ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’accordo

Google, pace col fisco francese: pagherà 965 milioni

Il colosso di Mountain View non aveva remunerato adeguatamente la sua consociata in Francia, riducendo l’imponibile fiscale a Parigi tra il 2011 e il 2016. Dopo i rilievi del Parquet national financier su una presunta frode fiscale, ha deciso di conciliare

di Marco Valsania


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(Afp)

2' di lettura

New York - Google pagherà una multa complessiva da 965 milioni in Francia, un accordo che chiuderà un’inchiesta per truffa fiscale durata quattro anni che potrebbe servire da modello per altre intese e sanzioni a carico dei colossi globali dell’hi-tech e di internet. La società americana controllata da Alphabet, leader assoluta dei motori di ricerca e della pubblicità digitale, verserà mezzo miliardo di euro di multa che andranno ad aggiungersi a ulteriori 465 milioni di euro in imposte arretrate, stando a un’intesa approvata dalla magistratura transalpina.

Le indagini - scattate nel 2015 per evasione fiscale - si erano concentrate sulle tasse pagate in Francia da Google che ha quartier generale europeo a Dublino. L’azienda ha tradizionalmente fatto risultare quasi interamente le sue vendite dell’intera regione europea in Irlanda, registrando in quella sede i contratti e pagando quasi nessun onere nei diversi paesi, avvantaggiandosi così di favorevoli regimi fiscali. Un modus operandi, a dire il vero, frequentato anche da altre big tech. Le diverse nazioni europee hanno incontrato numerosi ostacoli nel tassare i profitti delle multinazionali tecnologiche americane.

La Francia è stata tra le più aggressive nel perseguire correzioni di rotta e riforme. Ha sponsorizzato l’idea di una «digital tax» che copra i paesi della Ue, ma resistenza è stata opposta, oltre che dall’amministrazione statunitense di Donald Trump, anche da Irlanda, Danimarca, Svezia e Finlandia. Quando Parigi ha deciso di procedere comunque con una propria imposta unilaterale, Trump ha risposto minacciando rappresaglie commerciali, in particolare contro il vino francese.

La cifra totale adesso annunciata nella saga di Google è inferiore a quella che era stata inizialmente richiesta dalle autorità di Parigi, pari a 1,6 miliardi di euro. Agenti francesi avevano perquisito gli uffici di Google nel 2016 e allora il Ministero delle Finanze aveva escluso un compromesso.
Google ha tirato un sospiro di sollievo, indicando di volersi lasciare alle spalle la battaglia e le polemiche. «Questa intesa consente di risolvere una volta per tutte le passate dispute», ha dichiarato Antonin Levy, uno dei legali di Google.

La società ha ufficialmente adottato la posizione che serve una «riforma coordinata» del regime internazionale di tassazione per offrire alle aziende nuova chiarezza. Per il governo francese, l’incentivo a raggiungere l’intesa è parso oggi anzitutto risiedere nella creazione di un precedente legale da poter seguire anche in futuro. Il ministro del Bilancio Gerald Darmanin ha rivelato in queste ore al quotidiano Le Figaro che negoziati sono già in corso con altre aziende, di grandi e piccole dimensioni, pur senza fare nomi.

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