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Gm, primo accordo con i sindacati per nuovo contratto e stop allo sciopero

Il sindacato, che aveva paralizzato una trentina di stabilimenti dell’azienda con l’agitazione, aveva chiesto aumenti di paga, migliori benefit, garanzie per i posti di lavoro, difesa di fabbriche a rischio di chiusura e limiti all’utilizzo di lavoratori precari

di Marco Valsania


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Manifestazione di protesta dei lavoratori dell’auto di Gm(Afp)

2' di lettura

NEW YORK - Accordo di principio tra la General Motors e il sindacato dell'auto americana per rinnovare il contratto di lavoro e porre fine a uno duro sciopero durato ormai un mese. La United Auto Workers ha indicato di considerare raggiunti importanti obiettivi negoziali e che il contratto coprirà oltre 46.000 dipendenti negli impianti Gm. Lo sciopero, almeno per il momento, prosegue perchè la sua sospensione è legata a una riunione al vertice dei rappresentanti sindacali prevista per giovedì 17 ottobre a Detroit e, qualora l’accordo venisse approvato in quella sede, a un successivo voto a maggioranza semplice di tutti gli iscritti.

Il sindacato, che aveva paralizzato una trentina di stabilimenti dell’azienda con l’agitazione, aveva chiesto aumenti di paga, migliori benefit con riduzioni dei costi dell’assistenza sanitaria, garanzie per i posti di lavoro, difesa di fabbriche a rischio di chiusura e limiti all’utilizzo di lavoratori precari e temporanei. Un’intesa alla Gm, se varata, servirà da modello per nuovi accordi anche con le altre due grandi case automobilistiche americane, Ford e Fca.

Wall Street ha reagito positivamente alla notizia del compromesso. Il titolo Gm, che dall’inizio dello sciopero aveva ceduto il 4% a causa dei seri danni provocati dal blocco della produzione, ha guadagnato il 2,5% anche in assenza di dettagli sul contenuto esatto. L’agitazione è stata la prima da numerosi anni nel settore e la più lunga alla Gm dagli anni Settanta. Aveva causato anche la sospensione temporanea dal lavoro di diecimila dipendenti non sindacalizzati, oltre che negli Stati Uniti, in Messico e in Canada.

Secondo le stime degli analisti sarebbe costata all'azienda 1,5 miliardi di dollari e dovrebbe pesare significativamente sul bilancio della seconda metà del 2019. I conti del terzo trimestre della Gm, già sotto pressione come il resto del settore per la frenata del mercato americano e globale auto, sono attesi il 29 ottobre. Oggi il costo del lavoro complessivo alla Gm è pari a oltre 60 dollari l’ora, alla Ford è simile e alla Fca è di 53 dollari, cifre già in rialzo negli ultimi anni dopo la recessione del 2008 e superiori a quelle delle rivali case internazionali non sindacalizzate che operano anzitutto nel sud del Paese. Il sindacato ha tuttavia replicato che i dipendenti hanno ricevuto inadeguata remunerazione e compiuto significativi sacrifici durante l’intera ripresa dalla passata crisi e hanno diritto a miglioramenti considerati i solidi profitti aziendali.

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