L’indagine

Google, 220 milioni di multa dall’antitrust francese per abuso di posizione dominante

All’azienda è stato contestato l’eccesso di potere nella pubblicità digitale. La società ha accettato di pagare e annunciato che cambierà pratiche

(AP)

2' di lettura

Google ha accettato di pagare una multa di 220 milioni di euro, nell’ambito di un accordo con le Autorità francesi, per aver abusato della sua posizione di dominio nella pubblicità digitale. Si tratta di uno dei primi casi antitrust a livello globale nel settore del cosiddetto digital advertising.

L’Autorità francese della concorrenza ha dichiarato di aver accettato gli impegni proposti da Google per facilitare i concorrenti sull’utilizzo dei suoi strumenti di pubblicità online. Gli impegni di Google saranno vincolanti per tre anni.

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L’indagine dell’autorità francese sulle pratiche di Google ha fatto seguito alle denunce sollevate nel 2019 dal gruppo News Corp, così come dall’editore del giornale «Le Figaro» e dal gruppo belga Rossel La Voix. L’azienda che sviluppa l’omonimo motore di ricerca non ha contestato i fatti sollevati e ha proposto una serie di compromessi, accettati dall’autorità antitrust francese, che cambieranno il modo in cui funzionano il suo servizio pubblicitario Dfp, che permette agli editori di siti e app di vendere i loro spazi pubblicitari, e la sua piattaforma di vendita AdX, che organizza il processo di asta. «La decisione di sanzionare Google ha un significato molto speciale perché è la prima decisione al mondo per indagare su processi algoritmici complessi», ha detto Isabelle de Silva, presidente dell’Autorità della concorrenza francese.

La collaborazione con l’authority francese

Anche se gli impegni del colosso dei motori di ricerca sono vincolanti solo in Francia, potrebbero diventare un modello per consentire a Google di risolvere dispute simili altrove. Le pratiche utilizzate da Google «sono particolarmente gravi perché penalizzano i concorrenti di Google» in alcuni mercati e gli editori di siti e applicazioni mobili, afferma l’autorità della concorrenza. Il cambio di rotta impresso dall’azienda, ha spiegato l’authority francese, «permetterà di ristabilire condizioni di parità per tutti i player e la possibilità per gli editori di sfruttare al meglio il loro spazio pubblicitario». La direttrice della sezione legale di Google France, Maria Gombri, ha dichiarato in un post il 7 giugno che l’azienda ha collaborato negli ultimi due anni con l’authority per risolvere le problematiche legate alla sua tecnologia. Gli impegni raggiunti durante i negoziati, ha scritto Gombri, «renderanno più semplice, per gli editoril, fare uso dei dati e dei nostri strumenti con altre tecnologie pubblicitarie.».


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