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GM sorprende il mercato con un solido trimestre. Utile in crescita del 36,7%

Gli investitori erano preoccupati che un rallentamento economico degli Stati Uniti potesse danneggiare la domanda di nuovi veicoli

di Alberto Annicchiarico

(AFP)

2' di lettura

Il mercato ha apprezzato il solido terzo trimestre di General Motors. La performance e la fiducia del pubblico nella casa automobilistica hanno mitigato i crescenti timori di una recessione globale. Le azioni GM sono state ben comprate a Wall Street. Dopo i problemi determinati dalle difficoltà nella fornitura di componenti, l’utile trimestrale è cresciuto del 36,7% a 3,3 miliardi di dollari (contro i 2,42 del periodo luglio settembre di un anno fa) ha battuto le stime degli analisti.

Gli investitori erano preoccupati che un rallentamento economico degli Stati Uniti potesse danneggiare la domanda di nuovi veicoli, ma il direttore finanziario di GM, Paul Jacobson, lo ha escluso: «Non abbiamo riscontrato alcun impatto diretto sui nostri prodo tti. I prezzi rimangono forti. La domanda rimane forte».

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GM stima che le vendite di automobili negli Stati Uniti per il prossimo anno si attestino su quota 15 milioni, rispetto alle aspettative di circa 13,7 milioni quest’anno. L’analista di Wedbush, Dan Ives, ha definito i risultati del colosso di Detroit un «passo importante nella giusta direzione». La ceo Mary Barra è stata più prudente durante una call con gli analisti, descrivendo l’attuale momento «impegnativo», mentre ha sottolineato un «graduale miglioramento» nelle catene di approvvigionamento, chip compresi. Barra ha affermato che la società «ha completato e spedito quasi il 75% dei veicoli non finiti» che erano rimasti in attesa sui piazzali a giugno, proprio per la mancanza di semiconduttori.

Si diceva della ripresa della produzione. In particolare, in Nord America, il mercato che genera la maggior parte dei profitti, è balzata del 73% a 651mila veicoli.

La società, che viene da due anni di utile nonostante la pandemia e i problemi causati dalla mancanza di microchip, è riuscita, come molti concorrenti, a fare fronte alle difficoltà globali dando la priorità ai veicoli più redditizi (grandi pickup e suv).

Tornando ai numeri, l’Ebit adjusted è cresciuto da 2,9 a 4,28 miliardi di dollari, il margine di profitto netto è sceso dal 9% al 7,9% e il margine Ebit adjusted si è attestato al 10,2%, dal 10,9% precedente.

Guardando alle varie divisioni, Gm North America ha riportato profitti operativi per 3,89 miliardi di dollari (da 2,12 miliardi), Gm International ha visto salire il dato da 229 a 334 milioni, mentre Gm Financial ha generato un utile operativo di 911 milioni, contro gli 1,093 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso (è la prima volta negli ultimi nove mesi che questo dato è sotto un miliardo, segno che comincia a farsi sentire l’impatto dell’aumento dei tassi di interesse).

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