inchiesta contro ignoti

Gole del Raganello, sotto sequestro l’area dell’esondazione del torrente

Gole del Raganello, ricognizione nei luoghi della tragedia

4' di lettura

È in corso di esecuzione il sequestro probatorio dell’area del torrente Raganello
ricadente nel territorio del comune di Civita, dove lunedì sono morti dieci escursionisti per un’onda anomala. A disporre il provvedimento è stato il procuratore di Castrovillari, Eugenio Facciolla, che ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando i reati di omicidio colposo, lesioni colpose, inondazione e omissione d’atti d'ufficio. Il provvedimento è in corso di esecuzione da parte dei carabinieri. I carabinieri, secondo quanto si è appreso, apporranno cartelli con il provvedimento di sequestro nelle vie di accesso al torrente.

Le notifiche ai sindaci
Ossia i sentieri più conosciuti e frequentate dagli escursionisti interessati a visitare il canyon. Il provvedimento sarà notificato, oltre che al sindaco di Civita Alessandro Tocci, anche ai suoi colleghi degli altri tre comuni - San Lorenzo Bellizzi, Cerchiara di Calabria e Francavilla Marittima - sul cui territorio ricade il percorso del torrente Raganello.

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La tragedia «doveva essere evitata»
«Un’altra tragedia che non doveva esserci. C’era un’allerta gialla che prevede anche esondazioni improvvise che è stata ignorata». Il capo della Protezione civile Angelo Borrelli non ha lasciato spazio a repliche. Parole, le sue, che si innestano nelle polemiche divampate a seguito della piena assassina del torrente Raganello che, a Civita, nel cuore naturalistico del Pollino ha provocato la morte di dieci persone e il ferimento di altre 11. Tutto questo mentre la comunità della enclave arbereshe di poco meno di mille anime, tra mille incognite e interrogativi, tenta lentamente di riguadagnare spazi di normalità. Borrelli, dopo avere reso omaggio, assieme al presidente della Regione Calabria Mario Oliverio alle vittime e visitato i feriti e familiari nell'ospedale di Castrovillari (poi andrà anche a Cosenza), è arrivato in mattinata in paese e ha rincarato la dose: «Bisogna tenere conto delle allerta - ha sostenuto - che vengono diramate fosse una, dieci, cento volte».

Piena del Raganello, due indagini sulla tragedia in Calabria

La preghiera del Papa
Davanti alle domande dei giornalisti ha glissato sul tema delle responsabilità: «Ci sarà tempo - ha detto - e ci sono organi competenti che accerteranno». La tragedia del Raganello, con il suo carico di dolore e morte, ha visto partecipe anche il Papa che, nell’udienza generale nell’aula Paolo VI, ha detto di affidare alla «Misericordia di Dio quanti sono drammaticamente scomparsi» manifestando «vicinanza» ai loro cari. Sul fronte delle indagini, dalla Procura di Castrovillari viene sottolineato che l'indagine è alle fasi iniziali. «Al momento - ha dichiarato il procuratore Eugenio Facciolla - si stanno acquisendo documenti». In parallelo va avanti l’azione di verifica amministrativa avviata dal prefetto di Cosenza su input del ministro dell’Ambiente Costa. Intanto, però, il termometro della polemica è orientato decisamente verso l’alto ed è stato il governatore calabrese, nel giorno del lutto regionale, con bandiere a mezz’asta negli uffici dell’ente e in quelli istituzionali, a stigmatizzare l’atteggiamento di chi «davanti a una tragedia di questa portata che lascia un segno profondo ed esige silenzio e riflessione» ha agitato «polemiche
strumentali».

Il piano sulla fruizione in sicurezza
A Civita dove assieme a Borrelli e Oliverio si sono ritrovati anche il prefetto di Cosenza Paola Galeone, il questore Rossella Petrocchi, il capo della Protezione civile calabrese Carlo Tansi e i vertici delle forze dell'ordine, unanime è stato il plauso e il riconoscimento per l’efficienza e tempestività della macchina dei soccorsi. A margine della riunione in municipio il sindaco, Alessandro Tocci, ha annunciato assieme ai colleghi degli altri comuni interessati all’area naturalistica, un piano sulla fruizione in sicurezza delle gole. Aquarantotto ore dalla tragedia che l’ha investita, l'area del Ponte del diavolo è apparsa quasi deserta. C’erano solo alcuni solitari camminatori, una famiglia statunitense che fa trekking, qualche giornalista e dei poliziotti. Non è stato visto nessuno, invece, nell’area direttamente interessata dalla tragedia. Chiusi, o con zero avventori, i locali pubblici che si trovano sulla strada che conduce all’area. Immagini inedite, per il periodo, che cozzano con la voglia di ritorno alla normalità dei civitesi, non solo dei tanti operatori turistici cresciuti all’ombra di un piccolo miracolo economico. Nessuno è disposto a farsi facili illusioni.

I sindaci: «Niente capri espiatori»
«No alla ricerca di capri espiatori, va cercata la verità». Lo sostengono proprio i sindaci di Civita, San Lorenzo Bellizzi, Cerchiara di Calabria e Francavilla Marittima, comuni attraversati dal torrente Raganello. «Esprimiamo - è la premessa - il nostro dolore per le vittime e il cordoglio per le famiglie. Per rispetto del dramma abbiamo inteso coltivare silenzio e rispetto. Ci dispiace constatare, non senza amarezza, che qualcuno, nonostante il ruolo istituzionale, abbia preferito altra strada, ergendosi a giudice e allontanando da sé ogni eventuale responsabilità per addossarle interamente ai Comuni. Sia chiaro se colpe vi sono, devono essere perseguite fino in fondo», sostengono i sindaci per i quali il richiamare al rispetto del codice giallo «sembra solo una comoda giustificazione, che non tiene conto della realtà. L’allerta gialla indica uno scenario caratterizzato da elevata incertezza previsionale, senza specifica indicazione dei luoghi interessati».

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