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Google Photo cambia. Ecco cosa fare prima del primo giugno

Cambiano le regole d'uso dell'app lanciata nel 2015 e divenuta una delle più adottate in assoluto per la gestione delle foto, sia in ambiente Android che iOs

di G.Rus.

3' di lettura

Ancora pochi giorni, anzi poche ore e la comodità di trovarsi archiviati tutti gli scatti effettuati con il proprio smartphone nel cassetto digitale di Google Foto o la possibilità di caricare manualmente le foto originali in formato ricompresso in alta qualità, senza limitazioni di sorta e senza occupare preziosi Gbyte di spazio di archiviazione, verrà meno. Alla data dell'1 giugno (ampiamente comunicata nei mesi scorsi e ricordata dal colosso di Mountain View in un recente), infatti, il servizio continuerà a prendere in carico foto e video ma per farlo occuperà lo spazio gratuito in cloud di 15 Gbyte riservato a ogni utente di BigG.

Cambiano, nella sostanza, le regole d'uso dell'app lanciata nel 2015 e divenuta una delle più adottate in assoluto per la gestione delle foto, sia in ambiente Android che iOs. Regole che Google ha puntualmente dettagliato: i contenuti di alta qualità e di qualità standard verranno conteggiati per lo spazio di archiviazione nel proprio account e una volta raggiunto il limite di archiviazione gratuito è possibile abbonarsi Google One per attivare ulteriore spazio di memoria oppure eliminare contenuti e continuare con l'opzione di archiviazione gratuita. Chiunque sia inattivo per 24 mesi o più su Drive, Gmail e Foto, invece, potrebbe vedersi eliminare l'account, con la conseguente perdita dei dati memorizzati. Buone notizie, per contro, per chi ha in tasca uno smartphone Pixel (dalla serie 1 alla 5), cui sarà concesso l'uso illimitato di Foto anche dopo il termine anche se solamente per le foto e i video di cui si effettuerà il backup dal proprio dispositivo.

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I costi del servizio a pagamento

Chi deciderà di archiviare i propri contenuti in Google Foto deve quindi mettere in conto di sborsare 1,99 euro al mese rimanendo entro la soglia dei 100 Gbyte, mentre per salire a 200 GByte o addirittura a 2 terabyte serviranno 2,99 e 9,99 euro mensili rispettivamente. In vista della scadenza prefissata, ecco la prima informazione utile per gli utenti: tutte le immagini in alta risoluzione caricate prima del 1 giugno non verranno conteggiate per il limite di 15 GByte, e potrebbe essere questo un buon momento per ordinare le proprie raccolte di foto e spostarle (o copiarle) online.

I nuovi strumenti disponibili nell'app

Per evitare di perdere ricordi preziosi e facilitare il compito di tutti gli utenti del servizio, Google ha annunciato la disponibilità di alcuni strumenti (gratuiti) che saranno sicuramente d'aiuto ai suoi clienti. All'interno dell'applicazione, per esempio, un apposito tool metterà in evidenza le foto e i video che potrebbero essere rimossi perché di cattiva qualità o perché semplici screenshot così da non occupare prezioso spazio inutilmente. Sempre dall'app sarà anche possibile visualizzare una stima personalizzata di quanto tempo ci vorrà prima di consumare i 15 Gbyte a disposizione: un algoritmo analizzerà la frequenza con cui si effettua il backup di foto e video, la quantità di immagini caricate ogni volta e tutti gli altri file correlati all'account Google. Stando alle stime preliminari rese note dalla compagnia, l'80% degli utenti del servizio ha attualmente spazio utile per almeno altri tre anni. Con il cambio di pelle di Foto, infine, sarà ridenominato la funzione che permette di salvare foto e video in modalità “salvaspazio”: “Ottima Qualità” sarà sostituita da “Storage Saver” ma di fatto le sue peculiarità rimangono le stesse.

Con Android 12 stop al caricamento automatico degli screenshot

La nuova vita di Google Foto troverà concretezza anche con il lancio della nuova versione del sistema operativo del robottino verde. Al recente Google I/O, infatti, sono state anticipate due modifiche che dovrebbero risolvere alcuni difetti funzionali del servizio su dispositivi Android. La prima riguarda il caricamento automatico in cloud degli screenshot nello spazio cloud, che il motore dell'app pesca dalla cartella “Dcim” dello smartphone eseguendo automaticamente il backup delle foto. Per azzerare il rischio di possibili violazioni di immagini contenenti password o altre informazioni personali caricare online o ridurre lo spazio occupato con elementi inutili, Android 12 indirizzerà l'archiviazione degli screenshot in un percorso diverso e dedicato, evitando cioè che possano essere mischiati con il rullino fotografico. Sarà quindi l'utente a scegliere se sottoporre o meno quella cartella al backup su Google Foto. L'altra novità riguarda la gestione dei permessi di accesso ai file locali del nuovo software, che permetterà anche ad applicazioni come Google Foto di cancellare foto e video con una sola richiesta, senza dover confermare tale operazione due volte (come avviene oggi).

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