovvero brand e piatti inventati e sviluppati internamente da Glovo. La star up a livello globale dispone già tre virtual brand, dal cibo salutistico alle cotolette al sushi.Elisa Pagliarani sta inoltre lavorando a un altro progetto: il «dark store». Secondo i piani a Milano verranno creati due magazzini - dark store di Glovo, rispettivamente nella zona nord e sud della città. Da qui partiranno i prodotti grocery ordinati via app. «Affiancheranno i negozi Carrefour con cui abbiamo una partnership in tutta Italia (il servizio è offerto in 14 città ndr) risponderanno alle esigenze della spesa last minute - continua la general manager - e apriranno entro l'estate. Oggi il progetto cook room rappresenta per Glovo uno dei pilastri centrali della strategia di crescita».

Preparare diverse specialità nello stesso luogo permetterà inoltre di innalzare il livello di scelta e di servizio. Dopo un aggiornamento della app infatti sarà possibile ordinare i piatti dei diversi partner presenti nella stessa cook room con in più i prodotti grocery. Lo scorso anno Glovo Italia ha superato, secondo i preconsuntivi, i 30 milioni di fatturato contro i 10,5 del 2018. Entro fine anno i rider della start up saranno presenti in altre 200 località della penisola portando a quota 300 il numero complessivo dei comuni serviti.Per quanto riguarda gli investimenti oltre nelle cook room e dark store ha anche creato i «Glovo center», sportelli in cui l’azienda dialoga con i rider e agevola l’accesso ai servizi per i suoi collaboratori, circa 7mila a fine anno contro i quasi 5mila di fine 2018. Tra le altre cose la società organizza corsi di sicurezza su due ruote.

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