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Gomorra, un’epopea spuntata

La quinta e ultima stagione, esile e ripetitiva, riparte dal ricongiungimento impossibile tra Ciro e Genny Savastano

di Chiara Checcaglini

2' di lettura

Nel film L'immortale, diretto e interpretato da Marco D'Amore, Ciro Di Marzio teneva fede al suo soprannome con un plot twist che sacrificava la credibilità alla soddisfazione dei fan più nostalgici. La quinta e ultima stagione di Gomorra riparte dal ricongiungimento impossibile tra Ciro e Genny Savastano, segnato da sentimenti contraddittori che scateneranno conseguenze distruttive e sanguinarie.

Come sempre si apprezzano i virtuosismi registici, la fotografia cupa e brillante insieme che illumina le labirintiche interiora dei rioni: mai stagione è stata più claustrofobica fin dall'inizio, con la latitanza di Genny da un bunker all'altro, e quella di Ciro, rinchiuso in un tugurio prima di risorgere per l'ennesima volta e tornare a chiudere i conti dove tutto è cominciato.

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Gomorra, l'ultima serie

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La reclusione

La reclusione è anche l'espressione fisica di una gabbia ossessiva che attanaglia Genny e le sue azioni, ora intervallate da attacchi di panico (un dettaglio che sembra strizzare l'occhio al più celebre dei boss in terapia, senza però approfondire davvero la salute mentale di Savastano). Il nucleo narrativo torna a essere la relazione di amore-odio tra Genny e Ciro, nelle cui sfumature risiede il picco della scrittura di Gomorra, tra melodramma e shakespeariana lotta fratricida. Ma sembra non esserci spazio per nient'altro: la caratura dei personaggi di contorno è affievolita, ed è difficile sentirsi emotivamente investiti nei tanti nuovi personaggi che compaiono con ruoli già definiti (‘O Maestrale, figura misteriosa finora solo nominata, che però non raggiunge le aspettative costruite dai precedenti toni quasi mitici; donna Luciana, ‘O Munaciello, ‘O Galantommo e sua moglie Nunzia, unica a emergere a fronte di altri personaggi femminili problematicamente sempre meno consistenti e più sacrificabili).

Il rinvigorito odio reciproco tra i protagonisti assume toni sacrali e diventa scontro di modi di intendere, più che “‘o sistema”, i rapporti di camorra, il legame tra boss e soldati che, complice l'aura mistica dell'uomo tornato dall'oltretomba, arriva a somigliare a quello tra messia e discepoli.

Esilità dei motivi sottesi

Nonostante l'importanza di Gomorra nel panorama seriale italiano rimanga indubbia e inattaccabile, saltano all'occhio più che in altre occasioni l'esilità dei motivi sottesi a uno scontro tanto efferato e la ripetitività di dinamiche di potere, vendetta, tradimento ormai note, che appannano (forse comprensibilmente dopo 5 stagioni) il potenziale epico del finale di questa epopea urbana e criminale.

Gomorra – La serie, Leonardo Fasoli, Stefano Bises, Roberto Saviano. Quinta e ultima stagione, anteprima (primi 7 episodi).Dal 19 novembre su Sky Atlantic.

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