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Google e l’intelligenza artificiale che risolve i problemi del mondo

Il Ceo Sundar Pichai e altri top executive del colosso di Mountain View sono intervenuti sull’AI in occasione del World Economic Forum di Davos

di Gianni Rusconi

Innovazione. “Etica dell’intelligenza artificiale”, la ricerca contemporanea che guarda al futuro

4' di lettura

Una tecnologia trasformativa che porterà benefici significativi e utili alle persone e alla società, attraverso la sua capacità di assistere, integrare, potenziare e ispirare le persone in quasi tutti i campi dell’attività umana. Sintesi perfetta, verrebbe da dire, e tale lo è (per lo meno) in casa Google per descrivere cos'è e a cosa serve l'intelligenza artificiale, di gran lunga il fenomeno tech del momento, a braccetto con la realtà virtuale. L'intervento online firmato dal Ceo Sundar Pichai e altri top executive del colosso di Mountain View in occasione del World Economic Forum di Davos ha una discreta importanza, se non altro per “certificare” la visione dell'AI di una delle Big Tech a stelle e strisce e il fondamentale ruolo di questa tecnologia per risolvere i grandi problemi che il mondo intero sta affrontando, dall'emergenza climatica ai temi legati alla salute.

Perché BigG punta sull’AI (e a quale scopo)

Ricerca, Foto, Maps, Workspace e Translate: non c'è prodotto targato Google in cui l'intelligenza artificiale non sia la base portante, e la “promessa” che le figure apicali della società californiana fanno al mercato e agli utenti è quella di un approccio «etico e responsabile» verso le potenzialità di questa tecnologia.

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Spicca, fra i passaggi del post pubblicato sul blog ufficiale, l'assunto secondo cui stiamo vivendo «un momento entusiasmante per lo sviluppo dell'AI», che per Google si traduce nella missione per cui è nata, e cioè «organizzare le informazioni, renderle universalmente accessibili e utili e migliorare la vita di quante più persone possibile». Messaggio coerente rispetto al modello che ispira l'azienda americana nell'offrire e monetizzare i propri servizi digitali? Ognuno ha la sua risposta.

Il messaggio che Google ribadisce al mondo, ricordando a tutti di essere «un'azienda informatica», è quello di un impegno totale sull'AI, proprio perché considerata uno strumento con elevato potenziale per affrontare alcune delle sfide (e delle opportunità) più urgenti della nostra società. Gli algoritmi, questa la visione dell'azienda, dovranno diventare sempre più capaci, distribuire e rendere accessibili benefici e vantaggi su larga scala e continuare ad evolvere in parallelo alle complessità e ai rischi che si porta dietro.

Per fare questo, «per fare l'AI nel modo giusto» come scrivono i top manager di Google, serve uno sforzo collettivo che coinvolge una vasta platea di soggetti: le aziende tech, i ricercatori, gli sviluppatori, gli utenti (individui, aziende e altre organizzazioni), i governi, le autorità di regolamentazione. E se l'obiettivo comune è quello di pensare a un'intelligenza artificiale in grado di realizzare il proprio potenziale per le persone e la società, una componente fondamentale (questo l'assunto finale di BigG), «è ottenere collettivamente la fiducia pubblica».

What is the Google FloodHub?

Le applicazioni dell'AI secondo Google

Malattie e disastri naturali, ma anche tanto altro: il menu delle possibili soluzioni che porta in dote l'intelligenza artificiale – così come la intendono a Mountain View – è ampio e variegato e si può riassumere in sette diversi scenari. Prevedere inondazioni e incendi, e in generale situazioni di grave crisi legate al clima, è argomento di strettissima attualità e la tecnologia deve essere in grado di contenere i danni che tali disastri possono provocare, visualizzando i pericoli incombenti attraverso notifiche via app e strumenti di uso comune come Maps. Simile il sistema, basato sui modelli AI creati grazie alle immagini satellitari, che permette di rilevare il confine degli incendi in tempo reale e informare gli utenti che si trovano nelle posizioni a rischio. La salute prenatale è un altro ambito di intervento degli algoritmi, chiamati a ridurre i numeri monstre della mortalità materna: BigG è al lavoro con Northwestern Medicine per sviluppare e testare modelli che potrebbero aiutare anche operatori con una formazione minima e in contesti di risorse limitate ad identificare con precisione potenziali rischi che riguardano il feto.

Dai campi alla persone con problemi a farsi capire

La lotta ai parassiti che mettono a repentaglio le colture alimentari è un altro (non meno importante) campo di applicazione dell'intelligenza artificiale. In questo campo Google sta collaborando con InstaDeep e l'Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura delle Nazioni Unite per rilevare le invasioni di locuste in Africa e ridurre l'utilizzo degli spray antiparassitari in India. Open Buildings, invece, è un progetto basato su dataset aperti che sfrutta l’intelligenza artificiale per interpretare le immagini provenienti dai satelliti, individuare le posizioni e la geometria degli edifici e fornire precise indicazioni utili alla pianificazione urbana e alla scienza ambientale e climatica.

È rivolta al mondo sanitario, e in particolare al monitoraggio delle variazioni genetiche che causano malattie come il tumore al seno o l'ipertensione arteriosa polmonare, la tecnologia di deep learning di Google (DeepConsensus), mentre va in aiuto delle persone che hanno difficoltà a farsi capire quando parlano l'app Android denominata Project Relate. Basata su un motore di ricerca AI, può trascrivere il parlato in testo, utilizzare una voce sintetica per ripetere ciò che è stato detto o comunicare direttamente con l’Assistente di Google per completare una serie di attività, dalla riproduzione di una canzone all'accensione della luce in casa.


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