tech e fisco

Google, Facebook e Airbnb diventeranno «collaboratori fiscali» della Ue

Proposta della Commissione approvata dai ministri Ecofin: i giganti del web forniranno i dati di chi le utilizza per fare business. Soddisfatto Gualtieri

di Redazione Esteri

Gualtieri: ok a riforma Mes non implica la decisione di usarlo

Proposta della Commissione approvata dai ministri Ecofin: i giganti del web forniranno i dati di chi le utilizza per fare business. Soddisfatto Gualtieri


2' di lettura

Google e Amazon potrebbero comunicare i dati dei loro utenti al fisco. L’Europa trasformerebbe quindi i giganti del web in «collaboratori fiscali» per sorvegliare l’evasione di chi guadagna attraverso il web. Coloro che non si adegueranno potrebbero patire anche lo stop all’accesso al mercato. È quanto traspare dalla revisione della Direttiva sulla cooperazione amministrativa (Dac7) come proposta a luglio dalla Commissione europea e approvata l’1 dicembre dai ministri delle Finanze dei Paesi dell’Unione europea. Il ministro dell’Economia e delle finanze italiano Roberto Gualtieri si è detto «soddisfatto per l’accordo Ecofin sulla Direttiva Dac7. Più scambio di informazioni e trasparenza sui redditi prodotti con l’intermediazione delle piattaforme digitali e più cooperazione tra autorità fiscali europee. Un importante passo avanti contro evasione ed elusione fiscale», ha scritto su Twitter.

Via libera alla proposta

La riunione dei ministri dell’Economia dell’Area Euro dà quindi il via libera alla proposta di Direttiva della Commissione europea in merito allo scambio informazioni di carattere fiscale all’interno dell’Eurozona. La nuova direttiva sulla cooperazione amministrativa rafforza le regole di trasparenza fiscale della Ue, estendendo le procedure di scambio automatico di informazioni fiscali anche ai gestori delle piattaforme digitali. La Direttiva ha implicazioni importanti perché, oltre a Google e Amazon, anche Facebook, Instagram, Airbnb dovranno informare il fisco sull’identità di chi si arricchisce attraverso le proprie piattaforme.

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Contrasto all’evasione

La Dac7 garantirà che le amministrazioni fiscali ottengano in via automatica le informazioni sulle transazioni effettuate dagli utenti negli stati membri: i dati serviranno per contrastare evasione Iva, dazi e imposte sul reddito. Le piattaforme situate all’esterno della Ue dovranno registrarsi in uno Stato membro e dovranno inviare le informazioni a quest’ultimo (che le condividerà con gli altri stati membri). Arriveranno perciò pesanti sanzioni graduali in caso di mancato rispetto delle regole da parte delle piattaforme; fino alla sanzione massima che sarà la sospensione di accesso al mercato.

Ampio pacchetto fiscale

La proposta della Commissione fa parte di un più ampio pacchetto fiscale che «mira a rafforzare l’equità, intensificando la lotta contro l’abuso, frenando la concorrenza sleale e aumentando la trasparenza», secondo quanto indicato dalla Commissione lo scorso 15 luglio quando ha presentato le misure, e che si inquadra all’interno dell’«ampia e ambiziosa» agenda fiscale di Bruxelles per i prossimi anni. Le attività da segnalare sono varie e includono una platea molto ampia di settori: l’affitto di beni immobili, la fornitura di servizi, la vendita di beni, l’affitto di mezzo di trasporto, investimenti e prestiti nell’ambito del crowdfunding. Le informazioni da raccogliere includeranno le generalità dei venditori, incluso il codice fiscale o il numero di partita Iva, oltre ai dettagli degli importi pagati in ogni trimestre. Attenzione particolare ai venditori che si occupano di locazione di beni immobili che saranno tenuti a fornire anche i dettagli sulle proprietà affittate. Le piattaforme potranno segnalare i dati all'autorità fiscale di uno stato membro, e quest’ultimo potrà scambierà le informazioni con gli altri Paesi Ue.


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