Automotive

Gm migliora le stime e rilancia sull’elettrico: 35 miliardi entro il 2025

La casa automobilistica statunitense ha alzato le proprie previsioni riguardo alla prima metà del 2021. Nonostante la crisi dei chip che sta colpendo il settore

di Alberto Annicchiarico

3' di lettura

Già a novembre del 2020 General Motors, primo costruttore Usa di automobili con il 17% di market share, aveva alzato l’asticella: +35% di investimenti nella conversione all’auto elettrica e nella guida autonoma. Entro il 2025. Sette miliardi di dollari in più rispetto ai 20 annunciati solo pochi mesi prima, a marzo. Ieri, nuova accelerazione per la casa di Detroit guidata dalla ceo Mary Barra: non 27 ma 35 miliardi di dollari da investire sempre entro il 2025, un aumento del 30% rispetto al piano della fine dello scorso anno. Questo anche grazie a risultati migliori delle attese.

La casa automobilistica statunitense ha alzato le proprie previsioni riguardo alla prima metà del 2021. Nonostante la crisi dei chip che sta colpendo il settore (in questi giorni Daimler sta tagliando ore di lavorazione negli stabilimenti di Brema e Rastatt, la settimana prossima tocca a Volkswagen nello stabilimento di Wolfsburg e Nissan subirà una sorte analoga in due centri di produzione negli Stati Uniti), General Motors stima un ebit rettificato tra gli 8,5 e i 9,5 miliardi di dollari, in rialzo dalla precedente previsione di 5,5 miliardi. Per i dodici mesi l’ultima stima, che non è stata aggiornata, è di 10-11 miliardi di dollari. GM ha l’obiettivo di arrivare a vendere oltre un milione di veicoli elettrici all’anno entro il 2025. Saranno 30 i modelli Phev (Plug-in Hybrid Electric Vehicle) lanciati sul mercato e verranno realizzati quattro impianti per le batterie, uno dei quali in Ohio. Il secondo - da 2,3 miliardi di dollari - sarà realizzato in Tennessee, insieme alla coreana LG Chem e sarà pronto a fine 2023. Non sono note le ubicazioni degli altri due impianti.

Loading...

Una strategia, questa del fai-da-te nel settore batterie, che mira a controllare e fare evolvere la produzione e ad abbattere i costi, passaggio cruciale per il successo dell’auto elettrica. Ci ha pensato per prima Tesla, che adesso sta vedendo numerosi discepoli, da Volkswagen a Ford e Bmw, che pochi giorni fa hanno dato il via a una alleanza investendo 130 milioni di dollari in una startup americana, Solid Power, produttrice di batterie allo stato solido. Daimler ha già avviato i suoi piani per una rete di impianti, alcuni già attivi, tra Thailandia, Cina, Polonia e Stati Uniti.

Gli investitori stanno premiando il cambio di strategia delle grandi case, che hanno decisamente svoltato, scegliendo la prospettiva elettrica. Il titolo Gm era in territorio positivo anche ieri per un paio di punti ma è largamente positivo da inizio d’anno, +53%. Certo, la grande scommessa sui veicoli alla spina rischia di penalizzare la gamma di auto con motore a combustione interna (cesseranno di essere prodotte nel 2035), il che significa che GM potrebbe cedere quote di mercato.

I piani per i veicoli elettrici della casa di Detroit accelereranno a partire dalla fine di quest’anno quando un pickup Hummer e un suv Cadillac Lyriq inizieranno a uscire dalle sue linee di produzione. È in arrivo anche il pickup elettrico Chevy Silverado. «Stiamo investendo in modo aggressivo in un piano completo e altamente integrato per assicurarci che GM sia leader in tutti gli aspetti della trasformazione verso un futuro più sostenibile», ha commentato il ceo Mary Barra in una nota. GM ha grandi piani per i veicoli elettrici negli Stati Uniti, ma potrebbe vedere una maggiore crescita in Cina, dove Cadillac è cresciuta e la domanda di EV a basso prezzo sta decollando.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti