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Gm taglia le stime sul 2023. Robotaxi Cruise, stop a San Francisco

Ma le vendite sono stabili e l’utile per azione rettificato, pari a 2,28 dollari, è stato superiore alle aspettative di Wall Street

di Alberto Annicchiarico

Aggiornato il 24 ottobre 2023, ore 20:10

Operai della GM durante un’assemblea per l’approvazione dello sciopero. REUTERS/Roosevelt Cassio

3' di lettura

Gli effetti dello sciopero proclamato dalla Uaw, il sindacato americano dell’industria dell’auto, sono pesanti e lo saranno anche di più. General Motors ha cancellato le precedenti stime sugli utili operativi del 2023 (che aveva alzato in luglio) e sulla produzione di veicoli elettrici, perché i costi attribuibili alla protesta sono saliti a 200 milioni di dollari a settimana in ottobre e nel frattempo il mercato ha dato segnali di rallentamento della domanda.

L’utile netto nel terzo trimestre è sceso del 7,3% a 3,06 miliardi di dollari, mentre i ricavi sono aumentati del 5,4% a 44,1 miliardi di dollari. L’utile per azione rettificato rilevato dagli analisti, pari a 2,28 dollari, è stato superiore alle aspettative di Wall Street e rispetto ai 2,25 dollari di un anno fa a causa dell’effetto dei riacquisti di azioni proprie.

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Le azioni GM hanno guadagnato anche più del 2% negli scambi pre-mercato, dopo un calo del 10% nell’ultimo mese. Ma dal via al trading intraday sono passate in territorio negativo.

Lo stallo sul contratto, il coinvolgimento di nuovi impianti nello sciopero, in ogni caso la prospettiva di un aumento del costo del lavoro, l’incertezza del quadro macroeconomico (tassi di interesse e conflitti in corso, con il Medio Oriente in primo piano) hanno convinto il costruttore americano ad abbandonare i precedenti obiettivi di performance finanziaria.

Gli scioperi della United Auto Workers sono già costati alla società di Detroit 200 milioni di dollari durante il terzo trimestre e 600 milioni di dollari finora nel quarto trimestre: 200 milioni a settimana, ha comunicato il direttore finanziario Paul Jacobson.

La situazione si complica

E il quadro si aggrava. Il sindacato martedì 24 ottobre ha dato indicazione ai suoi 5mila iscritti nell’impianto di Arlington, in Texas, di astenersi dal lavoro. La fabbrica è la più grande tra quelle controllate dalla big di Detroit negli Stati Uniti. Lunedì l’Uaw aveva allargato lo sciopero anche ad una fabbrica di pick-up di Stellantis e ad un impianto Ford a Louisville, in Kentucky.

Arlington è l’impianto destinato alla produzione di modelli come Cadillac Escalades e Chevrolet Suburban. Potrebbe finire nel mirino della Uaw anche lo stabilimento di assemblaggio di pick-up pesanti di Flint, Michigan, dedicato a Chevrolet Silverado e GMC Sierra. La produzione nella versione elettrica ha recentemente subito una frenata. I pick-up pesanti sono quelli che assicurano i margini maggiori. Come il Ram 1500, che viene assemblato a Sterling Heights, sempre in Michigan.

Elettrificazione in frenata

Riguardo ai piani di elettrificazione della gamma, dopo il rallentamento delle vendite degli EV (electric vehicles) negli Stati Uniti - perfino il ceo di Tesla, Elon Musk, ha recentemente frenato sui tempi di espansione, riferendosi alla gigafactory programmata per il 2025 in Messico - la casa guidata dalla ceo Mary Barra accelererà ora sugli obiettivi di profitto, piuttosto che di volumi, ha spiegato il cfo. GM sta rinunciando all’obiettivo di costruire 400mila EV dal 2022 fino alla metà del 2024. Un esempio: la decisione di ritardare la riorganizzazione di una grande fabbrica a Orion Township, nel Michigan, per costruire camioncini elettrici farà risparmiare 1,5 miliardi in investimenti nel 2024, ha affermato Jacobson.

Poi c’è la politica. Il gigante di Detroit si è unito ad altre case nel sollecitare l’amministrazione Biden a rivedere le ambiziose e stringenti norme sulle emissioni e sul risparmio di carburante, mirate a portare i veicoli elettrici fino ai due terzi delle nuove immatricolazioni entro il 2032.

Finora vendite e prezzi di GM in Nord America sono rimasti piuttosto stabili. I prezzi medi sono stati di 50.750 dollari nell’ultimo trimestre, leggermente in calo rispetto al trimestre precedente. E Jacobson non ha drammatizzato, come ha fatto Musk il 19 ottobre scorso.

Robotaxi, sospeso il permesso a San Francisco

La giornata negativa di GM è stata completata dalla notizia che la California ha sospeso i permessi per i test senza conducente dei veicoli a guida autonoma Cruise, con effetto immediato. Lo ha deciso il dipartimento statale dei veicoli a motore (Dmv).

«Quando c’è un rischio eccessivo per la sicurezza pubblica, il Dmv può sospendere o revocare immediatamente i permessi», ha affermato l’autorità di regolamentazione. Che ha aggiunto: «Questa decisione non influisce sul permesso dell’azienda di effettuare test con un conducente, a tutela della sicurezza».

Ad agosto, dopo uno scontro con un veicolo dei vigili del fuoco, l’autorità di regolamentazione aveva annunciato che stava indagando su incidenti che coinvolgevano veicoli a guida autonoma gestiti da Cruise a San Francisco e aveva chiesto alla società di dimezzare i robotaxi in circolazione.

GM ha affermato proprio oggi che le perdite dell’unità di robotaxi Cruise sono aumentate a 732 milioni di dollari, «in linea con le aspettative», per l’estensione delle operazioni a 15 città.

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