recensione

Google, il Pixel 4 e il senso dell’integrazione hardware e software

Pixel 4 è uno smartphone diverso dagli altri. Unico nel suo genere. Sorprende la fotocamera e l’uso dell’intelligenza artificiale. Ma ci sono ancora molte piccole cose da mettere a posto.

di Luca Tremolada

3' di lettura

Pixel 4 è uno smartphone diverso dagli altri. Come è del resto è sempre stato iPhone. In comune hanno il vantaggio di potere integrare hardware e software. Rispetto agli altri produttori di telefonini vuole dire avere la libertà di progettare servizi e nuove funzioni ottimizzando le prestazioni e sperimentando senza l’ansia di imbottire il dispositivo con l’hardware più avanzato al minore prezzo. Non è poca cosa. Il nuovo Pixel 4 non ha la potenza di un Samsung Note e neppure il comparto fotografico dei telefonini di Huawei. I suoi asset veri risiedono nella scrittura del sistema operativo Android enell’affinamento degli algoritmi di machine learning applicati all’immagine.
Per la prima vota da quando è nato lo smartphone made in Google Pixel questi due vantaggi si traducono in innovazioni che non troviamo negli altri smartphone. E che rendono questa famiglia di smartphone “diversa” dalla concorrenza. A partire proprio dall’intelligenza artificiale.

Cosa ci è piaciuto.
Dopo averlo provato per alcuni giorni è chiaro che l’innovazione non è nella presenza di due sensori (storicamente Pixel insiema a iPhone erano gli unici fermi a una fotocamera). Il vero passo in avanti è legato alla gestione dell’illuminazione e quindi dalla doppia esposizione che offre effetti tipo Photoshop direttamente in fase di scatto. Meno percepibile ma più interessante il refresh dell’immagine a 90 Hz. Il sistema funziona solo quando ne ha bisogno il che vuole dire che non pesa sull’autonomia della batteria. I benefici saranno più evidenti nel gaming e più nello specifico quando attereranno su Pixel 4 i videogiochi tripla A del servizio di cloud gaming di Google Stadia. Questa accadrà il 19 novembre. quindi non manca molto. Motion Sense è l’altra novità, un chip che simula il funzionamento del radar e rileva il movimento. Non è un Tof (Time of Flight), il sensore a infrarossi che da Lg a Huawei sta entrando in numerosi modelli. Motion Sense deriva da una tecnologia “antica” come il radar e quindi è meno energivoro e più reattivo. Ce ne accorgiamo quando avviciniamo le mani allo smartphone. L’attivazione del sistema di riconoscimento del volto, per esempio, che è davvero sorprendente. Per ora le “gesture”, i movimenti che Pixel 4 traduce in funzioni sono piuttosto limitati. Passare la mano sul telefono per cambiare canzone o per accedere alle funzioni è qualcosa di già visto. Ma sicuramente gli ingegneri di Google hanno in testa applicazioni più sofisticate. Infine, l’integrazione con l’assistente vocale di Google lo rende uno dei pochi smartphone che può essere interrogato e governato con la voce. L’app che registra e trascrive instantaneamente quello che ascolta è particolarmente ben fatta. Peccato che sia per ora solo in inglese.

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Cosa non ci è piaciuto.
L’amante della fotografia non si divertirà con Pixel 4. Le foto sono belle, intendiamoci, sorprendenti al buio e quando si scatta un ritratto. Anche lo zoom digitale non sfigura di fronte a quelli ottici montati sulla concorrenza. Manca quell’interfaccia “vintage” per usare il telefono come se fosse una macchina fotografica. La filosofia di Google come anche quella di Apple è quella di semplificare al massimo l’approccio alla foto. Per questo ha preferito concentrarsi sul trattamento della luce e della dinamica dei colori attraverso i “filtri” del machine learning.
L’altro aspetto da capire meglio è l’assenza di video a 4k a 60Fps al secondo. Il sensore supporta riprese in Ultra Hd a 30 fotogrammi al secondo. Il motivo non sembra tecnologico ma più legato allo spazio di archiviazione. E a questo proposito è da rilevare la mancanza di spazio illiminato su cloud per le foto in alta qualità, una possibilità che era presente nel Pixel 3. Infine, c’è il problema sulla sicurezza emerso nei giorni scorsi. Google rende noto che migliorerà la sicurezza della sua tecnologia di riconoscimento del volto per sbloccare il nuovo smartphone Pixel 4. Il sistema biometrico in uso, infatti, al momento sblocca il telefono anche se il proprietario ha gli occhi chiusi. Dove è il problema? Una persona potrebbe ad esempio tentare di accedere ai contenuti del telefono mentre il proprietario sta dormendo. In una nota, un portavoce di Google ha spiegato l'azienda “sta lavorando a un'opzione in cui è richiesto che l'utente abbia gli occhi aperti per aprire lo smartphone”. La novità arriverà con un aggiornamento “nei prossimi mesi”.

Come si presenta Pixel 4

Come si presenta Pixel 4

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