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Gomorra 4, lo stile dei boss punta sull’eccellenza made in Italy

di Marta Casadei


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(Laurence Cendrowicz)

3' di lettura

Prima il giubbotto di nylon camouflage e la felpa con il cappuccio. Poi la giacca di pelle e la cresta “mohicana”. Ora i completi di alta sartoria firmati Ermenegildo Zegna. Lo stile di Gennaro «Genny» Savastano si evolve con l’evolversi del personaggio. Che nella quarta stagione di Gomorra -La serie, in onda a partire da questa sera su Sky Uno e Sky Atlantic, smessi definitivamente i panni del «figlio di», sfumata la rivalità con l’amico-nemico di una vita, diventa protagonista a tutti gli effetti.

Gomorra, lo stile di Genny Savastano da figlio del boss a businessman

Gomorra, lo stile di Genny Savastano da figlio del boss a businessman

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«Mai come quest’anno i nostri protagonisti cambiano radicalmente e alle loro evoluzioni interiori segue necessariamente un forte cambio di
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. Genny abbandona la sua corazza di pelle e borchie per nascondersi dietro completi eleganti e giacche su misura», spiega in una nota Susanna Mastroianni, costumista della terza e della quarta stagione della saga. Che, non solo nella terza stagione ha registrato una media di quasi un milione di spettatori a puntata, ma è stata esportata in tutto il mondo con successo.

Il guardaroba di Salvatore Esposito, l’attore che interpreta Gennaro Savastano, è stato disegnato personalmente da Alessandro Sartori , direttore artistico di Ermenegildo Zegna: abiti tre pezzi sui toni del grigio e camicie bianche o azzurre per le occasioni più formali; trench, chinos e maglioni girocollo nei toni dell’azzurro e del tabacco per il tempo libero. I capi, realizzati su misura, sono contrassegnati dal nome Genny Savastano ricamato a mano internamente.

Una bella differenza dalle prime stagioni, quando la serie era ancora guardata a distanza dal settore moda e i marchi famosi si tenevano lontani dai crediti: «Per Gomorra non avevamo la possibilità di utilizzare i marchi famosi - raccontava Veronica Fragola, costumista delle prime due stagioni, a Rivista Studio nel 2016 - e questo, in un mondo in cui l'ostentazione è prova tangibile della propria posizione sociale, è una bella sfida. Quando il regista Stefano Sollima mi ha chiesto come potevamo superare l'ostacolo, gli ho detto che piuttosto che seguire le loro mode, avremmo dovuto crearne una nostra, seppur simile a quella reale. D'altronde, fare costume significa questo».

Se le prime due stagioni si misuravano con la realtà di Secondigliano e Scampia, con lo spaccio e le faide familiari, arrivando al massimo a mostrare (vagamente) la Costiera amalfitana, la Spagna e l’Honduras (dove avviene la prima grande trasformazione di Gennaro, da “guaglione” ad assassino), e la terza aveva già ampliato il propri orizzonti al centro di Napoli, e, sempre vagamente, alla Bulgaria e a Roma, la quarta stagione cambia registro anche nei luoghi e trasferisce parte del business nel cuore della City:  «Questa quarta stagione racconta molti mondi nuovi, spesso assai distanti dal classico immaginario di Gomorra. E vestire le figure che li animano è stata una vera e propria sfida, perché si è trattato di innovare, rimanendo però fedeli all'iconografia della serie», spiega Susanna Mastroianni.

Gennaro Savastano non è l’unico personaggio chiave della quarta stagione di Gomorra. E non è l’unico a cambiare pelle. Patrizia Santoro (Cristiana Dell’Anna), che “nasce” come commessa in un negozio di abbigliamento e consulente personale di Scianel, libera dall’ombra di quest’ultima «può finalmente ostentare la femminilità troppo a lungo negata», dice Mastroianni. La vedremo abbandonare l’ “uniforme” tenuta nella terza stagione, dunque: pantaloni skinny, tronchetti, biker e borsa a tracolla.

Poi c’è Enzo (Arturo Muselli)- meglio noto come «Sangue blu»: il baby boss di Forcella con la barba lunga e le tre croci tatuate sul lato destro del collo - è «sempre più dark, esprimendo nello stile quella ferocia essenziale che è ormai parte del suo animo», racconta la costumista.

Costruire il guardaroba di una serie televisiva è un procedimento complesso che oggi ha un impatto oltre il piccolo schermo. Sono, infatti, sempre di più le serie che fanno scuola in termini di tendenze, con effetti visibili sul mercato. Lontani i tempi di Sex and the City (una vera e propria Bibbia per gli appassionati di moda) e Mad Men, di recente si sono fatte notare sotto l’aspetto dello stile la serie The Marvelous Mrs Maisel (due stagioni, si possono guardare su Amazon Prime Video ), ma anche Big Little Lies (prodotta da Hbo; la prima stagione è andata in onda su Sky, mentre la seconda dovrebbe uscire a giugno).

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